Una visita al Bandai Hobby Center Plamo Design Industrial Institute di Shizuoka!
Come vi raccontavo sui social, nello scorso viaggetto in Giappone ne ho approfittato per visitare alcune realtà, più o meno gundamiche, legate al mondo dei plamo e in senso lato ai giocattoli giapponesi.
Tra le varie tappe, la prima è stato il tanto chiacchierato Bandai Hobby Center Plamo Design Industrial Institute, un "distaccamento" del Bandai Hobby Center aperto al pubblico, in cui si immagina un "arruolamento" alla Bandai come designer di plamo.
L'esperienza è effettivamente immersiva ed estremamente informativa, quindi, courtesy dei nostri che hanno permesso foto in praticamente ogni area dello stabile, eccovi un primissimo report informativissimo all'indomani dell'apertura ai visitatori "stranieri" quest'autunno!
Avrò occasione di parlarvi della natura estremamente ludica di Shizuoka, per lo più nota a noi come una delle tappe della Formula 1, ma in patria strettamente connessa alla produzione di modellini in plastica, ma per ora gustiamocela come sede del Bandai Hobby Center, lo stabilimento giapponese che produce i nostri amati gunpla!
A questo proposito, il Plamo Design Industrial Institute non è un "museo" in senso stretto, non ci sono i gunpla finora costruiti esposti con date e roba simile (per quello è più indicata una Gundam Base) e a dirla tutta non è un'area esclusivamente dedicata ai gunpla. Si tratta di "un'esperienza educativa" attraverso la quale il visitatore viene messo a conoscenza di tutto ciò che c'è dietro la creazione di un plamo, dalla sua ideazione all'impacchettamento.
Non andate quindi lì con il presupposto di "vedere i gunpla", ma di conoscerne nel dettaglio la nascita, venendovi coinvolti direttamente.
Detto questo, sul tragitto, impossibile non imbattersi nella "stazione della Bandai", quella regolarmente utilizzata dai suoi operai, ovvero la Stazione di Naganuma.

Nei suoi pressi è presente l'installazione che celebra i trenini della Shizutetsu, la linea ferroviaria locale di Shizuoka. Quando i treni sono in attesa al binario, vengono incorniciati dal divertente sprue dedicato!
A fianco del Bandai Center vero e proprio, inaccessibile dall'esterno, si trova il nostro "istituto" dalle linee modernissime e pulite. Io ho comprato il mio biglietto prenotandolo online, ma è possibile acquistarlo anche in sede, se ci sono posti liberi disponibili.

Se arrivate con bagagli o altro, vi segnalo anche la presenza di un coin-locker dove abbandonarli prima della visita! ☝️
All'ingresso è presente la prima, iconica installazione, ovvero lo sprue che riprende la testa del MG del Gundam in scala "real"!

--E ovviamente sul retro, visibile dall'interno della struttura, ci sono le istruzioni!
Una volta effettuate tutte le verifiche alla reception si aspetta l'ingresso nella sala di attesa, dove vi verranno forniti il tesserino per adempiere al vostro incarico di designer e un kit ecopla del Gundam in omaggio.

Io mi sono fatta dare anche una guida in Inglese per seguire la visita, ma vi avverto che è completamente inutile perchè ogni parte dell'Istituto ha la sua trascrizione in Inglese.
Si attraversa quindi il lungo corridoio che porta alla prima sala, tappezzato di progetti dei plamo.
Da qui si arriva in un'altra aerea di sosta, con i servizi e un video con le interviste degli operatori che introducono le fasi di lavorazione e le loro aspettative.

Nell'area successiva si assiste ad un breve video di presentazione, che si apre a sorpresa sulle linee di produzione della fabbrica!
In quest'area non sono permesse foto ☝️ ma devo dire che il passaggio è davvero sorprendente!
Inizia quindi la nostra esperienza di "reclute" nel percorso vero e proprio: la visita è divisa in due aree, quella dello "studio" e quella finale della "pratica", dove si è chiamati a progettare il proprio plamo!

Immancabile e sempre interessante la classica cronologia aziendale della Bandai (purtroppo disponibile solo in giapponese)... La presenza di Bandai a Shizuoka inizia nel 1969, quando acquisisce il primo stabilimento a Nishikubo, nella città di Shimizu. In questa prima fase, venivano prodotti giocattoli di Thunderbirds, modellini di auto e miniature di insetti.
Nel 1978 fu messo in vendita il plamo della Yamato, primo modellino dedicato ad un anime. Gundam arrivò nel 1980.
Nel 1982 viene introdotta la prima macchina per la stampa multipla di colori, esportata dalla Germania; bisognerà aspettare il 1985 per una nuova macchina di produzione giapponese, la 105E della Toshiba.
La EC160, il nuovo modello di stampante che permette l'iniezione di 4 colori in un unico sprue è del 2001. La tipologia di stampante attualmente in uso nella fabbrica è la EC180, introdotta nel 2014.
La prima tappa del "corso" è dedicata alla pianificazione, ovvero decidere quale modello riprodurre e di quali gimmick dotarlo!

Ogni sezione è arricchita da una "precisazione dallo staff" che mi sono accertata di fotografare. E' la voce delle persone coinvolte nella creazione.
E' interessante come già in questa fase venga creato un primissimo "prototipo" su cui testare le varie idee e movimenti.
Dopo ogni sezione, potete mettere alla prova la vostra comprensione partecipando ai plamo quiz, accedendovi col vostro tesserino: rispondere correttamente aumenta il vostro punteggio finale!
Io ci ho fatto caso solo alla fine, purtroppo--!
--Anche perchè nel mio gruppo avevano tutti il pepe al culo, quindi si sono fatti tutta questa prima parte praticamente correndo (mentre io restavo serenamente indietro a fare le foto!)... Immagino che la loro priorità fosse comprare i gadget della Gundam Base a fine visita...
La seconda, nutritissima fase è quella del design:

Non comprende solo l'"aspetto" del modello, ma in questa primissima fase, i colori da utilizzare, il design delle parti da incastrare e degli sprue--!
La terza sezione è dedicata allo stampo:

--Certamente tra le fasi più delicate della progettazione, che difficilmente è "buona la prima"!
Quarta sezione, la colorazione, in cui si scelgono fisicamente le plastiche colorate da utilizzare:

--Si fa presto a dire "bianco", eh?!
Sezione cinque, dedicata all'iniezione della plastica nello stampo!

Anche se la macchina impiega solo 20 secondi ad iniettare la plastica nello stampo, ogni sprue viene poi scrupolosamente controllato ed ogni nuova iniziezione preceduta da aggiustamenti manuali. L'intero processo può prendere fino ai 20-30 minuti di un operatore esperto.
La sesta sezione è quindi dedicata al design della confezione:

Questa sezione non include solo il lavoro sulla boxart, ma anche e soprattutto sul design delle istruzioni!
Infine, l'ultima sezione è dedicata all'impacchettamento:

Un procedimento preciso effettuato rigorosamente a mano!
Dopo questa prima parte molto didascalica, e se vogliamo comune un pò a tutti gli stabilimenti che producono plamo, si entra un pò più nell'"autocelebrazione" della Bandai, che torna su alcuni argomenti per sottolinearne le innovazioni e caratteristiche specifiche dei suoi modelli.
Iniziamo con la tecnologia della stampa interna! Si tratta di parti semi-assemblate che vengono stampate direttamente così!

La necessità è aumentare il realismo del modello facilitandone la costruzione!
--Personalmente non riesco neanche ad immaginare come sia possibile...
A seguire, la stampa decorata! Ovvero la stampa di decorazioni in materiali o colori diversi direttamente sul pezzo!

Si tratta di una tecnologia che ha origini lontane, ma è stata perfezionata solo di recente, permettendo la stampa contemporanea di plastica e finiture metallizzate o trasparenti.
Procediamo quindi con l'iniezione stratificata, si tratta di un perfezionamento della stampa interna, in cui si possono iniettare ben quattro colori nello stesso pezzo.

Questa tecnologia elimina la necessità di adesivi o altri dettagliature, o, come nel caso della Figuarts Labo di Fumina nella foto, cerca di offrire una resa particolarmente realistica dell'incarnato o di differenti materiali.
Restiamo sull'argomento "stampa" con la prima mostra tematica di questa sezione, dedicata alle implicazioni espressive che si sono raggiunte sull'argomento!

Il rivestimento strutturale, che permette la stampa stratificata di vari toni metallici rendendo il colore cangiante, è particolarmente affascinante, e se ne vedono applicazioni molto frequenti nel mondo dei gunpla.
Riprendiamo quindi l'approfondimento sui "punti di forza della Bandai", ed arriviamo ad approfondire le touch gate, ovvero la tecnologia che permette di staccare i pezzi dagli sprue con le mani!

Interessante la parte in cui si spiega come la superficie che tiene in contatto il pezzo e la gate è perfettamente bilanciato, permettendo sì, che si stacchi facilmente, ma anche che il pezzo resti al suo posto durante il trasporto!
Anche quella dello snap fit, ovvero la possibilità di assemblare le parti grazie a un sistema di agganci e congiuzioni è qualcosa che diamo per scontato, ma pensate che di solito i pezzi devono essere incollati!

Come sempre, anche questa fase è precisamente controllata e perfezionata da un operatore umano!
Altro argomento su cui raramente si riflette è certamente la compilazione dei manuali delle istruzioni!

Non è solo un semplice elenco delle cose da fare per costruire un modello, ma fa parte dell'intrattenimento e che sia facile da seguire e renda divertente il montaggio è qualcosa a cui lo staff della Bandai presta molta attenzione.
Agli sgoccioli della nostra visita educativa, ovviamente non si può soprassedere sopra la sostenibilità dei plamo, argomento molto sensibile per chi produce tonnellate e tonnellate di plastica, la cui risposta risiede negli "ecopla", i plamo realizzati riciclando gli sprue avanzati.

Sembra che i nostri abbiano raggiunto un livello successivo, in cui la plastica viene riciclata chimicamente... Questa tecnologia è stata applicata sul gunpla del Gundam dell'Expo di Osaka!
La visita si chiude con la "parola dello staff", in cui responsabili di vari dipartimenti Bandai suggeriscono i loro modelli preferiti sotto vari punti di vista.
Tra gli interpellati, Takayuki Echizen, pianificatore dal Team di Strategia di Produzione, Ryo Mizushima, dal Team di Design, Ryota Koga, parte del Team di Modellazione e Koki Makiyama dal Team di Design.

Io ho scelto per voi le opzioni di Echizen e Makiyama. Makiyama nello specifico sceglie la boxart dello Zaku II di Char, perchè da quel momento per le scatole degli MG si usavano vere e proprie illustrazioni e non CG.
--E finalmente si arriva nell'area del design vera e propria, dove siamo chiamati a lavorare sul nostro progetto!
Si viene immersi nell'atmosfera "industriale", anche perchè finalmente è possibile tornare a sbirciare all'interno dello stabilimento∼

Purtroppo il giorno della mia visita era una domenica, quindi la fabbrica era chiusa 😅 ma è stato comunque interessante osservare la sfilza di stampanti, o gli "attrezzi del mestiere" esposti alle pareti!
Tornando alla nostra esercitazione, ci viene chiesto di modificare le proporzioni di un modello, il colore e impostarne gli sprue per la stampa.
Si possono usare un massimo di 2 suggerimenti dal sistema per migliorare il design e correggere eventuali problemi.
Si deve scegliere tra tre soli modelli da modificare, il Tirannosauro della linea Plannosaurus (di difficoltà bassa), il Gundam della linea EG (difficoltà media) ed infine la Rishetta della linea 30M Sisters (difficoltà alta).

Ovviamente ho scelto la più difficile, e devo dire che la parte in cui bisognava progettare gli sprue e fare in modo che la plastica fosse iniettata senza intoppi mi ha fatto abbastanza penare... Meno male che è arrivata in mio soccorso la signorina che faceva da guida, lol!
Alla fine ho raggiunto un dignitoso punteggio S, con caratteristiche di design solide e logiche!
A fine visita ci vengono consegnati l'adesivo che simula il packaging da noi progettato del nostro plamo e degli sprue commemorativi!
Io mi sono cimentata in una Rishetta in Gundamverse Colors-- Peccato che i colori del packaging non potessero essere modificati, però!
Si arriva quindi in un'area squisitamente espositiva, con una collezione di modelli modificati, e le ultime assurdità messe in commercio dalla Bandai--
--Ho dovuto guardare da vicino per capire quale fosse il bonsai plamo!
Alla fine della visita si poteva accedere alla Gundam Base temporanea dell'istituto, dove comprare modelli Limited-- Cosa che ho serenamente saltato scatenando la sorpresa degli addetti ("Non è mai capitato che qualcuno non comprasse niente!", mi ha detto uno in Inglese), dirigendomi verso l'uscita--
E dal Plamo Design Industrial Institute del Bandai Hobby Center è finalmente tutto!
Tra le varie tappe, la prima è stato il tanto chiacchierato Bandai Hobby Center Plamo Design Industrial Institute, un "distaccamento" del Bandai Hobby Center aperto al pubblico, in cui si immagina un "arruolamento" alla Bandai come designer di plamo.

Avrò occasione di parlarvi della natura estremamente ludica di Shizuoka, per lo più nota a noi come una delle tappe della Formula 1, ma in patria strettamente connessa alla produzione di modellini in plastica, ma per ora gustiamocela come sede del Bandai Hobby Center, lo stabilimento giapponese che produce i nostri amati gunpla!
Non andate quindi lì con il presupposto di "vedere i gunpla", ma di conoscerne nel dettaglio la nascita, venendovi coinvolti direttamente.
Detto questo, sul tragitto, impossibile non imbattersi nella "stazione della Bandai", quella regolarmente utilizzata dai suoi operai, ovvero la Stazione di Naganuma.

A fianco del Bandai Center vero e proprio, inaccessibile dall'esterno, si trova il nostro "istituto" dalle linee modernissime e pulite. Io ho comprato il mio biglietto prenotandolo online, ma è possibile acquistarlo anche in sede, se ci sono posti liberi disponibili.

All'ingresso è presente la prima, iconica installazione, ovvero lo sprue che riprende la testa del MG del Gundam in scala "real"!

Una volta effettuate tutte le verifiche alla reception si aspetta l'ingresso nella sala di attesa, dove vi verranno forniti il tesserino per adempiere al vostro incarico di designer e un kit ecopla del Gundam in omaggio.

Si attraversa quindi il lungo corridoio che porta alla prima sala, tappezzato di progetti dei plamo.

In quest'area non sono permesse foto ☝️ ma devo dire che il passaggio è davvero sorprendente!
Inizia quindi la nostra esperienza di "reclute" nel percorso vero e proprio: la visita è divisa in due aree, quella dello "studio" e quella finale della "pratica", dove si è chiamati a progettare il proprio plamo!

Nel 1978 fu messo in vendita il plamo della Yamato, primo modellino dedicato ad un anime. Gundam arrivò nel 1980.
Nel 1982 viene introdotta la prima macchina per la stampa multipla di colori, esportata dalla Germania; bisognerà aspettare il 1985 per una nuova macchina di produzione giapponese, la 105E della Toshiba.
La EC160, il nuovo modello di stampante che permette l'iniezione di 4 colori in un unico sprue è del 2001. La tipologia di stampante attualmente in uso nella fabbrica è la EC180, introdotta nel 2014.
La prima tappa del "corso" è dedicata alla pianificazione, ovvero decidere quale modello riprodurre e di quali gimmick dotarlo!

E' interessante come già in questa fase venga creato un primissimo "prototipo" su cui testare le varie idee e movimenti.
Dopo ogni sezione, potete mettere alla prova la vostra comprensione partecipando ai plamo quiz, accedendovi col vostro tesserino: rispondere correttamente aumenta il vostro punteggio finale!

--Anche perchè nel mio gruppo avevano tutti il pepe al culo, quindi si sono fatti tutta questa prima parte praticamente correndo (mentre io restavo serenamente indietro a fare le foto!)... Immagino che la loro priorità fosse comprare i gadget della Gundam Base a fine visita...
La seconda, nutritissima fase è quella del design:

La terza sezione è dedicata allo stampo:

Quarta sezione, la colorazione, in cui si scelgono fisicamente le plastiche colorate da utilizzare:

Sezione cinque, dedicata all'iniezione della plastica nello stampo!

La sesta sezione è quindi dedicata al design della confezione:

Infine, l'ultima sezione è dedicata all'impacchettamento:

Dopo questa prima parte molto didascalica, e se vogliamo comune un pò a tutti gli stabilimenti che producono plamo, si entra un pò più nell'"autocelebrazione" della Bandai, che torna su alcuni argomenti per sottolinearne le innovazioni e caratteristiche specifiche dei suoi modelli.
Iniziamo con la tecnologia della stampa interna! Si tratta di parti semi-assemblate che vengono stampate direttamente così!

--Personalmente non riesco neanche ad immaginare come sia possibile...
A seguire, la stampa decorata! Ovvero la stampa di decorazioni in materiali o colori diversi direttamente sul pezzo!

Procediamo quindi con l'iniezione stratificata, si tratta di un perfezionamento della stampa interna, in cui si possono iniettare ben quattro colori nello stesso pezzo.

Restiamo sull'argomento "stampa" con la prima mostra tematica di questa sezione, dedicata alle implicazioni espressive che si sono raggiunte sull'argomento!

Riprendiamo quindi l'approfondimento sui "punti di forza della Bandai", ed arriviamo ad approfondire le touch gate, ovvero la tecnologia che permette di staccare i pezzi dagli sprue con le mani!

Anche quella dello snap fit, ovvero la possibilità di assemblare le parti grazie a un sistema di agganci e congiuzioni è qualcosa che diamo per scontato, ma pensate che di solito i pezzi devono essere incollati!

Altro argomento su cui raramente si riflette è certamente la compilazione dei manuali delle istruzioni!

Agli sgoccioli della nostra visita educativa, ovviamente non si può soprassedere sopra la sostenibilità dei plamo, argomento molto sensibile per chi produce tonnellate e tonnellate di plastica, la cui risposta risiede negli "ecopla", i plamo realizzati riciclando gli sprue avanzati.

La visita si chiude con la "parola dello staff", in cui responsabili di vari dipartimenti Bandai suggeriscono i loro modelli preferiti sotto vari punti di vista.
Tra gli interpellati, Takayuki Echizen, pianificatore dal Team di Strategia di Produzione, Ryo Mizushima, dal Team di Design, Ryota Koga, parte del Team di Modellazione e Koki Makiyama dal Team di Design.

--E finalmente si arriva nell'area del design vera e propria, dove siamo chiamati a lavorare sul nostro progetto!


Tornando alla nostra esercitazione, ci viene chiesto di modificare le proporzioni di un modello, il colore e impostarne gli sprue per la stampa.
Si possono usare un massimo di 2 suggerimenti dal sistema per migliorare il design e correggere eventuali problemi.
Si deve scegliere tra tre soli modelli da modificare, il Tirannosauro della linea Plannosaurus (di difficoltà bassa), il Gundam della linea EG (difficoltà media) ed infine la Rishetta della linea 30M Sisters (difficoltà alta).

Alla fine ho raggiunto un dignitoso punteggio S, con caratteristiche di design solide e logiche!
A fine visita ci vengono consegnati l'adesivo che simula il packaging da noi progettato del nostro plamo e degli sprue commemorativi!

Si arriva quindi in un'area squisitamente espositiva, con una collezione di modelli modificati, e le ultime assurdità messe in commercio dalla Bandai--
Alla fine della visita si poteva accedere alla Gundam Base temporanea dell'istituto, dove comprare modelli Limited-- Cosa che ho serenamente saltato scatenando la sorpresa degli addetti ("Non è mai capitato che qualcuno non comprasse niente!", mi ha detto uno in Inglese), dirigendomi verso l'uscita--

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