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Eros e Thanatos nell'Anno Domini: le due facce di un "dialogo futuro" troppo prossimo

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Oggi il controverso lungometraggio conclusivo della serie Gundam OO compie dieci anni. A un decennio da questo prodotto tanto iconico quanto iconoclasta, eccomi qui ad aprirne le danze per le celebrazioni con un primo articolo dedicato a uno dei suoi aspetti più segnanti: gli alieni.
Mai finora una serie gundamica aveva "osato tanto", e questa peculiare scelta di Mizushima fece storcere (e fa ancora storcere!) il naso a molti-- Ma di certo, introdurre forme di vita aliene permette di rendere più incisivo il messaggio della serie, ed anche fornirci un'interessante dissertazione sulla natura umana, che tende alla comunicazione e all'apertura, ma mai senza la possibilità di evitare un conflitto.

La colonna portante su cui si basa Gundam OO, e un tema ricorrente un pò in tutte le serie gundamiche, è infatti la "comunicazione".
Comunicazione non solo come scambio di informazioni, ma soprattutto come primo scalino per raggiungere il livello successivo della scala evolutiva umana. Come tutte le tappe però, viene presupposto un certo quantitativo di tempo affinchè questo obiettivo sia perseguito in maniera corretta, come il buon cibo, anche l'umanità ha infatti bisogno di "digerire" certe situazioni per poterle comprendere e sfruttare al meglio.
Ecco, in Trailblazer questo non accade: con largo anticipo rispetto alle previsioni di Aeolia infatti, l'atteso interlocutore approccia il genere umano: si tratta dell'ELS.
E' fondamentale partire dal presupposto che le cose, nel lungometraggio, vanno come vanno perchè l'umanità è ancora "arretrata" rispetto ai progressi preventivati. I ritardi nell'espansione della sfera terrestre, nell'esplorazione spaziale, nello sviluppo scientifico, sono infatti le cause fondamentali di quello che, invece di un "dialogo" sfocerà in un "conflitto".

Ma che differenza c'è tra "dialogo" e "conflitto" alla fine? Entrambi presuppongono un "incontro", ma la differenza risiede nella maniera in cui le due parti decidono di approcciarsi, se con "accettazione" o "rifiuto".
In un'intervista che vi proporremo a breve, il regista Mizushima accenna a questa questione dell'"alieno" per impostare questo discorso: è infatti facile trovare, o almeno tentare di trovare, punti di contatto con altri esseri umani, o con una "specie" di natura antropomorfa. Lo abbiamo visto in film come Avatar, o addirittura nello storico Il mio Nemico del 1985.
Ma cosa fare quando "l'altro" e il suo comportamento risultano completamente avulsi alla nostra comprensione? Quando "contatto" e "sopravvivenza" hanno standard e regole di ingaggio completamente diverse dalle nostre--?

Siamo costretti a citare come precursore di Trailblazer la fortunata serie Macross F, dove i Vajra hanno moltissimi punti in comune con l'ELS: i primi cercano infatti di "approcciarsi" all'umanità sotto forma di virus, ed i secondi, in maniera simile, cercando una simile corrispondenza fisica "assimilandoli". Mentre il contatto con i Varja è però semplicemente "fisico", gli ELS agiscono a livello psichico, essendo costituiti fondamentalmente da dati trasmessi in onde quantiche; in entrambi i casi, questo contatto sfocia nell'annientamento neurologico dell'organismo ospite umano. Insomma, 'na robetta piuttosto pesante.

Quello che mi interessa sottolineare qui, però, è questo doppio nodo che lega l'umanità alla nuova specie aliena, che, nel più classico degli stereotipi freudiani per cui sembrano nutrire un debole tutti gli autori mecha, fa presa su piacere e annientamento-- Le due pulsioni insomma che guidano l'agire umano, e perchè no, in questo senso, anche alieno.

Like a Virgin

L'"Eros" è il tipo di dialogo, invasivo, assertivo, estremamente diretto scelto dall'ELS per dialogare con l'umanità.
Non è un caso se nel primissimo incontro tra uomo ed ELS, quest'ultimo non solo decide di assumere una "forma umana", ma si presenta anche col gesto apparentemente rassicurante di un "abbraccio".
L'ELS non raggiunge la Terra perchè vuole distruggerla o invaderla, infatti. Sfugge ai nostri preconcetti.
Come tutte le forme di vita superiori (o inferiori?), l'ELS è mosso dal semplice istinto di conoscenza, dalla raccolta di informazioni che costituscono la sua perfetta forma di organizzazione sociale.
Possiamo definire questa pulsione dell'ELS come "erotica", però? Senz'altro sì, perchè la scelta più ovvia da fare a livello razionale sarebbe quella di ignorare semplicemente questo pianetucolo azzurro e i suoi incasinati abitanti, mentre l'ELS, guidato da questa sorta di "avidità esistenziale", cerca appagamento nella conoscenza dell'altro. Notate come questo "appagamento" è prettamente unilaterale. L'ELS non cerca di "comprendere" gli umani, non si "adegua" ai loro standard comunicativi cercando un punto di contatto meno traumatico, no, se li ciuccia e li ingloba in una versione compiaciuta, "cristallizzata" di sè.
L'ELS inoltre non ha una struttura organizzativa come quella terrestre; non si pone paletti di livello etico o morale per la preservazione della "società" come fanno gli esseri umani secondo Freud: una volta trovate forme di vita senzienti devono entrarci in contatto.
In questo contesto l'umanità si comporta come la verginella nella canzone di Madonna, si stupisce per questo primo contatto inaspettato, ma al suo contrario non è un granchè entusiasta, perchè subentra un fattore sconosciuto all'ELS ma molto famigliare all'umanità, la "paura".

You'll See

Mettetevi nei panni dell'umanità: vi trovate questa roba strana metallica con cui non potete parlare e a cui non potete opporre resistenza. Vi interessa di sapere cos'è e quali sono le sue ragioni? Decisamente no.
Paura, rigetto, repulsione. E se non potete farlo da "morti" di certo potete farlo da "vivi".
Quindi la prima reazione del genere umano in Trailblazer è armarsi fino ai denti, e dargli giù, con mecha, navi, Gundam, GN-X e tutto quanto di più distruttivo possa aver concepito.
Ogni volta che scoppia una guerra avete anche voi l'impressione che questa non sia un effetto, ma un semplice obiettivo? Un modo per scaricare le tensioni, per "ristabilire il giusto equilibrio": una volta distrutto tutto non hai più motivo di arrabbiarti, discutere, spaventarti. E' la legge del più forte, e non importa a quanto ammonterà il conto a fine giornata.
E qui arriva il brutto. O il bello. O l'ovvio, vedete voi.
L'ELS somatizza la reazione dell'umanità e "deduce" che il "combattimento", che la "distruzione", che la "morte", sia il suo "modo di comunicare". Ed effettivamente lo è, eh. Per quanti la guerra non è altro che un modo per far valere le proprie ragioni? Con quel tocco di ludico in più che non fa mai male, inoltre.
E questa reazione umana invita l'ELS ad "adeguarsi" nuovamente. Non ti piacciono i miei abbracci? Ok, ti abbraccio ancora, ma stavolta prendo la forma di una nave spaziale, di munizioni, di Gundam. L'ELS non sembra essere il tipo di partner cher si tira indietro se opponi resistenza.

Like a Prayer

Ed in tutto questo caos primordiale, dove l'esistenza senziente dà il peggio di sè, fa capolino il nostro protagonista, l'Innovator, ciò che sarebbe dovuta essere l'umanità "a tempo debito".
E invece è uno, e supportato da una banda di stramboidi noti come "Celestial Being". Non ha un piano, ma ha una sua visione e finalmente la possibilità di utilizzare il suo potenziale.
A questo proposito è sicuramente emblematico il contrasto tra i due Innovator, quello incompreso e tormentato, ovvero Setsuna, e quello di mano omologata federale, Descartes.
Descartes è un personaggio che lascia il tempo che trova nell'economia del racconto, ma la sua stessa presenza, la sua esistenza, è sicuramente un esempio, un altro esempio, di cosa non si dovrebbe fare quando si ha a che fare con un potenziale evolutivo-- NON SI DOVREBBE TRASFORMARLO IN UN'ARMA.
Ed ecco come anche i due modelli su cui gli Innovator poggiano le rispettive chiappe diventano una metafora di questi due percorsi opposti: da una parte il Gadelaza di Descartes, un modello concepito dall'esercito federale come "arma finale" in grado di sbaragliare il più alto numero di nemici grazie alla sua tecnologia, e dall'altra lo 00 Qan[T], uno strumento concepito da Setsuna per comunicare.
Questa contrapposizione porta alla mente anche la felice parentesi di Stargazer, side-story di Gundam SEED DESTINY, dove il mecha titolare è esattamente concepito come uno strumento di esplorazione e ricerca spaziale, non come un'arma. Insomma, "un altro Gundam è possibile".

Ma un Gundam e un Innovator non sono sufficienti a far fronte all'impeto investigativo dell'ELS: entra in scena quindi anche Tieria, e il super-computer Veda. Non è un caso che "Veda" sia stato nominato sulla falsariga di un "testo sacro" dai connotati giuridici.
Laddove gli impulsi primordiali creano distruzione, solo il tramite della cultura può porre un argine, e al tempo stesso un punto di contatto: l'ELS può quindi avvalersi della sua caratteristica comunicazione su onde quantiche, e su questa base Setsuna può diventare un interlocutore adeguato. ELS e umanità possono parlare "la stessa lingua" perchè possono basarsi su "lo stesso libro"-- E questo "testo" non è altro che la tecnologia, utilizzata nella maniera più "utile" possibile, più "tesa verso l'esterno" possibile. Questa tensione verso la ricerca tecnologica non segue ambizioni economiche o immediatamente pratiche, ma poggia su un fragile piedistallo: la speranza.
Ed è così che tra Eros e Thanatos, Mizushima interpone la sua risposta tra i petali di un fiore, un'eterna preghiera chiamata speranza che si trasforma in gratitudine.

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