Una passeggiata lungo la "Shizuoka Hobby Square", la vetrina di una vera e propria "città modello"!
Continuo con i report dal mio ultimo viaggio in Giappone, dove ne ho approfittato per coprire un paio di tappe interessanti che avevo da tempo in programma ... Una di queste è stata certamente la città di Shizuoka, e dopo il Bandai Hobby Center Plamo Design Industial Institute, non ho esitato ad avventurarmi alla Shizuoka Hobby Square, un piccolo spazio espositivo, gratuito e vicinissimo alla stazione che fa da vetrina a quella che è nota in Giappone come "la città modello" in un simpatico gioco di parole che fa riferimento al suo strettissimo legame con il mondo degli hobby e del modellismo in generale.
Shizuoka è infatti la sede di svariati giganti del modellismo in scala e per questo è la sede dedicata dello Shizuoka Hobby Show, evento cardine del modellismo internazionale.
Come vi dicevo, la Shizuoka Hobby Square si trova in un'area facilmente raggiungibile dalla stazione, dove non mancano un gran numero di cartelli che vi indicheranno come arrivarci.

La vocazione intrattenente ma anche focalizzata sulle abilità "artigianali" è sottolineata dall'ingresso alla mostra, dove fanno bella mostra di sè i traguardi di Shizuoka come "città degli hobby", l'eccellenza professionale delle proprie aziende e gli eventi in programma che le celebrano in maniera ancora più specifica.

Questa introduzione mette subito in chiaro che ci si trova in un'area "speciale", dove si incontrano varie sinergie, nazionali come internazionali.
Si parte quindi con le consuete cronologie (che io adoro!), che attraversano la storia della produzione "hobbystica" della città.
Si inizia nel 1804, quando tutti gli artigiani del Giappone si riunirono per costruire il complesso del Santuario di Shizuoka Sengen, associato alla famiglia Tokugawa. Si narra che furono proprio questi artigiani, che in seguito si stabilirono a Sunpu, a tramandare tecniche come la lavorazione del legno e la laccatura.
La città di "Shizuoka" assunse questo nome solo nel 1889.
Nel 1917 il prigioniero di guerra tedesco Arthur Bruckner iniziò a insegnare la fabbricazione di giocattoli presso il Centro di Tecnologia Industriale di Shizuoka. Nel 1923 fu fondato l'Istituto di Ricerca Aeronautica Aoshima. 
Non sembra esserci molto da dire durante la WWII 😅 ma si torna in attività negli anni '50, involontariamente anche "grazie" all'occupazione americana, che portò nuova linfa creativa.

Nel 1953 viene formata l'Associazione Cooperativa di Modellismo e Materiali Didattici di Shizuoka. Vi partecipano 5 aziende, tra cui Aoshima e Hasegawa. L'anno successivo si aggiungono la Tamiya ed altre 5 aziende, tra cui la Imai e la Fujimi.
La prima edizione dello Shizuoka Hobby Show è del 1959; all'epoca si chiamava "Fiera dei Produttori".
Il primo modello completamente in plastica prodotto in Giappone è stata la Yamato in scala 1/800 della Tamiya, nel 1960.
Nello stesso anno la Imai realizza il primo giocattolo in plastica tratto da un anime, Super Robot 28.
Nello specifico si trattava di un gioco mobile attivato da un congegno meccanico. Questa tipologia di giocattolo, seppur già presente in Occidente, si sviluppò in maniera originale in Giappone.
Pensate, bisognerà aspettare altri 20 anni per avere il plamo del Gundam, opera omnia della Bandai!
La peculiarità di questo prodotto è che per la prima volta viene compiuto uno sforzo di design per rendere il più simile possibile il modello all'aspetto dell'anime.
Col gunpla boom tutti i produttori iniziarono a proporre plamo di robot, più o meno originali, nel loro roster.
Imprescindibile lo spazio dedicato a Jiro Aoshima, il fondatore della Aoshima, e un personaggio che secondo me meriterebbe un vero e proprio taiga drama a lui dedicato!
Appassionato di aerei militari, dopo una gavetta come manutentore e riparatore di aerei all'Istituto di Ricerca Aeronautica di Ito, a Tsudanuma, nel 1923 divenne il primo aviatore civile del Giappone. Nel 1927 inaugura l'Istituto di Ricerca Aeronautica Aoshima, portando avanti la passione che lo legava al volo: organizzava voli turistici a bordo del suo Avro 504K e lezioni per studenti delle elementari.
Quando durante la Seconda Guerra Mondiale divenne impossibile volare, iniziò la produzione e vendita di aeromodelli in legno, che si guadagnarono anche la designazione di materiale didattico dal Ministero dell'Istruzione, diffondendone la popolarità.
La Aoshima inizierà a produrre modelli di plastica come società quotata in borsa nel 1961, sotto l'egida di Ichiro Aoshima.
Si procede con la parte epositiva, che inizia con una dedica alle varie realtà industriali artigianali di Shizuoka, che come abbiamo visto hanno radici storiche molto profonde nella città.

La lavorazone del legno la fa certamente da padrone, dimostrando una versatilità veramente sorprendente!
Inizia quindi lo showcase delle aziende di modellismo locale, e parlando di legno come non iniziare dalla Woody Joe?

La Woody Joe è una ditta di recente fondazione, parliamo infatti del 2002, ma fa sua la tradizione storica del modellismo targato Shizuoka presentando modelli in legno, che ritraggono soprattutto templi, grandi opere architettoniche e imbarcazioni tradizionali giapponesi, ritagliandosi (è il caso di dirlo!) una nicchia produttiva veramente di qualità.
Troppo carina questa serie dedicata alle abitazioni europee, ad esempio--
E figuratevi se non vi fotografo da vicino la casetta italiana 😁
Si prosegue con la Hasegawa:

La Hasegawa è stata fondata addirittura nel 1941, quando realizzava modelli in legno, e la sua produzione è incentrata su veicoli militari e civili, ma non disdegna anche soggetti più smaccatamente SciFi.
Arriviamo ai bro della Bandai, fonte imperitura di gioia e dolori!
Non mi ripeterò sulla fondazione della Bandai, quindi mi concentro su qualche chicca-- Ad esempio di kit esclusivi del BHCPDII, esposti con estremo orgoglio:
E personalmente ho apprezzato l'omaggio alla statua del Biancone eretta nel piazzale della stazione di Higashi-Shizuoka!

La statua fu esposta tra il 2010 e il 2011, per festeggiare il 30° anniversario dei gunpla e l'edizione dello Shizuoka Hobby Show. La peculiarità di questa statua era che era dotata di beam saber, a differenza di quella di Odaiba.
In chiusura abbiamo la Aoshima:
E per finire la Tamiya, col suo trionfo di Mini 4WD!

La Tamiya fu fondata nel 1946, quando produceva modelli in legno di navi ed aerei. Con l'entrata nel mercato dei modelli in plastica importati dall'Occidente, decisero di convertirsi anche loro al nuovo materiale, e dal 1959 si concentrarono sui plamo.
L'esordio delle mitiche Mini 4WD risale ai 1982.
Una volta conclusa la visita, si viene salutati dal Gundam e lo Zaku di Char, a vigilare l'uscita:
E dall'immancabile negozietto dedicato:

--Purtroppo era piuttosto tardi e non mi sono soffermata a curiosare... Quindi niente foto e niente acquisti extra∼
Devo dire che la visita è stata particolarmente interessante ed istruttiva, è sempre bello approfondire i dettagli sui nostri hobby preferiti, e magari innamorarsi di qualcosa che prima non si conosceva--!
In chiusura, per sottolineare la passione di Shizuoka per il modellismo, una volta in stazione per tornare a Tokyo, non ho potuto fare a meno di notare merchandising della Tamiya campeggiare nel negozio di "prodotti tipici":
Ed intercettare i mitici omiyage dedicati a Gundam--!

--Veramente una "città modello"!
Come vi dicevo, la Shizuoka Hobby Square si trova in un'area facilmente raggiungibile dalla stazione, dove non mancano un gran numero di cartelli che vi indicheranno come arrivarci.

La vocazione intrattenente ma anche focalizzata sulle abilità "artigianali" è sottolineata dall'ingresso alla mostra, dove fanno bella mostra di sè i traguardi di Shizuoka come "città degli hobby", l'eccellenza professionale delle proprie aziende e gli eventi in programma che le celebrano in maniera ancora più specifica.

Si parte quindi con le consuete cronologie (che io adoro!), che attraversano la storia della produzione "hobbystica" della città.

La città di "Shizuoka" assunse questo nome solo nel 1889.
Nel 1917 il prigioniero di guerra tedesco Arthur Bruckner iniziò a insegnare la fabbricazione di giocattoli presso il Centro di Tecnologia Industriale di Shizuoka. Nel 1923 fu fondato l'Istituto di Ricerca Aeronautica Aoshima.


La prima edizione dello Shizuoka Hobby Show è del 1959; all'epoca si chiamava "Fiera dei Produttori".
Il primo modello completamente in plastica prodotto in Giappone è stata la Yamato in scala 1/800 della Tamiya, nel 1960.
Nello stesso anno la Imai realizza il primo giocattolo in plastica tratto da un anime, Super Robot 28.
Pensate, bisognerà aspettare altri 20 anni per avere il plamo del Gundam, opera omnia della Bandai!

Col gunpla boom tutti i produttori iniziarono a proporre plamo di robot, più o meno originali, nel loro roster.
Imprescindibile lo spazio dedicato a Jiro Aoshima, il fondatore della Aoshima, e un personaggio che secondo me meriterebbe un vero e proprio taiga drama a lui dedicato!
Quando durante la Seconda Guerra Mondiale divenne impossibile volare, iniziò la produzione e vendita di aeromodelli in legno, che si guadagnarono anche la designazione di materiale didattico dal Ministero dell'Istruzione, diffondendone la popolarità.

Si procede con la parte epositiva, che inizia con una dedica alle varie realtà industriali artigianali di Shizuoka, che come abbiamo visto hanno radici storiche molto profonde nella città.

Inizia quindi lo showcase delle aziende di modellismo locale, e parlando di legno come non iniziare dalla Woody Joe?

Troppo carina questa serie dedicata alle abitazioni europee, ad esempio--

Si prosegue con la Hasegawa:

Arriviamo ai bro della Bandai, fonte imperitura di gioia e dolori!

In chiusura abbiamo la Aoshima:
E per finire la Tamiya, col suo trionfo di Mini 4WD!

L'esordio delle mitiche Mini 4WD risale ai 1982.
Una volta conclusa la visita, si viene salutati dal Gundam e lo Zaku di Char, a vigilare l'uscita:

Devo dire che la visita è stata particolarmente interessante ed istruttiva, è sempre bello approfondire i dettagli sui nostri hobby preferiti, e magari innamorarsi di qualcosa che prima non si conosceva--!
In chiusura, per sottolineare la passione di Shizuoka per il modellismo, una volta in stazione per tornare a Tokyo, non ho potuto fare a meno di notare merchandising della Tamiya campeggiare nel negozio di "prodotti tipici":

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