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Gli Spiriti dalla Parte di Là

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La ripresa di Gundam Build Divers Re:Rise dopo la pausa coronello è stata accolta con un pò di freddezza dal fandom, che ormai sembra seguirla solo per "trovare Patrick" o per i vari riferimenti gundamici all'interno delle scene; tutto molto divertente e legittimo, per carità, ma questo fetish per il citazionismo rischia di far passare un pò in secondo piano i temi molto interessanti affrontati in questa serie in chiave prettamente gundamica, che ho deciso di approfondire in una serie di articoli che accompagneranno la visione della serie.
Oggi vi parlerò della figura degli EL-Diver, dei suoi precedenti nelle serie gundamiche e di come viene introdotta e affrontata nella serie.

Quello della ragazza "altra", spesso contrapposta ai personaggi femminili "fin troppo ingombranti nella loro esistenza" e a cui viene paragonata la purezza e l'eternità di queste muse praticamente divine viene fatta risalire, per forza di cose, al personaggio di Lalah di Gundam.
L'importanza di Lalah, fondamentale per Char ed Amuro, diventa ancora più pregnante e simbolica dopo la tragica morte della ragazza; la sua scomparsa, tuttavia, non vuol dire che la sua anima sia dispersa nel nulla: pura energia volitiva, riesce ancora a manifestarsi a chi ama nel momento del bisogno, ma il suo linguaggio è criptico, come si conviene a chi non interessa prendere una posizione sull'esistenza dell'aldilà ma affermare con convinzione l'esistenza dell'anima nell'eterno vorticare di stelle, galassie e tempo.

Di ragazze strappate alla vita troppo presto, stupidamente sacrificate per la maturazione del protagonista, in Gundam ne abbiamo a bizzeffe-- Bisognerà aspettare il 2016 per vederne una interagire di nuovo non solo con i protagonisti ma anche e soprattutto con i gunpla: parliamo della "ragazzina misteriosa" in quel piccolo intermezzo estivo che fu Gundam Build Fighters Try: Island Wars, la figlia di Reiji e Aila.
Questo personaggio introduce il concept che poi impareremo a conoscere in Build Divers: viene da un'altra dimensione, ha un legame diretto con l'energia che fa muovere i gunpla e per questo riesce a controllarli; per questa ragazzina il "mondo reale" è un dimensione in cui può "giocare", dove si immerge occasionalmente per "portare alla vita" i gunpla che tanto ama: più che una "EL-Diver" è una "Diver" vera e propria, come fu prima di lei suo padre Reiji!

Non può quindi stupire come, una volta trovatoci davanti il character sheet di Sarah da Build Divers i più di noi non hanno esitato ad identificarvi proprio la misteriosa ragazza di Island Wars-- E invece niente di più sbagliato.
Con gli EL-Diver la mitologia gundamica fa un ulteriore salto in avanti ereditando proprio il retaggio di Lalah nella sua incarnazione più pura: l'energia dei sentimenti che inizia ad esistere per dialogare con la sua sorgente di vita, gli esseri umani.

Quando in Build Divers si abbandona l'atmosfera caciarona dei combattimenti e il discorso inizia a prendere una piega più profonda ed esistenziale, molti degli spettatori hanno iniziato a perdere un pò il filo e il senso del discorso, e personalmente l'ho trovato imperdonabile, perchè secondo me questa serie giocattolara inizia a trovare la sua vera dimensione proprio qui.
E diventa anche un tentativo di analizzare i nuovi media, i nuovi rapporti e dinamiche sociali nati e sviluppatisi sul web, tenendo ben ancorate le radici nella fantascienza e nel fantasy più vividi: si parla di viaggi interdimensionali in altri mondi, artificiali prima e veri e propri in Re:Rise dopo.

Aldilà delle critiche al genere isekai che lasciano il tempo che trovano è innegabile che questi temi toccano da vicino decenni di letteratura fantascientifica-- Così come lo fanno le questioni esistenziali, e la labilità tra artificiale e naturale laddove si tenta di definire il concetto di "vita", che trascenda un'apparenza di stimoli elettrici a caso.
Come infatti la "morte programmata" di Roy in Blade Runner ci mette davanti alla nostra stessa natura mortale, così la nascita di questi "bug" senzienti all'interno di un sistema preconfezionato messo a rischio dalla loro stessa esistenza, non è forse un'efficacie metafora della nostra stessa esistenza di esseri umani, trovatici su un pianeta di cui mettiamo a rischio, spesso inconsapevolmente, l'esistenza..?

Particolarmente significativo poi come queste "esistenze miracolose" non siano le classiche "intelligenze artificiali", ma siano identificati come dei "bug": errori, insomma, seppur nati da "materiale" volitivo umano-- Una sorta di "tumore" dell'ambiente in cui sono nati, ma che non possono fare a meno di amare.
Emblematico anche come per garantirgli l'esistenza debbano trasformarsi in "hardware" attraverso un passo "di qua", scaricando i loro dati all'interno di un feticcio solido, che assume le fattezze di un gunpla nella nostra realtà-- Si chiude quindi il cerchio lasciato aperto da Lalah e dalla misteriosa ragazza di Island Wars, e convenientemente, ci troviamo a dar vita a un pupazzo-- Proprio come facciamo ogni volta che costruiamo un gunpla, immergendolo dei nostri sentimenti.

2 commenti:

  1. Bella analisi, proprio interessante, e che personalmente trovo condivisibile!

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