
L'intervista è stata raccolta da Mika Nakamura, e le foto sono ad opera di Masao Nakata.
Ci racconti di come è arrivato a partecipare a “Gundam W”.
Sumisawa: Avevo lavorato con il regista Ikeda e il produttore Tomioka Hideyuki della Sunrise all'OVA Ryū Knight: Adieu Legend. È stato grazie a quel rapporto che sono stato invitato a partecipare al progetto.
Qual è stato l'aspetto più impegnativo nella strutturazione della composizione della serie?
Sumisawa: Ikeda disse, "Questo Gundam deve affrontare la guerra a testa alta!" e mi ha ordinato di fare ricerche approfondite su ogni singolo fattore scatenante delle guerre nella storia dell'umanità. Ho persino studiato alla Biblioteca Nazionale della Dieta. Poi mi ha detto, "Voglio una motivazione insolita per dare inizio alla guerra", così ho riassunto le mie conclusioni su un foglio. Ma lui le ha rifiutate, dicendo, "Non c'è niente oltre alle dispute territoriali, alla carenza di cibo o alla ricerca di uno status più elevato?". Onestamente, storicamente, non c'era davvero nient'altro. La battuta di Dorothy nell'episodio 29, “Sbrigatevi e iniziate una guerra!” credo rispecchiasse i pensieri di Ikeda in quel momento 😆 Pensava, “Se solo potessimo trovare un pretesto per scatenare una guerra, potremmo creare una storia con una prospettiva nuova”, ma realisticamente non riuscivamo a trovare un modo originale per far iniziare una nuova guerra. È stato davvero difficile.
Gundam aveva un tema chiaro: l'indipendenza delle colonie. Anche la struttura del conflitto tra lo spazio e la Terra era facile da rappresentare. Gundam W, invece, presenta relazioni ambigue che sembrano antagonistiche ma in realtà non lo sono. Di conseguenza, non potevamo rappresentare la parte avversaria come una grande potenza, e la storia fu portata a enfatizzare gli elementi terroristici. Per realizzare le direttive del regista Ikeda, “Rendilo diverso da Mobile Suit Gundam” e “Esplora seriamente cosa sia veramente la guerra”, è stato un processo continuo di tentativi ed errori fino alla fine.
L'idea di avere cinque bei ragazzi come protagonisti si è rivelata vincente, vero?
Sumisawa: Avevo appuntato "cinque bei ragazzi" nella proposta del progetto e con Shuko Murase che si occupava del character design, sapevamo fin dall'inizio che sarebbero emersi personaggi accattivanti che avrebbero guadagnato popolarità. Tuttavia, il regista Ikeda non aveva assolutamente intenzione di farne il punto forte. La sua priorità assoluta era quella di rappresentare la guerra in modo adeguato; non aveva considerato di valorizzare il fascino dei protagonisti. All'epoca, gli tsundere erano popolari tra il pubblico femminile e, avendo lavorato io stesso alla sceneggiatura di YuYu Hakusho, sapevo che anche una piccola interazione tra Wufei e Trowa avrebbe fatto a caso nostro 😆 ma Ikeda non è mai abbassato a fare qualcosa di simile. Lo trovai davvero notevole.
Ancora oggi, a volte viene definita “una storia di bei ragazzi per attirare le ragazze”, ma in realtà Gundam W è una storia cruda e violenta di cinque ragazzi coperti di sangue. Nel primo episodio si fanno saltare in aria e nel secondo sono chiaramente morti, galleggiando nel mare. Se fosse davvero una storia che valorizzasse dei bei ragazzi, non avrebbe questo tipo di trama, no? 😆
Guardando indietro, forse Quatre poteva rientrare più nella categoria. Tuttavia, dato che era così riservato e tranquillo, rispetto agli altri quattro con personalità più spiccate, all'inizio era il meno popolare. Fin dai primi tempi, diceva questa frase piuttosto eccentrica, “Me lo dice il Cuore dell'Universo”. Questo portò i ragazzi a chiamarlo “Il tizio del Cuore dell'Universo", con le vendite del Sandrock che stagnavano 😆 Ciononostante, è diventato un personaggio pieno di sorprese: ha creato il Wing Gundam Zero, ha vissuto un periodo buio ed ha sempre ricevuto il supporto dei personaggi più adulti, compresi gli scienziati. Credo che nello sviluppo di Quatre, Ikeda abbia superato sè stesso.
Tra i cinque, vi aspettavate che Duo sarebbe risultato il più popolare?
Sumisawa: No, è stato piuttosto inaspettato. In realtà, penso che se avessimo attenuato un po' di più gli altri quattro personaggi, avremmo potuto rendere Duo il protagonista. Ma allora, al contrario, Duo probabilmente non avrebbe ottenuto quella popolarità. È il tipico protagonista ordinario, schietto e premuroso. Nelle opere recenti, forse Koyomi Araragi della serie Monogatari è quello che più gli si avvicina?
Ma in Gundam W non abbiamo seguito quella strada. Heero potrebbe essersi affezionato a Duo, ma non lo ammetterebbe mai. Trowa pensa, “Probabilmente potrei farla franca uccidendo questo tizio” 😆 Quatre sembra l'unico che pensa sinceramente, “Duo è un tipo a posto, no?”. Per quanto riguarda Wufei, che Duo esista o meno gli è indifferente 😆 In altre parole, nessuno dei cinque apprezza veramente Duo. È proprio per questo che i fan pensano, “Se fossi al suo fianco, potrei sostenerlo” o “Solo io capisco il vero valore di Duo”. Credo che sia proprio questa struttura ad aver portato alla popolarità di Duo tra le fan femminili.
Nonostante ci fossero più protagonisti, il loro rapporto era piacevolmente insolito per l'epoca: non mostravano mai un eccessivo affiatamento, mantenendo una certa distanza anche quando era necessario che collaborassero.
Sumisawa: A mio avviso, Gundam dovrebbe essere un'opera in grado di reggere al giudizio degli adulti. Ecco perché non volevo che i cinque agissero costantemente insieme, aggrappandosi l'uno all'altro. Mi sono ispirato all'atmosfera creata dal regista Masaaki Osumi nella prima stagione di Lupin III. Lupin, Jigen, Goemon: ognuno di loro era un adulto indipendente, che scambiava battute spiritose mantenendo un certo distacco. Quella dinamica era incredibilmente avvincente. I protagonisti di Gundam W possono sembrare dei ragazzini, ma sono guerrieri che hanno ucciso molte persone. Hanno assistito a innumerevoli orrori sul campo di battaglia; la loro maturità mentale è lontana anni luce da quella dei bambini normali. Proprio per questo quel senso di distacco sembrava naturale.
Il fascino dei personaggi femminili non è inferiore a quello dei cinque piloti e anche loro contribuiscono alla popolarità di quest'opera.
Sumisawa: Scrivere i personaggi femminili è stata una vera sfida. L'obiettivo che ci siamo prefissati in Gundam W non era solo quello di creare personaggi piacevoli, ma di rappresentare donne che sapessero stare saldamente in piedi con le proprie gambe. Noin, Sally e Relena dialogano tutte con un senso di realtà ben radicato, ed è proprio per questo che i loro scambi risultano così interessanti.
Particolarmente memorabile è stata Chisa Yokoyama, che ha doppiato Noin. Era la prima volta che affrontava un ruolo femminile così cool e dignitoso. Il direttore del suono Yasuo Urakami l'aveva affiancata, dato che in precedenza aveva interpretato molti personaggi convenzionali. Inizialmente, tuttavia, il regista Ikeda spesso bocciava le sue interpretazioni, indicandole di “interpretare una donna più cool”. C'erano momenti in cui il suo affetto per Zechs traspariva dalla sua voce, ma attraverso ripetuti scambi, si è evoluto in un'espressione di affetto più contenuta e appropriata al contesto militare. Quella trasformazione mi è rimasta davvero impressa.
Come sono nate le iconiche battute alla fine dell'episodio 1, “Ti ucciderò...” e “Ma che problema ha questa persona...”?
Sumisawa: Erano nella trama abbozzata dal regista Ikeda fin dall'inizio 😆 All'epoca pensavo fossero perfettamente normali. Non avrei mai immaginato che quelle battute sarebbero state così discusse da diventare un meme.
Vuole condividere con noi la sua battuta preferita?
Sumisawa: È quella battuta dal secondo episodio di Gundam W: Endless Waltz: "Ero morto". È quello che risponde Zechs quando Dekim Barton, che era venuto a fermare come Preventer Wind, gli chiede, "Zechs Merquise, allora eri vivo?". In un anime tipico, probabilmente avrebbe risposto qualcosa del tipo “Certo che sono vivo” o “Se vuoi chiamarmi, chiamami Wind”. Ma lì, afferma semplicemente, “Ero morto”. Quella freddezza contorta è tipica di Gundam W, ed è una battuta che ti fa pensare, “È esattamente così che dovrebbe essere Milliardo”.
Può anticiparci se ci sono già progetti per i prossimi anniversari, come il 35° o il 40°?
Sumisawa: Sarei felice se il romanzo Gundam W: Frozen Teardrop o il manga attualmente in corso di pubblicazione Gundam W 0.5 PREVENTER-7 potessero essere adattati per il grande schermo. Se ciò dovesse accadere, spero che la storia non si limiti a ricreare l'atmosfera odierna, ma rifletta accuratamente anche il clima sociale del futuro che sarà.





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