"Un 'Gundam' fuori dagli schemi che resta un 'Gundam' in tutto e per tutto" - Intervista a Nobuyoshi Nishimura e Kouichi Tokita

L'annuncio del nuovo manga di Gundam X ad opera di Tokita mi ha davvero entusiasmata, per questo motivo ho deciso di recuperare la lunga intervista tratta dal Gundam Ace 03/2018, che in occasione del rilascio del nuovo BluRay Box della serie TV aveva pubblicato la prima parte di NEXT PROLOGUE. Leggiamola in attesa del nuovo numero della rivista in uscita a fine mese, dedicato al 30° anniversario di X.
L'intervista ha come protagonisti Nobuyoshi Nishimura, character designer di Gundam X e direttore dell'animazione legato allo Studio Dove, e Kouichi Tokita, mangaka che nel 1996 ha adattato in formato cartaceo il manga sulla storica rivista per bambini Comic Bom Bom, e all'epoca dell'intervista era stato incaricato di disegnare il breve sequel, sceneggiato da Kawasaki e supervisionato da Takamatsu, allegato al BluRay Box.

Oggi sarebbe assolutamente inaccettabile avere spoiler per il manga?!

Si dice che voi due vi conosciate da tempo, la vostra amicizia risale ai tempi della messa in onda?
Nishimura:
Ai tempi della messa in onda di X, non ci conoscevamo affatto; ci siamo conosciuti solo molto tempo dopo. Avevo letto anche l’adattamento a fumetti di Tokita per W, ma non avevo mai avuto l’occasione di incontrarlo di persona.
Tokita: La prima volta che ci siamo incontrati è stato nel 2009, quindi all’inizio di questo secolo. All'evento CharaHobby ho visto un tweet che diceva “C’è Nishimura”, e così sono andato a salutarlo.
“Piacere, sono Tokita”, gli ho detto. Da allora ci vediamo di tanto in tanto.
Nishimura: Abbiamo punti in comune essendo persone che hanno vissuto a pieno quel periodo. All’epoca della pubblicazione su Comic Bom Bom, pensavo proprio che fosse molto diverso da G Gundam, che era precedente a X. Oggi, nei manga tratti da anime, sia la trama che i disegni seguono il più fedelmente possibile l’anime, vero? Ma all’epoca c’era, per così dire, più libertà. L’anime fungeva da spunto, ed era un periodo in cui ogni fumettista rielaborava liberamente la trama e la disegnava con il proprio stile. Ma il manga di Tokita era proprio quello che oggi chiameremmo un adattamento a fumetti: trasformava l’anime in manga senza stravolgerne l’universo narrativo.
Tokita: Era proprio questo l’aspetto a cui prestavo maggiore attenzione. Volevo trasmettere ai lettori un’immagine il più possibile fedele all’anime. In quel periodo non c’erano servizi di streaming come quelli di oggi, e solo chi viveva nelle zone con la copertura delle emittenti poteva guardarlo, no? Ma su una rivista distribuita a livello nazionale come Bom Bom, potevo raggiungere i bambini di tutto il Giappone. Volevo far conoscere “Gundam” attraverso il manga ai bambini che non potevano vedere il programma.
Per questo, per renderlo il più simile possibile, disegnavo tenendo a portata di mano la scheda dei personaggi e il materiale di riferimento.
Nishimura: Era davvero incredibile che gli episodi trasmessi quel mese fossero pubblicati sotto forma di manga sullo stesso numero di Bom Bom. I bambini che non potevano guardare la TV erano veramente grati a Tokita, non è vero?
Tokita: Ai nostri giorni sarebbe inaccettabile avere degli spoiler sulla trama, ma allora di norma mi veniva fornito il materiale con due settimane di anticipo sulla trasmissione televisiva 😄 Per X il materiale di riferimento arrivava puntualmente, il che mi ha aiutato moltissimo dal punto di vista del lavoro. Volevo che i personaggi fossero il più possibile simili all’originale, quindi anche solo avere delle bozze faceva una differenza enorme.
Nishimura: C’erano alcuni personaggi secondari che avevo abbozzato davvero solo a grandi linee. Immagino che per Tokita sia stata dura. Da parte mia, mi sembrava uno spreco di tempo e, dato che ero anche direttore dell’animazione, pensavo, "Va bene così, poi lo correggerò in seguito", non avevo nemmeno considerato le difficoltà che avrebbe comportato all’adattamento in manga.

Tokita attribuiva grande importanza all'ambientazione originale, ma in quel periodo quali erano, secondo lei, gli aspetti che rendevano “X” un’opera così affascinante?
Tokita:
A prescindere dalle intenzioni del regista Takamatsu, questa è solo la mia opinione personale, ma credo si tratti di una storia clasiica. Il mondo si svela gradualmente dal punto di vista di Garrod, che, coinvolto in una battaglia, combatte fino alla fine per proteggere la ragazza che ama. La trama è lineare e ben definita, quindi è facile da capire anche per i bambini. Eppure, ho avuto la sensazione che fosse un “Gundam” in tutto e per tutto. Garrod non è il tipico protagonista di Gundam, ovvero un ragazzo che si ritrova militare, ma la struttura della storia, incentrata sulla lotta tra persone, era proprio quella di “Gundam”. Inoltre, il fatto che ogni episodio fosse composto da circa cinque capitoli ha reso la narrazione molto agevole. Sono riuscito a creare un momento culminante in ogni capitolo.
Nishimura: Credo fosse piuttosto insolito che, pur trattandosi di un Gundam in cui compaiono i Newtype, il protagonista non fosse un Newtype. Mi è piaciuto molto il fatto che Garrod non abbia avuto il suo tipico "risveglio" e che, fino alla fine, abbia mantenuto con coerenza la sua posizione di voler proteggere Tiffa rimanendo se stesso.

Uno street wear adatto anche a una rivista per bambini

Per quanto riguarda il design di Garrod e degli altri personaggi, c’è stata una richiesta precisa da parte di Takamatsu?
Nishimura:
Mi è stato inviato del materiale sullo street wear e, fin dall’inizio, mi è stato chiesto di ricreare l’atmosfera tipica dei giovani di allora. Ecco perché Garrod rispecchia perfettamente questo stile, e anche Witz e Roybea danno quell'impressione. Inoltre, ricordo che, dopo aver presentato una prima bozza del mio progetto, ho ricevuto indicazioni dal regista. Ho continuato a disegnare cercando di incorporarle insieme agli altri spunti ricevuti.
Tokita: E per quanto riguarda Tiffa?
Nishimura: Nel primo schizzo che avevo disegnato, i capelli sui lati erano leggermente arricciati, per dare un tocco un po’ più appariscente. Pensavo che così il personaggio sarebbe diventato più popolare, quindi avevo cercato di renderlo più sensuale, ma poi mi è stato chiesto di renderlo un po’ più sobrio, ed è così che è diventato come lo vedete ora. Per il resto, ho cercato di non mostrare troppo la pelle e di non far risaltare le linee del corpo. Avevo anche provato a darle un paio di pantaloni larghi, ma il regista Takamatsu mi ha detto, "Forse è meglio una gonna".
Tokita: In questo modo si crea un bel contrasto con Ennil, vero?
Nishimura: Vale anche per Ennil, ma se parliamo di contrasto, direi che è più evidente con Pala. Pala ha i capelli corti ed è molto espressiva: insomma, è un personaggio concepito per essere l’esatto opposto di Tiffa. La sua caratteristica principale sono gli occhi grandi; credo che in Gundam non ci siano altri personaggi con occhi così grandi.


Nei contenuti digitali del BluRay Box si legge che ha avuto difficoltà col personaggio di Shagia.
Nishimura:
Più che con Shagia, direi con i fratelli Frost in generale. All’inizio, dato che erano gemelli, l’idea era semplicemente di cambiare loro l’acconciatura, ma dentro di me si è improvvisamente innescato qualcosa e ho finito per disegnarli come bishounen. Credo che sia partito tutto dalla Sunrise, sapete? Mi hanno suggerito, “Che ne dici di qualcosa in stile rocker?”. Dato che mi piace il rock britannico, in quel momento ho visto la copertina di una rivista musicale che era proprio lì sullo scaffale e ho pensato, "Eccolo, è questo!". A quel punto ho perso un po’ il controllo, la direzione è cambiata radicalmente... 😄 Dopo averlo presentato, mi sono ricordato che erano gemelli, ma per qualche motivo il regista Takamatsu non ha detto nulla e il design è passato direttamente alla rifinitura.
Tokita: Quei due fratelli erano piuttosto popolari, vero?
Nishimura: Sì, lo erano, e quando mi chiedevano di realizzare illustrazioni per le riviste finivano sempre per essere insieme. Mi chiedevano, “I Frost sono una coppia?” 😅

Lo stile street wear di Garrod si adattava perfettamente ai contenuti della rivista per ragazzi “Bom Bom”.
Nishimura:
Per quanto mi riguarda, X è stata un’opera in cui sono riuscito a esprimere chiaramente la personalità dei personaggi; ho cercato di progettare non solo gli abiti, ma anche i volti dei personaggi in modo che fossero facilmente riconoscibili per i bambini. Parlo a titolo di confronto tra le opere a cui ho partecipato, ad esempio in W si prestava particolare attenzione persino allo spessore delle labbra dei personaggi. Si trattava di un design eccellente, ma quella meticolosità di Murase era piuttosto impegnativa e, nel mondo della produzione animata, dove ogni settimana si è alle prese con le scadenze, finivamo inevitabilmente per disegnare tutto come ci veniva...
Tokita: Anch’io sono rimasto scioccato quando ne ho sentito parlare. Mentre normalmente si tenderebbe a disegnare d’istinto, Murase lo fa in modo sistematico, come se fosse un vero e proprio progetto. È davvero incredibile.
Nishimura: Dato che, me compreso, il team era piuttosto ridotto, in X ho cercato di realizzare un design che tenesse ben presente l’obiettivo di rendere il tutto più comprensibile. Tuttavia, per qualche motivo, quando Roybea indossava il casco, la reazione era, "E questo chi è?". Me ne sono reso conto mentre lavoravo come supervisore dell’animazione e ne sono rimasto sorpreso anch’io.
A Witz avevo dato tratti distintivi agli occhi e al naso, mentre per Roybea avevo posto l’accento sull’acconciatura e, di conseguenza, il viso era sorprendentemente privo di caratteristiche. Quindi, quando indossava il casco mi faceva venire da pensare, "Questo tizio non ha davvero alcuna caratteristica riconoscibile!"
Tokita: In effetti i personaggi di X in genere non indossavano il casco.
Nishimura: Esatto. A un certo punto sono comparse delle situazioni in cui dovevano indossare il casco, e mi sono detto, “A saperlo li avrei disegnati in un altro modo”. Anzi, a pensarci bene, anche in W era così, quindi avrei dovuto capirlo da solo.

Durante la produzione, il direttore dell’animazione Nishimura non era alla Sunrise?!

Ci sono altri personaggi che vi sono rimasti particolarmente impressi?
Tokita:
A me sicuramente Carris. Appare anche nel fumetto come una figura fondamentale. È un bel ragazzo dall’aria spavalda, ma in realtà si trova in una posizione delicata: deve lottare per sopravvivere portando un pesante fardello sulle spalle, ed è proprio questo che lo rende così popolare.
Nishimura: Sono felice di sentirlo. Carris è l’unico personaggio che ho disegnato pensando espressamente a un ragazzo dal carattere spensierato. Me ne sono reso conto solo in seguito, ma se si aumenta il volume della frangia e si nasconde un occhio, assomiglia a 009 (ndA: il protagonista di Cyborg 009), vero? Per quanto lo riguarda, mi sono ispirato allo stile di Keiko Takemiya. Le radici della signora Takemiya affondano in quelle di Shōtarō Ishinomori, quindi,in questo senso, si potrebbe dire che il design di Carris rappresenti le mie origini. Sono grato all’amico che mi ha prestato l’Opera completa di Keiko Takemiya quando ero al liceo. Senza quella, forse Carris non sarebbe mai nato.
Tokita: Ora che me lo dici, in effetti è vero. Quindi nei design di Nishimura c’erano queste influenze.
Nishimura: Ad esempio, nei primi schizzi, il personaggio aveva dei tratti davvero delicati. Tra gli altri, Kid è uno dei miei personaggi preferiti. Aveva quell’aria da ragazzaccio ed era un personaggio divertente da disegnare. A proposito, nelle impostazioni originali sarebbe dovuto essere un vecchio meccanico, ma quando è arrivata la richiesta era diventato un bambino; quando ho chiesto il motivo, mi è stato risposto, "Ci sono varie ragioni, dietro". Questa indicazione di modifica è venuta dal regista Takamatsu, che, dopo aver visto il potenziamento successivo del Gundam X (ndA: il Gundam X Divider), avrebbe pensato che non fosse un mecha creato da un adulto. Forse per via del cannone Harmonica? Ma è solo una mia ipotesi.
Tokita: Ah, è così che stanno le cose 😄 In effetti, il Divider sembra proprio un’idea da bambino. È un’arma che qualcuno del mestiere non potrebbe mai immaginare. Ma penso che sia stato un bene renderlo un bambino. Insieme a Garrod si creano episodi molto divertenti.
Nishimura: Di sicuro, se esistesse davvero, sarebbe uno di quei mocciosi che danno sui nervi 😄


Il signor Nishimura lavorava allo Studio Dove di Fukushima, giusto? Faceva la spola tra gli studi di Tokyo e quelli della Sunrise?
Nishimura:
Ho lavorato sempre allo studio di Fukushima e, in realtà, durante il periodo di produzione di X non sono mai stato a Tokyo. Sono riuscito ad andarci solo dopo che era finito.
Tokita: Quando l’ho saputo, sono rimasto davvero sorpreso. Ero convinto che il direttore dell’animazione dovesse necessariamente trovarsi presso lo studio della Sunrise durante i lavori.
Nishimura: Già, se si fosse trattato di una delle squadre a rotazione, sarebbe stato comprensibile, ma normalmente non si penserebbe che non ci sia un direttore dell’animazione coinvolto nella maggior parte degli episodi, vero?

La comunicazione avveniva per telefono e via fax?
Nishimura:
Esatto. La procedura era la seguente: inviavamo le bozze via fax e, una volta ottenuta l’approvazione, spedivamo l’originale tramite corriere. Tutti gli scambi relativi al lavoro di disegno avvenivano tramite corriere. Le riunioni venivano condotte per conto nostro da personale dello studio di Tokyo; in seguito ci venivano inviati gli storyboard con le annotazioni, oppure ci confrontavamo telefonicamente con il regista responsabile. Ovviamente non avevamo il tempo di fare avanti e indietro tra Tokyo e Fukushima. Inoltre, il lavoro di animazione veniva svolto anche presso la Seoul Dove in Corea; una curiosità tipica di quel periodo è che i disegni originali, una volta completati dal supervisore dell’animazione, venivano poi portati in Corea tramite un servizio di spedizione di associazione.

Spedizione di associazione?
Nishimura:
È il nome con cui veniva comunemente chiamata la spedizione aerea utilizzata da un gruppo di case di produzione di anime. La casa di produzione di turno portava in Corea, in un unico carico, i disegni originali anche per conto delle altre società e riportava indietro le scene per cui era stata completata la produzione delle animazioni. Le animazioni completate venivano controllate dal responsabile del controllo qualità dello Studio Dove e poi passavano alla fase di rifinitura. Dal Giappone c’erano tre voli settimanali, il lunedì, il mercoledì e il venerdì, e da Fukushima bisognava spedirli tramite corriere espresso il giorno prima. Per questo motivo, non potevamo prenderci la domenica libera per riuscire a farli arrivare sul volo del lunedì. Ora che è possibile inviare i file in formato digitale, immagino che il sistema sia un po’ cambiato.
Tokita: Anch’io ho un aneddoto del genere. Dato che non c’erano allegati via e-mail, l'editore andava di persona alla Sunrise per controllare i colori delle impostazioni. Quindi, disegnava delle linee oblique o delle griglie sulle bozze dei disegni e me le inviava via fax. Guardandole, ricevevo istruzioni del tipo, “Le linee oblique devono essere di un rosso più chiaro rispetto a quello del Gundam, mentre le parti a griglia devono essere di un blu più scuro”. Ma poi, quando guardavo la puntata in TV, i colori erano completamente diversi 😄 All’epoca non avevamo un attimo di respiro, ma ripensandoci ora mi sembra piuttosto divertente.

Arriva anche il nuovo Gundam! "Se sono con te..."

Tokita ha disegnato un nuovo episodio dopo tanto tempo, ma cosa ne ha pensato quando ha letto la sceneggiatura di Hiroyuki Kawasaki?
Tokita:
L’ho trovata davvero molto interessante. All’inizio pensavo che si trattasse di una sorta di side-story, poi il signor Kawasaki mi ha detto, "Facciamo un sequel", e io ho accettato con entusiasmo; con la supervisione del regista Takamatsu, ho pensato che fosse proprio questa la vera ricompensa per uno scrittore. Anche questo lavoro mi ha dato un po’ di filo da torcere.

È un capitolo di ben 64 pagine, vero?
Tokita:
Pensavo che si sarebbe trattato di circa 48 pagine, ma man mano che lavoravo sul name, il numero di pagine è aumentato in un batter d’occhio.
Nishimura: Il signor Kawasaki glielo ha inviato sotto forma di sceneggiatura?
Tokita: Si trattava di una bozza che riassumeva le linee generali. Da lì ho iniziato ad arricchire il tutto. Ho cercato di dare vita a un Garrod pieno di energia. Avevo il desiderio di vedere un Garrod più vivace nella serie TV, quindi questa volta ho inserito intenzionalmente molte scene in cui corre. Ho pensato che anche Tiffa avrebbe apprezzato quel lato di Garrod...
Nishimura: A proposito, l'abito di questa Tiffa è davvero bello. Appena l'ho visto, mi è sfuiggito un "Ah!". Non riesco a staccarmi dall'immagine di Tiffa che mi sono creato, quindi non riuscirei mai a disegnare qualcosa del genere.
Tokita: All'inizio pensavo di usare una salopette, ma non mi sembrava appropriato che nel suo nuovo ruolo di madrina indossasse qualcosa di troppo svolazzante, inoltre volevo mettere in risalto la sua grazia adolescenziale.
Nishimura: È davvero fantastica. Anche Carris ha fatto la sua entrata in scena con grande energia, e questo mi ha fatto molto piacere. Dato che Carris soffre della Synapse Syndrome (ndA: una serie di crisi accompagnate da dolori lancinanti che affliggono i Newtype artificiali), era un personaggio il cui futuro mi preoccupava.


Anche Carris riceverà finalmente un suo Gundam personale, ma il design è opera di Jun'ya Ishigaki?
Tokita:
Esatto. Gliel'ho commissionato io stesso!
Nishimura: È fantastico. E' davvero azzeccato come Gundam di Carris.
Tokita: È una sorta di prototipo di un Gundam dedicato a Caris, un diretto discendente del Bertigo.
Nishimura: Penso che non sia stato creato partendo dal design, ma che sia stato realizzato appositamente per il personaggio. Mi piacerebbe che ne uscisse un Gunpla, ma chissà quanti anni ci vorranno.
Tokita: Dopotutto, né il Bertigo né l’Hermit Crab sono ancora stati trasformati in Gunpla.

"Se sono con te..." si svolge più o meno quanti anni dopo gli eventi principali?
Tokita:
Anche se nel copione non era specificato, intuitivamente penso che sia circa un anno dopo l’epilogo dell’ultimo episodio. Sia Garrod che Tifa sono raffigurati con un’aria leggermente più matura. Pur sentendomi in colpa nei confronti del signor Nishimura, mi sono permesso di modificare di mia iniziativa i design in base alla mia visione.
Ho anche aumentato leggermente il rapporto tra la testa e il corpo.
Nishimura: Non hai motivo di preoccuparti. Il risultato è ottimo, sarà certamente apprezzato dai fan.
Tokita: Sono davvero emozionato all’idea di quale sarà la reazione del pubblico. I fan di X sono molto esigenti, sai? Anche se temo un po’ il loro giudizio severo, io stesso mi sono divertito e mi sono impegnato al massimo nel disegnarlo, quindi sarei felice se mi dicessero che l’hanno trovato divertente. Inoltre, per quelle rare persone che conservano ancora i miei fumetti di quel periodo, potrebbe essere una buona idea rileggerli prima. Infatti, in questa edizione ho inserito un piccolo omaggio a me stesso.

Credo che farà sorridere i fan che all’epoca leggevano “Bom Bom".
Nishimura:
Ritorno un attimo a ciò che dicevo riguardo la mia influenza della Takemiya, ma le cose che ci vengono inculcate da bambini non vanno sottovalutate.
Penso che "seminare" sia davvero importante.
Tokita: Anch’io sono diventato fumettista per seguire il sogno che avevo da bambino, e ora mi capita di entrare in contatto sui social con le persone che ammiravo allora, o addirittura di andare a cena con loro. Mi verrebbe quasi voglia di vantarmene col me stesso ai tempi del liceo.

Cosa ne pensate della versione rimasterizzata in HD che verrà rilasciata questa volta?
Nishimura:
I colori sono davvero vivaci e sembra un produzione nuova. Ci sono persino dei momenti in cui mi sorprendo a pensare, “Ma i colori erano davvero così?”. Si ha l’impressione che X sia stato apprezzato soprattutto dopo la messa in onda, ma credo che per i fan di Gundam tra i venti e i trent’anni questo non abbia alcuna importanza. Oggi, grazie allo streaming e alle edizioni in formato fisico, è possibile guardare tutte le opere del passato contemporaneamente, quindi credo che venga percepita semplicemente come una delle tante opere della serie. Trattandosi di animazione di 22 anni fa, ci saranno sicuramente delle imperfezioni, ma penso che molti la apprezzeranno una volta vista, quindi vi invito caldamente a procurarvela.
Naturalmente, vorrei che anche i fan di allora potessero vedere queste immagini ora così vivaci.
Tokita: Gundam è diventato popolare anche attraverso i videogiochi, e quei fan non hanno alcun pregiudizio. Proprio come ha detto il signor Nishimura, hanno una percezione parallela, per questo non hanno strani preconcetti. Penso che ci siano molte persone che conoscono la serie dai videogiochi ma non hanno ancora visto l’anime, quindi vorrei che cogliessero questa occasione per goderselo nella massima qualità HD. X è certamente un’opera con alcune parti complesse dal punto di vista della trama, ma non è complicata, quindi dovrebbe essere facile da seguire. È un’opera che si può apprezzare anche solo come un film dedicato alla crescita del rapporto tra Garrod e Tiffa.
Nishimura: È davvero commovente vedere che un’opera realizzata sotto la pressione delle scadenze settimanali sia tornata, dopo 22 anni, sotto forma di una pellicola così ben realizzata. E' valsa davvero la pena di faticare così tanto all’epoca. Penso che il fatto di poter parlare di queste cose oggi sia merito della grandezza di Gundam. Anche noi ci godremo con calma X in questa versione HD.

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