Quando Gundam si reinventa: da G Gundam a Gundam Iron-blooded Orphans

Quando si parla con gli addetti ai lavori, o anche col fan generico, sembra che in molti decidano di non "scommettere" su Gundam perchè si ha l'impressione che sia "sempre la stessa storia".

Certo, a gunota standard come noi sembra una blasfemia, ma spesso e volentieri guardando le serie degli anni '80 e i primi anni '90, pur cambiando alcuni ingredienti, si ha l'impressione di mangiare sempre il solito minestrone, che vede ragazzini in fuga coinvolti in una guerra tra eserciti, e l'immancabile comparsa del super-prototipo alleato dei "buoni" che da solo si fa carico di sbaragliare i nemici, con conseguenze più o meno tragiche.
Con gli innovativi OVA di War in the Pocket e The 08th MS Team si cerca di sfondare qualche stereotipo, ma alla fine aldilà della "Guerra di Un Anno" sembra proprio che non si riesca ad andare.
Mentre in Italia quindi continuiamo a rimasticarci la serie del 1979, tanto "basta aver visto quella per aver visto tutto", considerando che il nostro cuore di ragazzini è ormai arenato lì, nel 1993 con l'acquisizione della Sunrise la Bandai di certo non poteva permettere la morte di Gundam, finora traghettata con una certa maestria da un sempre più confuso e soporifero Tomino.
Non poteva permetterlo ora che si era garantita il controllo pressochè assoluto della produzione, e che proprio in quel momento era decisa più che mai a espandere senza limiti il mercato dei gunpla.

Esatto, è proprio così. Proprio come nel 1978 la Clover spinse la Sunrise a inserire un robot nell'anime che aveva deciso di produrre dopo i good money fatti con le serie robotiche precedenti, contribuendo davvero a creare qualcosa di nuovo, così nel 1993 la Bandai spinse la Sunrise a invertire totalmente la rotta percorsa fino a quel momento, quella del realismo fantascientifico un pò melodrammatico con cui si era fatta le ossa, per vendere più gunpla, ma di fatto mettere in atto anche la più grande rivoluzione narrativa di Gundam mai vista.
Stava per vedere la luce G Gundam.


I capoccioni della neonata "Banrise" convocarono per una sessione di brainstorming creativi e tecnici che finora avevano contribuito allo sviluppo dell'Universal Century.
Quando il delegato della Bandai aprì bocca, disegnando un ring attorno alla Terra e parlando di "Future Century" e di un gruppo di cinque mecha coinvolti in un torneo di arti marziali, la maggior parte dei presenti girò i tacchi ed uscì dalla stanza.
Il buon Yasuhiro Imagawa, che fino ad allora aveva lavorato come animatore a stretto contatto con Tomino sin dai tempi in cui diresse le animazioni delle sigle di Zeta Gundam, rimase al suo posto, ma non tanto perchè era stato designato come regista della nuovissima serie TV e quindi per senso di dovere, ma perchè tutte quelle stronzate gli avevano fatto talmente girare la testa che non riusciva ad alzarsi.
Visto che ormai era in ballo e doveva ballare, però, e fedele alla linea tominiana, Imagawa si era rassegnato ad essere l'assassino che avrebbe sferrato il colpo di grazia a Gundam, facendolo finalmente morire dopo la lunga agonia... Quindi iniziò a proporre assurdità per provocare gli sponsor, come un Gundam che si trasformasse nella testa di un Gundam.
Giorni dopo il comparto creativo della Bandai presentò ad Imagawa i prototipi dei gunpla in questione, e fu amore a prima vista.
Imagawa ricordò le parole di un Tomino ancora vitale, "Se continui a fare la copia di una copia, eventualmente l'originale degrada nel nulla", e finalmente si rese conto del grande passo che stava compiendo Gundam in quel momento, capì che finalmente aveva la possibilità di fare davvero qualcosa di "nuovo", e, pur guardandosi le spalle ogni volta che usciva dallo studio nel terrore che un gunota lo accoltellasse per le sue "eresie", ritrovò l'entusiasmo perso, riempiendo tutti i buchi disponibili della trama con quello che gli piaceva, dalle citazioni alla cinematografia estera all'intensità delle serie robotiche "di una volta".

G Gundam, con il suo team di protagonisti espiantati dal tipico genere supereroistico giapponese sentai che per la prima volta non erano "alleati" terrestri ma esponenti delle colonie, inserisce tante nuove nuove contaminazioni e piccole rivoluzioni che negli anni a venire diventeranno un vero e proprio canovaccio per alcune di quelle serie TV che costituiranno gli "Universi Alternativi" di Gundam; nello specifico, oggi parleremo anche di Gundam W, Gundam OO e Gundam Iron-blooded Orphans. Vediamo in cosa sono simili queste serie, pur essendo diverse.

Uno per Tutti e Tutti per Uno

La differenza principale tra le serie gundamiche precedenti è che, pur essendoci sempre un protagonista principale, che per un motivo o un altro ha caratteristiche prettamente giapponesi e finisce a bordo del Gundam titolare, viene instaurato un "team" di piloti di Gundam, ognuno fortemente caratterizzato nella sua unicità, che va da un massimo di cinque a un minimo di quattro membri.
Da archetipo sentai le tipologie principali sono 5: il protagonista "eroico", il co-protagonista allegro e cazzaro, il tizio indisponente, quello silenzioso e la ragazza (nel nostro caso, si tratta di un personaggio paricolarmente femmineo o sensibile).
In alcuni casi questi personaggi vengono "fusi", come nel caso di Gundam OO, dove Tieria riassume sia caratteristiche del piantagrane che del "femminiello".
Anche nella serie Gundam Iron-blooded Orphans questa categorizzazione è meno netta ed evidente, anche perchè non tutti i membri della "squadra" sono piloti e tantomeno piloti di Gundam, ma come abbiamo visto, pur rientrando in determinati schemi, questa serie è davvero innovativa sotto molti aspetti.
Questo genere di "squadra" ha ovviamente l'obiettivo di dare ad ogni bambino, nella sua individualità, un eroe o una figura in cui riconoscersi; nel nostro caso, aumenta esponenzialmente la qualità degli approfondimenti sui personaggi.
Questa formula, decisamente vincente, apparirà anche in un'altra serie che ritroveremo in un altro approfondimento, Gundam SEED: la squadra di piloti d'elite di ZAFT infatti, ricalca questo stilema.
Le nuove serie scaturite da G Gundam quindi, preferiscono agganciarsi all'idea che il modo più rapido di crescere è farlo attraverso la collaborazione con gli altri, stringendo legami forti.
E così squadre un pò allo sbando, composte inizialmente anche da rivali, decidono di lavorare insieme per il bene comune, per le rispettive crescite: "Noi siamo Gundam!" esclamerà finalmente Setsuna in Gundam OO una volta capita la manfrina.

Questo è il mio Gundam! Ce ne sono tanti come lui, ma questo è mio!

Questa caratterizzazione viene riflessa anche dai Gundam pilotati dai protagonisti, ognuno con una peculiarità.
Tipico delle serie sentai infatti è che ogni protagonista del team sia riconoscibile grazie a un'uniforme, un'armatura, un mecha specifico altamente riconoscibile dagli altri pur essendone simile. Appartenenza nella differenza.
Inizialmente i mecha avevano caratterizzazioni "nazionaleggianti", dettaglio che la Banrise richiese con una certa insistenza anche durante la stesura Gundam W nel 1994, cercando di ricalcare l'ottimo successo di vendite dei gunpla di G Gundam, dove la differenziazione principale risiedeva nella tipologia di armamenti. Tuttavia fu proprio in questa serie che si introdusse l'idea del mobile suit "trasformabile": sulla falsariga di Macross e Zeta Gundam quindi, il Wing Gundam poteva trasfomarsi in caccia, peculiarità che sarà ripresa nelle serie successive ma non più nel mecha protagonista (già in Gundam W Endless Waltz il Wing Gundam Zero perde la capacità di trasformarsi, e questa caratteristica sarà retconnata solo nel recente gunpla HiRM, che ne prevede un inedito "Bird Mode"), ma in quelli degli altri membri della squadra.
La caratterizzazione strettamente "privata" del Gundam inoltre, non li rende più semplici armi, ma "simboli", esemplari perfetti ed unici che racchiudono tutto il sapere scientifico e tecnologico dei rispettivi costruttori.

Colonia Dolce Colonia

Se nel "primo" Gundam quindi, i "buoni" erano identificati con la Federazione Terrestre e il Gundam era il loro vessillo, a partire da G Gundam i Gundam sono armi sviluppate dalle Colonie e rappresentano i loro "paladini".
Questo rovesciamento di ruoli è sicuramente il più rivoluzionario: il Gundam non è più un difensore della Terra, ma il giustiziere delle Colonie.
In G Gundam il cambiamento è strutturale: la Terra è ormai disabitata e sfruttata, e sono le Colonie ad essere il "potere forte" del sistema politico terrestre: mentre i capoccioni vi si sono trasferiti vivendo nel comfort e nel lusso, ai più poveri è lasciato un pianeta in rovina e privo di risorse: per molti Gundam Fighters il premio più ambito è infatti ottenere la cittadinanza di coloni per migliorare le proprie condizioni di vita.
Il "Gundam Fight", il torneo di arti marziali dei Gundam, serve quindi a risolvere le eventuali tensioni all'interno del difficile equilibrio politico della Federazione e decidere in maniera rapida quale nazione debba esserne a capo per i quattro anni di mandato. Tuttavia, a un politico corrotto corrisponde una gestione corrotta della Federazione: quando quindi il tremendo Wong di Neo-Hong Kong ben pensa di truccare il torneo in suo favore, la Federazione diventa un nemico che tutte le Colonie, attraverso i propri Fighters, collaborano per sconfiggere e rinnovare.
In Gundam W il contrasto è più eclatante: l'Operazione Meteora ideata dai coloni spaziali alla ricerca dell'indipendenza dalla morsa economica e politica terrestre ha la forma del sistematico attentato terroristico, connotato che si ritorcerà proprio contro i protagonisti, che senza più una patria dovranno trovare nuove ragioni per dare senso alla propria battaglia.
In Gundam OO, essendo ambientato ai giorni nostri, non si parla ancora di colonie spaziali vere e proprie, ma anche l'equipaggio della Ptolemaios sfugge dalla Terra, e definendosi parte di "Celestial Being" si rifugia nello spazio per sviluppare i suoi invincibili Gundam e partire per i suoi sistematici interventi armati a danno delle potenze terrestri.
Gundam Iron-blooded Orphans posiziona invece la "casa" dei protagonisti sulle colonie marziane, alla ricerca di indipendenza dalla Terra; i suoi protagonisti combattono per il mero riscatto sociale proprio come in G Gundam e come i protagonisti di Gundam W non sono mossi da grandi ideali filosofici ma dall'istinto di sopravvivenza e la speranza di vivere "in pace": anche qui la Terra è il nemico, custode di segreti ancestrali, tra cui il Gundam.
Data la loro natura per qualche motivo percepita come "aliena" i Gundam in queste serie hanno connotazioni relativamente negative: si parte dal Deathscythe Gundam di Duo in Gundam W, il "Dio della Morte" che deve eliminare chiunque lo veda, alla "demonologia" in Iron-blooded Orphans, dove i mecha hanno nomi demoniaci e una brutta fama, nonostante siano legati a cicli eroici terrestri quasi mitologici, passando per Gundam OO dove i Gundam sono percepite come vere e proprie armi terroristiche.

In conclusione...

A ben guardare sembrerebbe che queste serie, con i loro universi paralleli e timeline "usa e getta" abbiano davvero poco a che spartire con il "primo" Gundam, e tanto sarebbe valso chiamarle con un titolo differente, come già si era fatto con serie come Dougram e Vifam anni prima, ma a parte che questo avrebbe impedito di produrne plamo con la denominazione gunpla tagliando una grossa fetta di ricavi esclusivi alla Bandai, io ho un animo puro e ci vedo un pò di romanticismo nell'idea che la Sunrise si affanni ogni volta per creare la sua "serie perfetta", e si accerti che questa "serie perfetta" si chiami sempre "Gundam".
E poi a livello drammaturgico, ci piace notare che non è quindi la storia ad essere sempre quella, ma il messaggio: quello che condividono tutte queste serie di Gundam, e che ci convince a chiamarle Gundam, risiede nel loro approccio alla tematica dell'evoluzione umana, aldilà del robottone bianco, del protagonista tribolato e dell'antagonista mascherato.
In G Gundam infatti, il pretesto dei robottoni diventa una metafora sulle strade sbagliate che possiamo far prendere al nostro futuro, affidandoci a un concetto sbagliato ed egoistico di progresso: l'Ultimate Gundam che avrebbe dovuto rigenerare la Terra per renderla nuovamente vivibile per l'essere umano, riconosce infatti nell'essere umano la causa del disastro terrestre trasformandosi in Devil Gundam e procedendo alla sua sistematica eliminazione-- Tuttavia anche il Devil Gundam ha bisogno della forza vitale umana per muoversi, così come ogni Fighter prima di essere un guerriero è un essere umano, ed ha bisogno dell'amore per conoscere la vera forza, quella che ci fa capire per cosa è importante combattere.
Anche in Gundam W questo aspetto della "consapevolezza umana" è cruciale, come esemplificato nel suo lungometraggio conclusivo Endless Waltz: sono gli esseri umani, la "popolazione" e gli individui che compongono la "società" a doversi rendere conto che pace e giustizia non sono doni che scendono dal cielo per mano di un "eroe" o di una volontà superiore, ma sono ovvietà alla nostra portata che dobbiamo esigere per noi stessi, per cui mettersi a rischio in prima persona, senza pretendere il "sacrificio di un perdente" che le avvalori.
In Gundam OO ci fanno credere che il focus delle motivazioni di Aeolia sia la punizione, quando in realtà la cosa importante è come l'umanità decide di reagire a questa punizione: la sua risposta è l'unità. Setsuna non è l'unico, ma solo uno dei primi ad accogliere in sè l'apertura assoluta verso il prossimo che di certo ci permetterebbe di risolvere tutti i nostri problemi, anche "in vista dei dialoghi futuri".
Gundam Iron-blooded Orphans invece ha un brutto finale. E' la prima serie in cui i protagonisti muoiono, e se questo succede c'è un motivo: il Tekkadan rifiuta di evolversi. Cerca riscatto, ma non sa in cosa consiste il riscatto, e per tutta la durata della serie fa solo quello che gli è stato imposto di fare fino ad allora, combattere. Combattere anche a discapito della propria incolumità, dei propri desideri. Nel suo intrigante cinismo, sopravvive chi alla fine decide di vivere, e di vivere meglio e non peggio...

Vedete? Sarà anche piuttosto "ripetitivo" questo Gundam, ma non poi così scontato.

Per Approfondire:

G Gundam
Gundam Wing
Gundam OO
Gundam Iron-blooded Orphans
Quando Gundam si reinventa: da G Gundam a Gundam Iron-blooded Orphans Quando Gundam si reinventa: da G Gundam a Gundam Iron-blooded Orphans Reviewed by Eleonora Nappi on ottobre 01, 2017 Rating: 5

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