Quando Gundam si riscrive: Gundam SEED e Gundam AGE

Siamo tutti concordi nell'affermare che Gundam sia un grande classico dell'animazione, e in quanto tale, negli anni, abbia raggiunto un certo livello di "intoccabilità".

In tempi recenti in molti hanno fantasticato sull'eventualità di un remake in stile Yamato 2199 o come previsto per l'epopea di Ginga Eiyū Densetsu (che la sottoscritta non vede l'ora di godersi), che rinfrescasse una trama già conosciuta con uno stile appetibile anche per le nuove generazioni... Eppure, anche tra i fan più accorati, quando si parla della serie TV o della riduzione cinematografica di Gundam si entra in un territorio proibito, e in piena sudditanza psicologica il massimo su cui si riesce a trovare l'accordo è l'adattamento di THE ORIGIN a cura di Yas (FIRMATE LA PETIZIONE! FIRMATE LA PETIZIONE!!)... Questo atteggiamento però, è riscontrabile anche nelle alte sfere della produzione della Banrise, che, conscia del messaggio praticamente universale di Gundam ma anche attenta alle nuove tendenze generazionali, una volta appurata l'efficacia degli Universi Alternativi gundamici, ben pensa di "rifare il trucco" al Mobile Suit bianco inaugurando un nuovo fenomeno all'interno del franchising: non un "rifacimento" o un "adattamento", quindi, ma una completa "riscrittura".


Il Gundam del XXI° Secolo

Siamo all'alba del ventunesimo secolo, e il buon Mitsuo Fukuda viene ingaggiato per compilare una nuova serie di Gundam, Gundam SEED.
Il palcoscenico è lo Studio 9 della Sunrise, creato nel 1996 durante l'acquisizione da parte di Bandai della Sunrise, composto da parte dello staff dello Studio 7, che negli anni precedenti aveva ottenuto ottimi risultati con Dragonar, Cyber Formula e la cosidetta "Yuusha series", tutti lavori che videro la partecipazione di Fukuda. Nel 2015 questo studio diventerà parte della Bandai Namco Picture, quindi potete immaginare quali fossero i chiari di luna all'epoca.

Ideata come una serie che rilanciasse il brand di Gundam e rinvigorisse le vendite di gunpla dopo il mezzo flop di Turn A, che avrebbe dovuto mettere idealmente la parola "Fine" sulla saga gundamica MA ANCHE NO, Fukuda fu scelto come regista della nuovissima serie grazie anche al suo spirito "super-robottaro", e affiancato da Fumikuni Furusawa della Sunrise e Seiji Takeda della Manichi Broadcasting gli fu garantita tutto sommato una certa libertà e "protezione" (ricordiamo le cocenti polemiche per la descrizione molto grafica dei cadaveri, o le scene di sesso tra Kira e Fllay-- Che nel Remaster di tutta risposta divennero ancora più esplicite col nulla osta della produzione!).
Chiaki Morosawa, moglie di Fukuda e sceneggiatrice dell'anime fu affiancata da un set di collaboratori niente male: citiamo Akemi Omode, già sceneggiatrice di Wing e autrice della side-story manga Blind Target, il veterano Akinori Endo, già staff in Gundam Z, ZZ e 0083 e Shigeru Morita, membro dello Studio Nue. Degno di una menzione certamente è anche Hiroyuki Yoshino, nuovo a Gundam, ma che in futuro si distinguerà per aver legato il suo nome alla saga di My-Hime e Macross Frontier.
A chiudere il cerchio, per il character design fu ingaggiato quel Hisashi Hirai che già aveva catturato gli spettatori con Infinite Ryvius e s-CRY-ed, entrambi scritti da Yusuke Kuroda dello Studio Orphee.
Il concept "moderno" che avrebbe dovuto rendere SEED un Gundam del nuovo millennio si ispirò ai fatti di cronaca del periodo. Fukuda nelle sue interviste menziona la tragedia dell'11 Settembre (che rimanda a come una tragedia cittadina si tramuti in una ferita per l'intera umanità, così com'è la distruzione di Junius Seven nella Cosmic Era), ma annota anche come fu di Takeda il suggerimento di inserire il dibattito sull'ingegneria genetica.

Ai nostri occhi, SEED appare come una delle prime riscritture moderne ed alternative a Gundam, una serie che rispecchia davvero i tempi in cui è nata.
Fino ad allora infatti, è come se le serie gundamiche si fossero chiuse in un determinato "mondo" autoreferenziale, manifestando una certa impronta riconoscibile, anche quando si è cercato di scrollarsi di dosso i vecchi stereotipi.
E' infatti da annotare come negli anni ogni serie di Gundam abbia avuto a che fare con un degno "rivale" durante la sua trasmissione: Wing ha dovuto vedersela con Evangelion, Turn A è uscito con le ossa rotte da Cowboy Bebop e nel futuro persino Gundam OO non reggerà il confronto con il fratellastro Code Geass-- Solo SEED si garantirà il podio delle preferenze durante l'integrità della sua trasmissione, un obiettivo che inizialmente non era stato neanche raggiunto dalla serie originale. Per farci un'idea, tra i suoi diretti avversari ricordiamo veri e propri blockbuster, dell'ordine di Naruto, Azumanga Daioh, Chobits, Onegai Teacher, ma anche serie più intriganti e sperimentali come Rahxephon, Witch Hunter Robin o Abenobashi.

Nonostante la trama ricalchi di pari passo quella della serie storica, molte sono le aggiunte di stile e in alcuni casi "le correzioni" fatte alla storia originale: grande attenzione è stata infatti data allo svluppo dei Mobile Suit e dei Gundam, non più un'unica unità leggendaria circonfusa di variazioni a caso spesso e volentieri incoerenti tra loro, ma parte di una produzione di massa ben definita e orchestrata, accompagnata da un'accellerata tecnologica possibile solo in tempi di guerra e motivata da questi.


Il progresso tecnologico dei Gundam, nell'Universal Century così come nelle sue
riscritture più efficaci.
In molti criticano la "sovrabbondanza" di "Gundam" in queste serie, come se fosse davvero più realistico che un singolo prototipo sbaragli di volta in volta mezzi nemici più potenti di creazione successiva: in realtà in SEED, e come vedremo più avanti in AGE, i Gundam sono quello che sarebbero dovuto essere sin dall'inizio, delle armi altamente sofisticate, ma che vengono distrutte, soppiantate o rese obsolete da modelli più avanzati.

In questo contesto ben si inserisce la popolare side-story Gundam SEED ASTRAY, che contribuisce sia ad ampliare un universo con aspetti già famigliari ma mai adeguatamente esplorati nelle altre serie (il "rigattiere" di mecha appare sia in ZZ che in Wing ma con poca incisività) sia con l'introduzione di nuove figure (praticamente inedita è la figura del mercenario, che poi riapparirà con successo sia in Gundam OO che Iron-blooded Orphans), con l'obiettivo di svelare ulteriori "altarini" dietro lo sviluppo dei mobile suits e dei loro armamenti.
Oltre che dal primo Gundam, infatti, SEED prende a piene mani anche dalle serie precedenti, in un gioco di citazioni e rimandi: si danno caratteri più incisivi ai "suprematismi razziali" visti sia tra le fila di Zeon che con ancora più importanza nei Titans di Zeta, che qui assumono i toni da "società segreta" già assaggiati in Wing, ritorna il team di piloti che abbiamo visto cementificarsi a partire da G Gundam, qui rappresentato dall'elite dei piloti di ZAFT, ma si fa affidamento anche su scene iconiche, come negli incontri tra Cagalli e Athrun e poi Shinn e Stellar, entrambi ispirati dall'incontro "del destino" tra Aina e Yamada in 8th MS Team... SEED è una serie che cerca di attirare nuovi appasionati, ma anche di coccolare i fan della vecchia guardia, un progetto molto ambizioso che, nonostante alcune innegabili falle di scrittura e gestione, di sicuro ha colpito nel segno, forte anche dell'emotività nella scrittura dei personaggi.
Uno dei difetti di SEED è più che altro da trovare nella malleabilità del suo staff, apparentemente più incentrato a dialogare direttamente con i fan che a portare avanti una storia organica: personaggi "resuscitati" a vanvera, rapporti fotocopiati, piccole trollate o palesi fanservice atti a punzecchiare nel vivo gli spettatori hanno di certo contribuito alla cattiva nomea della serie, che ancora oggi è angustiata da una caterva di fake news che inquinano la fruizione della serie più dei suoi attuali difetti, oggettivamente perdonabili nel contesto più ampio della sua effettiva competitività.

Il Gundam del Nuovo Millennio

Se SEED ha goduto di uno straordinario successo nonostante alcune falle anche evidenti nel tessuto narrativo, una serie, nata sempre a cavallo di un nuovo decennio, non è riuscita affatto a mantenere le ottime premesse di una scrittura solida ed articolata finendo nell'oblio nonostante la sua innegabile qualità; parliamo di Gundam AGE.
Anche Gundam AGE come SEED affronta l'arduo compito di prendere il canovaccio del Gundam storico per renderlo più appetibile per le nuove generazioni.

Nato come progetto originale di Akihiro Hino, capoccia della famosissima ditta sviluppatrice di giochi Level-5 (Professor Layton, Inazuma Eleven, Yo-kai Watch), Gundam AGE va molto aldilà dell'anime da accompagnamento promozionale a una nuova linea di videogiochi, e fa suoi molti degli stilemi e dei temi cari all'universo gundamico, specialmente dell'Universal Century, presentando finalmente idee innovative e una scrittura organica.
Solitamente denigrato a causa del character design molto semplice e moderno, più adeguato per una serie di Pokemon piuttosto che di Gundam, è per me una causa di grande scoramento (per non dire altro) il constatare come la maggior parte dei fan di Gundam si fermi lì, senza dare neanche una possibilità di visione a una serie che risulta davvero interessante sia per i piccoli che i meno piccoli.

L'idea di base è geniale: proporre una saga gundamica che mostri come un'intera famiglia viva il conflitto raccontato nella serie; è quello che in molti avrebbero voluto vedere nell'Universal Century ma che gli è sempre stato negato dai capricci di Tomino. In Gundam AGE quindi i nostri protagonisti crescono, fanno scelte anche sbagliate, vivono il conflitto nelle loro possibilità e si scontrano con le mille sfaccettature del destino e del futuro.
Per questa serie la Sunrise torna allo Studio 3, quello che dopo SEED Destiny sarà principalmente dedicato alle produzioni gundamiche e da cui era da poco uscito il successo Gundam OO.
Come in SEED, il canovaccio di partenza è lo stesso della serie originale: antagonisti che attaccano la colonia rifugio del protagonista che si ritrova costretto a salire sul prototipo Gundam e a prendere parte a una fuga nella speranza di poter veder riorganizzare le forze federali per sferrare un attacco decisivo ai nemici e riacquistare la serenità.
C'è un amore predestinato e negato come quello tra Lalah e Amuro, qui rivissuto con ancora più crudeltà da Yurin (che ha anche tanti tratti in comune con la piccola Tiffa di Gundam X) e Flit, la teoria "Newtype" cara a Tomino che qui gode di una spiegazione legittima-- Ma ci sono anche tante piccole rivoluzioni, che danno un tono molto maturo alle vicende e alla caratterizzazione dei personaggi, a partire già dai primi episodi: l'eroe senza macchia Flit, che riconosciamo afflitto dalla fissazione di dover diventare un "salvatore" a discapito della sua stessa felicità, il comandante Ainoa, che arriva a uccidere il comandante ufficiale della Diva per sostituirsi a lui e portare avanti la sua vendetta, il crudele e giovane Desil, ben lontano dal fascino di un più maturo Char Aznable quasi da esserne l'antitesi, e dopo di lui il mascherato Zeheart, che una volta assaggiata la felicità non se ne reputa degno per uno schiacciante senso del dovere.

Lieto fine con ritorsione: Gundam AGE osa sfatare il mito gundamico secondo la quale "L'amica d'infanzia non si mette mai col protagonista", ma per garantire quel pizzico di
agrodolce che fa tanto gundamico, non si tratta mai di amori di "prima scelta"; mentre infatti il vero amore di Flit è Yurin, per Romary si tratta di Zeheart.
Dietro tutto ciò, non più un'Eminenza Grigia a decidere le sorti di un conflitto, ma un complotto di portata molto più ampia e crudele che ben giustifica l'astio degli "Unknown Enemy".
Se il primo arco di AGE è quindi un'efficacie riscrittura di una serie di più di 30 anni prima, l'originalità diventa protagonista a partire dal secondo arco fino alla sua riappacificante conclusione.

Si inizia a vedere non solo un omaggio a Gundam, ma a un pò tutto il genere robotico: i protagonisti fanno il verso a quelli che ci hanno accompagnato dalla nostra infanzia in poi, con Flit nel ruolo dell'eroe invincibile (tipico degli anni '70 e '80), Asemu del "ragazzo senza qualità" che si ritrova in un ruolo che non gli appartiene (tipico degli anni '90), e infine Kio, che rappresenta una nuova generazione di eroi, più consapevole di cosa vuole dal futuro e impegnata a determinare il modo migliore per ottenerlo (tipico degli anni 2000-- Pensate allo stesso Kira di SEED)... Ed essere pilota di un Gundam non diventa più una "maledizione", ma una vera possibilità di salvezza.

In conclusione...

In molti non gradiscono la conclusione edulcorata della serie, ma considerandone i toni drammatici (mi viene in mente anche il tragico film riassuntivo incentrato sulle vicende di Asemu e Zeheart, Memory of Eden) mi domando cosa a questo punto vorrebbero che una nuova generazione imparasse da Gundam, perchè è anche questo a cui queste serie, riscrivendo la serie originale e adattandosi a nuovi target, cercano di rispondere.
Possiamo davvero accontentarci delle mezze verità sussurrate da Tomino e il suo staff nel 1979, talmente flebili che l'impressione generale è che non ci sia salvezza per un'umanità perennemente condannata al conflitto? Mostrare i risultati dolorosi della stupidità umana è davvero l'unica risposta che sappiamo fornire..? Credo che aldilà dei robottoni dalle armi invincibili, aldilà delle vendite dei gunpla e dei videogiochi, queste domande, in quanto creativi e quindi creatori, lo staff della Sunrise se le sia poste, e continui a porsele, sforzandosi di trovare risposte accettabili, per quanto "banali" possano sembrare, nell'insormontabile difficoltà di accontentare i suoi spettatori.

Per Approfondire:

Gundam SEED
Gundam AGE
Quando Gundam si riscrive: Gundam SEED e Gundam AGE Quando Gundam si riscrive: Gundam SEED e Gundam AGE Reviewed by Eleonora Nappi on novembre 29, 2017 Rating: 5

5 commenti

  1. Gundam AGE all'inizio non volevo quasi vederlo a causa del character design alla Pokemon come hai detto tu, ma quando vidi i primi minuti di episodio l'amor fu tale da voler quasi tradire la posizione di OO nella mia Gundam classifica.
    Che e':
    1) G Gundam
    2) Gundam OO
    3) Gundam Age
    4) Gundam X (che ti consiglio di vedere)
    5) a parimerito i lungometraggi "W - Valzer infinito" e "Seed C.E. 73: Stargazer" (per la strafigaggine dei robot principali)

    In AGE v'era tutto: mostri meccanici, nemici sconosciuti per gran parte dell'inizio serie, un protagonista che, seppur moccioso, era mosso da un odio alla Banjo di Daitarn 3 tale da renderlo addirittura figo, pirati spaziali, un robot guerriero portavoce di leggende che si attiva alla maniera dei Super Robot... e chi piu' ne ha piu' ne metta! SUPERBOOO

    Nota:
    se il primo AGE e' l'incarnazione dell'R-X 78, AGE 2 lo e' di Z per la facolta' di trasformazione si come AGE 3 di ZZ per la potenza di fuoco, il full armore mode nonche' l'unione dei tre velivoli componenti.


    Grazie e aspetto i nuovi (3?) episodi della continuazione di X ma soprattutto gli MSV di G! Ciaoo
    Go

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    1. Ma figurati se non ho visto X ;D

      La mia personale classifica è:
      1) Iron-blooded Orphans
      2) Gundam OO
      3) Gundam Wing
      4) Tutte le altre :'D
      ...E' una classifica che varia a seconda dei momenti e degli stati d'animo però, LOL!

      Ah, la continuazione di X è un solo lungo capitolo di circa 50 pagine... Purtroppo è esclusivo del Memorial Box della serie, e per ora non se ne trovano scansioni.
      Quella che ho scanlato io è semplicemente l'anteprima di 14 pagine pubblicata su Gundam Ace...
      Mi piacerebbe leggerla!! Voglio vedere il "Gundam Bertigo" di Carris in azione D'x !!!!

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  2. Allor speriamo che quando saran disponibili le scansioni non te ne dimenticherai ;)
    Grazie ancora e buona giornataaa!
    Go

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    1. Assolutamente! Intanto aspettati una prima one-shot di G Gundam ;) !

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    2. OOOOOHHHH!!! WOOOOWWWWW!!!!!!!!!

      Go

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