martedì 24 gennaio 2017

Conosci (e Ama) il tuo Mecha-Designer!

Quante volte vi è capitato di sbavare sui mobile suit che avete visto durante le serie TV o in rielaborazioni gunpla? Ma quanto spesso siete in grado di riconoscerne l'autore, o distinguere il suo lavoro da quello di un altro?

Oggi parleremo dei mecha-designer, quegli artisti che danno forma ai nostri sogni di metallo, intrattenendoci in una carellata su quelli più rappresentativi e ricorrenti nei lavori gundamici, con un'ovvia predilezione per chi si è dedicato agli Universi Alternativi.
Insomma non si tratta in alcun caso di una compilazione completa ed esaustiva, ma che ci tiene a fornire un'avvincente visione d'insieme sull'evoluzione dell'arte dei mecha nel corso dei decenni.

Pronti..?


Kunio Okawara (大河原 邦男)
Come non iniziare da zio Kunio, il grande Okawarone, l'artista che ha tracciato le prime linee che si sarebbero poi tramutate nel Demone Bianco dei nostri sogni..?

E' infatti da ascrivere a lui, e lui solo, il design del Gundam originale, anche nelle salse più inortodosse, come nel manga Gundam THE ORIGIN di Yas o nelle sue personalissime Mobile Suit Variations (per i più smaliziati di voi note come MSV)... Beh, in realtà oltre all'RX-78-2 ha disegnato pressochè tutti i mobile suits di Mobile Suit Gundam, dai mezzi federali a quelli di Zeon (per cui ha sempre mostrato una predilezione) fino alla leggendaria White Base, per di più mentre continuava a lavorare su Daitarn 3!

Nato nel 1947 nella cittadina di Inagi, situata nell'area metropolitana di Tokyo, segue il corso di graphic design presso l'Università di Tokyo Zokei, dove si laurea nel 1966 trovando impiego nel campo tessile.
Si avvicinerà agli anime quasi per sbaglio, accettando un lavoro come disegnatore alla Tatsunoko perchè vicino alla casa dei parenti di sua moglie.
Si ritrovò coinvolto nel progetto "Gunboy" grazie all'intervento di Yoshikazu "Yas" Yasuhiko, il character designer della serie, che si era dimostrato incerto sui design un pò troppo "Hardcore SciFi" di Miyatake dello Studio Nue, ed aveva pensato a lui perchè considerava i suoi lavori più vicini allo "stile" della Sunrise.
Da qui in poi è storia: praticamente tutti i Mobile Suits "titolari" sono legati alla penna di Kunio a partire da Gundam F91, con digressioni in manga e gunpla.

A vederlo con occhi moderni lo stile di Okawara non colpisce particolarmente, di primo acchitto si ha l'impressione di design "antiquati" e "rigidi", ma probabilmente è proprio questa la loro forza, la loro peculiarità, la fonte del fascino dei design di questo mite mecha designer.
Guardando i mecha di Kunio infatti, ciò ci viene direttamente trasmesso è la loro plasticità, i volumi, la loro "materialità": vediamo uno Zaku-R fluttuare nello spazio e possiamo percepire il rumore dei reattori, la "forza" impiegata per far muovere tutto quel metallo sfrigolante, vediamo un GM Sniper Custom e immaginiamo le fronde di alberi tropicali a frustarne l'armatura mentre si aggira nella jungla del sud-est asiatico... Credo sia questo ciò che rende affascinanti i mecha design di Okawara, la loro "tangibilità", e di conseguenza cio' che li caratterizza come "realistici".
Designs rappresentativi:
Links esterni al database MAHQ
RX-78-2 Gundam (Gundam)
MS-06F Zaku II (Gundam)
XXXG-01W Wing Gundam (Gundam Wing)
ZGMF-X10A Freedom Gundam (Gundam SEED)
ZGMF-X20A Strike Freedom Gundam (Gundam SEED Destiny)

Qualche artbook per approfondire:
Links esterni allo shop online Mandarake (Non intendetelo come un messaggio promozionale, è l'unico sito che li ha tutti x'D)
Mechanic Designer OKAWARA KUNIO TEN
OKAWARA KUNIO Walker
IRON WORKS

Hajime Katoki (カトキ ハジメ)
Hajime Katoki è uno dei quei personaggi che non si può fare a meno di amare. Ha tutto quello che ci si può aspettare da un'icona gundamica: conoscenza approfondita, creatività e curiosità, la passione per i gunpla, un pizzico di mistero e uno stile originale tra i più suggestivi di sempre.

Nasce nel 1966 nella prefettura di Saitama, e il suo primo coinvolgimento con Gundam risale a una partecipazione alla rivista Model Graphix, dove nel 1986 debutterà col suo design originale dello Zeta Plus nello speciale Gundam Wars Project Z, guadagnandosi la copertina.
Fattosi notare, contribuirà a Gundam ZZ col RGM-86R GM III e verrà quindi reclutato per il progetto Gundam Sentinel, ideato a braccetto da Bandai e la rivista Model Graphix su soggetto di Masaya Takahashi, gunota storico già attivo nel sottobosco gundamico.
Sarà il primo scalino della sua consacrazione e aperitivo per la sua definitiva entrata nel roster della Sunrise come mecha designer di punta, oltre che a una continua e proficua collaborazione con mamma Bandai.
Per il suo primo lavoro appropriatamente accreditato bisognerà aspettare il 1991 con Gundam 0083: Stardust Memory, dove verrà affiancato al mostro sacro Shoji Kawamori e incaricato di produrre i mecha di contorno, come il YMS-16M Xamel e il RX-78GP03 Gundam GP03 Dendrobium.
In questa veste di "appoggio" avrà l'occasione di collaborare con i più famosi mecha designer della Sunrise, tra cui Kunio Okawara, per G Gundam e Gundam Wing.
Con Gundam Wing Endless Waltz Katoki alzerà la testa, ritrovandosi a ridisegnare tutti i Gundam originali della serie TV e imponendo agli animatori la famosa scena con le piume svolazzanti intorno al XXXG-00W0 Wing Gundam Zero Custom, sua creatura.
A partire dal 2002 Katoki inaugura per la Bandai la linea esclusiva Master Grade firmata Ver.Ka, caratterizzata dai redesign dei mobile suits coinvolti da parte di questo straordinario illustratore.
L'opera cui però sicuramente Katoki legherà più strettamente il suo nome è certamente Gundam Unicorn, che illustra nel romanzo di Harutoshi Fukui e di cui ricoprirà il ruolo di mecha designer principale nella trasposizione sia in manga che in OAV: qui si toglierà parecchi sfizi, riciclando i design utilizzati per Gundam Sentinel oltre che a ridisegnare i mezzi legati alle sue memorie più agrodolci, ovviamente quelli di Z Gundam e Gundam ZZ.
Il rilascio in Ver.Ka del gunpla titolare risale al 2007, ben prima della trasposizione animata, sulla scia della prima pubblicazione del manga, alimentata dal successo del romanzo.
Gli ultimi lavori di Katoki includono il redesign dei mecha di Gundam THE ORIGIN e Gundam Thunderbolt, oltre alla partecipazione in manga come Gundam Wing Endless Waltz: The Glory of Losers e il recentissimo Gundam THE ORIGIN MSD dedicato alla sidestory di Cucuruz Doan, serie di cui ovviamente firma anche i rifacimenti in gunpla.

Lo stile di Katoki può essere descritto con una sola parola: "elegante". Che siano le complesse ali di un Wing Zero Custom, le linee curve di un Sinanju, le pannellature stratificate di un Gundam Unicorn o i volumi massicci di un Ex-S Gundam, i suoi mobile suits appaiono realistici, ma al tempo stesso come cesellati, bellissimi più che funzionali... D'altro canto, col massiccio Xeku Zwei o il grottesco Devil Gundam, Katoki ci ha dimostrato di saper dar forma e colore anche ai nostri incubi mecha più oscuri...Insomma, un versatilità impeccabile, a cui aggiungere una passione quasi maniacale, una sostanziosa gavetta, per avere davanti a voi il fan più creativo che Gundam abbia mai avuto.
Designs rappresentativi:
Links esterni al database MAHQ
MSA-0011(Ext) Ex-S Gundam (Gundam Sentinel)
RX-78GP03 Gundam GP03 Dendrobium (Gundam 0083: Stardust Memory)
JDG-00X Devil Gundam (G Gundam)
XXXG-00W0 Wing Gundam Zero Custom (Gundam Wing)
RX-0 Gundam Unicorn (Gundam Unicorn)

Qualche artbook per approfondire:
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GUNDAM FIX
Hajime Katoki DESIGNS & PRODUCTS Approved Gundam

Kimitoshi Yamane (山根 公利)
Conoscere la storia professionale di Kimitoshi Yamane, uno dei mecha designer della prima ora, è un pò come ripercorrere la storia, non solo di Gundam, ma un pò di tutta l'animazione robotica più o meno realistica.

Kimitoshi Yamane nasce nella prefettura di Shimane nel 1966, e dopo essersi diplomato in un istituto tecnico tokiota, affascinato dalla figura del "mecha designer" inaugurata da Okawara, entra nello Studio Artmic collaborando attivamente ad alcuni progetti della AIC come Bubblegum Crisis, A.D. Police: Dead End City e Gall Force.
Con la chiusura per bancarotta della Artmic intraprende la carriera di artista freelance. Il primo impiego con la Sunrise risale al 1994, quando verrà reclutato per G Gundam, dove fornirà design per mezzi e mobile suits minori (tipo il 29H-S-MS Murphy, per capirci), ma raggiungerà la fama grazie a Tenku no Escaflowne (i design originali di Escaflowne, Alseides e Scherazade sono suoi).
Nel 1996 metterà finalmente mano a un Gundam protagonista nella serie OAV The 08th MS Team, per cui disegnerà il RX-79[G]Ez-8 Gundam Ez8, e dove si prenderà la libertà di ridisegnare alcuni dei mezzi iconici della serie TV originale, tra cui l'amato MSM-04 Acguy, o MSV particolari come il MS-06V Zaku Tank.
Lo ritroveremo poi in Gundam SEED e MS Igloo alle prese con navi e velivoli, in G no Reconguista e nel recente Gundam THE ORIGIN, dove lo ricordiamo per il memorabile RTX-65 Guntank Early Type.

Kimitoshi Yamane viene tirato in gioco quando si tratta di aggiungere quel doveroso tocco di militarismo e dettaglio a mobile suits o mezzi altrimenti troppo generici.
E' solito scherzare sul fatto che ormai è diventato un professionista per quanto riguarda il design di carrarmati, ma questo suo gradevolissimo tocco, grezzo ma ricercato è decisamente apprezzabile nei suoi lavori, che ricordano un pò quelli di Okawara nei colori e nella solidità, ma sono dotati anche di una grazia lineare che non ci si aspetterebbe, distratti come si è dai graffi e dalle rivettature.
Designs rappresentativi:
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29H-S-MS Murphy (G Gundam)
P-143S Pescatore (G Gundam)
RX-79[G]Ez-8 Gundam Ez8 (The 8th MS Team)
CAMS-04 Wuxia (G no Reconguista)
RTX-65 Guntank Early Type (THE ORIGIN)

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Kimitoshi Yamane Mecha Zukan

Junya Ishigaki (石垣 純哉)
Junya Ishigaki è uno di quei personaggi che seppur in maniera poco eclatante ha fornito il suo contributo al mecha design gundamico in maniera costante e devota, facendosi notare per il suo stile caratteristico.

Nasce nel 1967 a Shizuoka, e il suo debutto nell'animazione nel 1989 con la serie Seikimatsu Taisen MU di Tooru Narita viene stroncato a causa dell'aborto del progetto. Troverà però subito spazio nella serie robotica Exkizer della Sunrise, dove parteciperà come mecha designer, per poi debuttare in Gundam Victory nel 1993 dove, assistendo Okawara e Katoki, si dedicherà ai mobile suits degli antagonisti, come il ZMT-S12S Rig Shokew di Katejina o il ZMT-S16G Memedorza.
Fornirà il suo contributo a Gundam Wing, dove disegnerà i mobile suits dei Maganac corps, Gundam X e Turn A Gundam.
Stacca per un pò da Gundam intraprendendo la carriera dell'artista freelance, dedicandosi a fortunate serie come Full Metal Alchemist e Macross F per poi tornare nel 2010 con Gundam Unicorn e a seguire con Gundam AGE, dove si dedicherà di nuovo ai mobile suits antagonisti, firmando tra gli altri il xvv-xc Zedas e le sue variations, il ovv-f Gafran e il xvm-fzc Gundam Legilis di Zeheart.
Tra le ultime partecipazioni ricordiamo la saga di Build Fighters, dove ha contribuito col GX-9999 Gundam X Maoh e il RX-END Gundam The End.

Guardando i design di Ishigaki non ci sorprendiamo di perchè venga costantemente assoldato per i mecha nemici: il suo stile tondeggiante, dove parti incave e concave si alternano quasi inquietantemente è perfettamente consono a donare quel senso di "alieno" fondamentale per i mobile suits dei BESPA o dei Vagans.
Credo che questo sia per lui una fortuna, infatti notate come poi queste linee curve caratterizzino anche i suoi Gundam o i mobile suit generici, quasi a comporre una suggestiva stratificazione di volumi sottili ma non per questo meno resistenti... L'impressione è che aver avuto la possibilità di "giocare" con i cattivi gli abbia donato un'impronta grafica originale.
Designs rappresentativi:
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ZMT-S12S Rig Shokew (Gundam Victory)
WMS-03 Maganac (Gundam Wing)
RMSN-008 Bertigo (Gundam X)
xvm-fzc Gundam Legilis (Gundam AGE)
RX-END Gundam The End (Gundam Build Fighters Try)

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Junya Ishigaki Works: ROBO no Ishi

Junichi Akutsu (阿久津 潤一)
Il misterioso Junichi Akutsu, anche noto sotto lo pseudonimo BEE-CRAFT, inizia la sua carriera come manodopera della Bandai grazie alla sua esperienza di grafico 3D, dove si occupa del redesign dei mobile suits della linea HGUC e degli MG Ver.Ka, sostanzialmente rendendo tridimensionali le illustrazioni di Katoki; il suo lavoro consiste infatti nel disegnare le illustrazioni che compongono le istruzioni di questi kit.
La sua prima adeguata partecipazione in un lavoro gundamico risale al 1994, quando verrà coinvolto dal duo Tokita/Chiba a curare il mecha design di G-Unit, side-story manga di Gundam Wing, per cui fornirà i design di tutti i mobile suits, ripulendo anche gli schizzi ideati da Tokita.
Raggiunge la notorietà quando nel 2002 riesce a ritagliarsi un ruolo di spicco come mecha designer della serie Gundam SEED per cui disegna la maggior parte dei Gundam principali, godendo dell'onore di avere Kunio Okawara in persona a ripulirne il design.
Lega il suo nome alla timeline in maniera duratura sempre grazie alla collaborazione col duo Tokita/Chiba, per cui disegna i mobile suits delle varie side-stories incentrate sulla Cosmic Era.
Continua a fornire il suo contributo alla Sunrise, lavorando al mecha design di hits come Code Geass, la saga di My-HIME e Cross ANGE.
Tornerà a occuparsi di Gundam per il divertente ONA Gunpla Builders Beginning G contribuendo col mitico GPB-04B Bearguy, in Gundam Build Fighters per fornire il design del Sengoku Astray Gundam e infine nel roster di Gundam THE ORIGIN, per cui ridisegnerà il MS-05B Zaku I.
Recentemente si è unito allo studio ASTRAYS, che cura, tra gli altri, il design della linea Robot Tamashii per la Bandai.

Il lavoro di revisione e rifinitura sui mezzi di Katoki ha decisamente influenzato lo stile grafico di Akutsu, infatti i due designers hanno molto in comune, ma presentano anche parecchie differenze: mentre infatti Katoki è molto preciso e attento alle proporzioni, Akutsu non esita a mettere "del suo" aggiungendo quel tocco di stravaganza che caratterizza i suoi design-- Pensate alle curiose trasformazioni in mobile armour dei Gundam di G-Unit, alle gambe quasi organiche del Gundam Astray, alle "placche" caratteristiche dello Strike Gundam che ricordano più delle "sigillature" che dei pannelli funzionali.
Mentre Katoki maschera quindi le sue piccole ribellioni visive dietro un'apparente funzionalità, per Akutsu sono pure e semplici chicche visive.
Designs rappresentativi:
Links esterni al database MAHQ
OZX-GU01LOB Gundam L.O. Booster (G-Unit)
OZ-10VMSX Gundam Aesculapius (G-Unit)
GAT-X105 Strike Gundam (Gundam SEED)
GAT-X303 Aegis Gundam (Gundam SEED)
MBF-P02 Gundam Astray Red Frame (Gundam SEED ASTRAY)

Kanetake Ebikawa (海老川 兼武)
Kanetake Ebikawa nasce nel 1973 e decide di diventare un mecha designer sin dalla tenera età, appassionadosi alle serie dei super robot viste in TV.
Il suo primo design per una serie gundamica viene fatto risalire agli anni '90, col EMA-06 Elegolea nel manga di Crossbone Gundam , realizzato dopo aver vinto un concorso indetto dalla rivista Gundam Ace.
Con la nascita della Playstation e il boom della computer grafica cerca lavoro nel settore, finendo a occuparsi della colorazione CG dei mezzi per il videogioco Lunar: The Silver Star dopo essere stato assunto dalla GONZO, dove debutterà come mecha designer nel 1998 nell'anime Blue Submarine No.6.
Dopo i successi di Full Metal Panic! e LAST EXILE abbandonerà la GONZO per diventare freelance, e dopo Eureka Seven per BONES ed altre collaborazioni sporadiche approderà alla Sunrise, prima saggiando il terreno con Idolmaster: XENOGLOSSIA nel 2007, e subito dopo facendo il botto con Gundam 00, per cui disegnerà i mecha titolari dalla prima serie al lungometraggio, e contribuirà sostanziosamente anche per le side-stories 00F e 00V.
Dopo la parentesi di Gunpla Builders Beginning G nel 2001 si ritroverà mecha designer di punta per Gundam AGE, di cui disegnerà tutte le incarnazioni del Gundam titolare lungo la saga e più in generale tutti i mezzi federali.
Ci delizierà nuovamente in Build Fighters, dove contribuirà, tra gli altri, col LGZ-91 Lightning Gundam, per poi tornare nel recente Tekketsu no Orphans per cui creerà il EB-06 Graze in tutte le salse e la nave Isaribi.

Le competenze di graphic designer di Ebikawa saltano all'occhio, il suo è uno stile infatti ricercato e pulito che premia il concetto di "mecha design ben fatto", una caratteristica evidente sin dai suoi primi lavori animati.
Favorisce designs compatti e aguzzi al tempo stesso, la cui complessità di dettaglio aumenta con l'aumento di importanza del personaggio cui è legato il mezzo... Dai suoi lavori si deduce che sono pensati in 3D, per risultare incisivi da ogni angolatura.
Designs rappresentativi:
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GN-001 Gundam Exia (Gundam 00)
GNT-0000 00 Qan[T] (Gundam 00)
GPB-06F Super Custom Zaku F2000 (Gunpla Builders Beginning G)
AGE-1G Gundam AGE-1 Glansa (Gundam AGE)
EB-06 Graze (Tekketsu no Orphans)

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KANETAKE EBIKAWA Design Works

Takayuki Yanase (柳瀬 敬之)
Takayuki Yanase è un contemporaneo di Ebikawa, con cui condivide molto, dall'interesse per il mecha design in giovane età a un simile percorso professionale.
Anche lui infatti cerca di entrare nel mondo della grafica passando per i videogiochi, e nel 1998 contribuirà a Ehrgeiz occupandosi dell'animazione in CG della sua opening.
Debutta nel mondo dell'animazione nel 2005 con Eureka Seven, lavorandovici a braccetto con Ebikawa.
La prima partecipazione alla Sunrise arriva nel 2006, dove parteciperà al mecha design di Zegapain, e in seguito riuscirà a contribuire agli OAV MS Igloo col design del MA-05Ad Big-Rang, occupandosi anche del mecha design dell'adattamento in manga, ridisegnando tutti i mezzi apparsi nell'OAV.
Sempre per quanto riguarda i manga gundamici, godrà di una guest starring nel manga Ecole du Ciel, per cui disegnerà alcuni mezzi dei Titans.
Ritroveremo Yanase prontamente nel 2007 tra i mecha designer di punta di Gundam 00, per cui si occuperà tutti i mobile suits dei Celestial Being ad esclusione dei Gundam protagonisti.
Prolifico produttore di doujinshi con lo pseudonimo WINDFALL, nel 2014 coinvolge Ebikawa e Fumikane Shimada (creatore delle Mecha Musume) nel progetto Sooshuu no Juyuuchou per cui realizza quattro doujinshi di illustrazioni a colori con mecha e ragazze come protagonisti; da questa esperienza nascerà una collaborazione con la Kotobukiya, che inizierà la produzione della linea plamo FRAME ARMS dedicata ai suoi designs, a cui seguirà quella FRAME ARMS Girls, dedicata alle rispettive "Ms Girls", di cui nel 2017 è prevista l'uscita dell'adattamento anime, che vede Yanase e Shimada creditati come mecha designers originali.

E' onestamente difficile distinguere i lavori di Yanase da quelli di Ebikawa: condividono la definizione tridimensionale estremamente precisa e la puntuale composizione degli elementi.
La peculiarità di Yanase risiede probabilmente in una maggiore semplicità grafica, che garantisce però animazioni più fluide e articolate, dove possono risplendere le originali trasformazioni dei suoi mezzi.
Designs rappresentativi:
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MA-05Ad Big-Rang (MS Igloo)
ORX-005CS Gaplant Erisia Custom (Ecole du Ciel)
GN-002 Gundam Dynames (Gundam 00)
GN-011 Gundam Harute (Gundam 00)
GN-010 Gundam Zabanya (Gundam 00)

Artbook per approfondire:
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Mechanical Design Works

Kenji Teraoka (寺岡 賢司)
Kenji Teraoka nasce nel 1962 nella prefettura di Shimane, e il suo primo lavoro come mecha designer dopo l'esperienza alla Tatsunoko arriva nel 1994 per Ginga Sengoku Gun Yuuden Rai.
Della sua luuuunga carriera ricordiamo il contributo per Ghost in the Shell: STAND ALONE COMPLEX del 2002 e Code Geass nel 2006. Il primo approccio alla Sunrise in verità è tramite la Bandai Visual , per il quale lavora per l'anime .hack//SIGN del 2003, a partire dal quale offrirà costantemente il suo operato.
Il suo debutto gundamico avviene in Gundam 00, per cui curerà i mobile suits della HRL, tra cui spicca il glorioso MSJ-06II Tieren, e alcune variations in 00V.
Tornerà nel 2011 per partecipare a Gundam AGE per cui disegnerà i mezzi di Zalam ed Euba, per poi contribuire consistentemente alla saga di Gundam Build Fighters, per cui disegnerà alcuni mezzi principali, tra cui il MS-06R-AB Zaku Amazing, il NMX-004 Qubeley Papillion e il GNW-100P G-Portent.
Nel 2014 partecipa ai fortunati Aldnoah.Zero e Cross ANGE, mentre nel 2015 si dedica all'intrigante Heavy Object.
Tornerà quindi in Tekketsu no Orphans, per cui disegnerà i mobile workers.

Anche qui è difficile delineare con precisione lo stile di Teraoka, un pò per la sua versatilità, un pò per i vari "omaggi" di cui sono farciti molti dei suoi designs (tra cui spicca una predilezione per gli Zaku!)... Di certo c'è una reale attenzione per il dettaglio caratterizzante, infatti è facile capire il ruolo di questi mecha già alla prima occhiata, il che li rende strettamente connessi al tipo di pilota cui il mezzo è dedicato: pensate alla rigidità dei Tieren, la cui eccezione è certamente costituita dal MSJ-06II-SP Tieren Taozi di Soma, e pensate ora a quando il Qubeley Papillion lo ricordi-- Insomma, più che un'uniformità di design in sè, vedo un'uniformità nella sua applicazione!
Designs rappresentativi:
Links esterni al database MAHQ
MSJ-06IIA Tieren (Gundam 00)
MSJ-06II-ED Tieren Zhizhu (Gundam 00V)
CMS-574E Elmeda (Gundam AGE)
NMX-004 Qubeley Papillion (Gundam Build Fighters)
GNW-100P G-Portent (Gundam Build Fighters Try)

Naohiro Washio (鷲尾 直広)
Naohiro Washio nasce nel 1972 nella prefettura di Niigata. Si diploma presso l'Istituto di Design di Tokyo e debutta nel 2001 come mangaka, vincendo un'edizione del prestigioso contest Shikishou della rivista Afternoon con la one-shot STRANGE KIWI.
Originalissimo illustratore e mangaka, attivo anche nel campo del videogame design, debutta come mecha designer nella serie Uchuu no Stellvia del 2003 legandosi alle produzioni della XEBEC, per cui lavorerà anche su Sokyu no Fafner, per poi approdare alla Sunrise nel 2007 con Gundam 00 dove collabora a stretto contatto con Yanase ed Ebikawa, occupandosi dei designs dei Gundam del Trinity Team.
Tra i vari progetti intrapresi dopo questa esperienza ricordiamo la collaborazione con la Kotobukiya per il design delle sue basi scenografiche Mechanical Chain Base, la trasposizione in manga del film TRON Legacy nel 2010 oltre al mecha-design in Valvrave The Liberator nel 2013.
Washio torna a lavorare per Gundam nel 2015, stavolta firmando i mobile suits protagonisti di Tekketsu no Orphans, dove, oltre al Barbatos nelle sue numerose incarnazioni, si occupa anche del design delle varie Gundam Frames.

Rispetto ai suoi colleghi, Washio si è avvicinato all'animazione molto più tardi e sulla base di ciò quello che colpisce è il suo curriculum, fitto di esperienze e collaborazioni, decisamente esplosivo in più punti, anche grazie all'estrema versatilità di questo artista.
La ragione di questa popolarità è certamente da ascrivere all'estrema originalità dei suoi designs, che si muovono e sviluppano in maniera inaspettata, soprattutto rispetto allo "standard" gundamico cui siamo abituati.
Linee curve estreme, articolazioni inortodosse, i mecha design di Washio ricordano degli insetti più che dei guerrieri, con questa sua predilezione per le corporature sottili e l'enfasi sulle estremità del mobile suits, come i piedi e le spalle, piuttosto che sul busto... Il risultato è a prima vista sgradevole, anche illogico, ma poi vediamo questi mezzi animati e-- Accidenti se non sono la funzionalità in movimento!!
Designs rappresentativi:
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GNW-002 Gundam Throne Zwei (Gundam 00)
GNW-20000 Arche Gundam (Gundam 00)
GNW-20000/J Jagd Arche Gundam (Gundam 00V)
ASW-G-08 Gundam Barbatos (6° forma) (Tekketsu no Orphans)
ASW-G-08 Gundam Barbatos Lupus (Tekketsu no Orphans)

Qualche artbook per approfondire:
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STRANGE KIWI
RAINBOW DROPS

Ippei Gyobu (形部一平)
Ippei Gyoubu è un illustratore, toy designer e grafico che si è recentemente fatto notare per i suoi mecha design completamente fuori di testa.
Il fanciullo vanta un curriculum invidiabile e collaborazioni con Adidas, SONY, NIKE, Universal Music, Coca Cola, Sanrio, Nickelodeon e MTV.
La prima esperienza di Gyoubu con la Sunrise risale al 2011, dove si è occupato del design delle armature dei protagonisti di Sacred Seven. Con all'attivo collaborazioni per Playstation e Konami, da qui a ritrovarsi mecha designer di G no Reconguista spalleggiato dal mitico Akira Yasuda il passo sembra essere decisamente breve; per questa serie Gyoubu si occupa del design dei Gundam di supporto, in cui spiccano il MSAM-033 Gundam G-Arcane e il VGMM-Gf10 Gundam G-Lucifer.
Sempre sul fronte G-Reco, Gyoubu curerà anche la rubrica G-Laboratory Ippei Gyoubu Design Works per la rivista Hobby Japan, dedicata alle MSV della serie TV.
Dopo il flop di G-Reco, Gyoubu viene nuovamente messo in gioco dalla Sunrise, per cui viene coinvolto nel mecha design di Tekketsu no Orphans, oltre che da Gundam ACE, per quello della side-story di Tekketsu, Gekko, di cui cura il design di tutti i mezzi.

Lo stile di Gyoubu ricorda da vicino quello di Yasuda, ma se ne differenzia per design ancora più stravaganti e originali, con un'abbondanza di forme bitorzolute, sporgenti, di arti e appendici sproporzionati o sbilanciati... Le sue creazioni portano una ventata innovativa e pop nell'universo gundamico, e accarezzano l'ondata del cyberpunk acido, piuttosto che fornire meri omaggi al genere fantascientifico o pseudo-militare.

Designs rappresentativi:
Links esterni al database MAHQ
VGMM-Gf10 Gundam G-Lucifer (G no Reconguista)
Trinity (G no Reconguista)
Elf Bull (G no Reconguista)
ASW-G-11 Gundam Gusion (Tekketsu no Orphans)
ASW-G-66 Gundam Kimaris (Tekketsu no Orphans)

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