
Qui potete leggere le impressioni del regista durante quel difficile momento della sua vita professionale.
Ora che sta dirigendo “G Gundam” quali sono i suoi pensieri su “Gundam”?
Imagawa: Quando frequentavo il liceo, adoravo guardare Mobile Suit Gundam. Non avrei mai immaginato di diventare il regista di un anime con il titolo Gundam. Mi fa pensare che... Beh, la vita è imprevedibile, non è vero?
Ma non ho affrontato l'idea di “Gundam” con qualche tipo di pressione. Piuttosto, voglio creare qualcosa che non sia vincolato da concetti come i Mobile Suit o la nozione stessa di "Gundam". Quando ho iniziato a lavorarci, ero incredibilmente fissato con l'idea che ""Gundam" è questo, quindi devo farlo così."
E poi si è arrivati all'idea del Gundam Fight...
Imagawa: Avevo un'altra idea su “Gundam”, ma onestamente, avendo iniziato la produzione, credo che questa direzione del Gundam Fight sia stata la scelta giusta. Mi sembra un po' strano dirlo come creatore, ma voglio semplificarlo ancora di più, renderlo ancora più accessibile. Ho sempre più voglia di dedicare questo “Gundam” ai bambini. Sebbene recentemente mi sia occupato di OVA, guardo la televisione da quando ero piccolo e, fondamentalmente, amo soprattutto le serie anime trasmesse settimanalmente. In questo contesto, si tratta di come presentare i robot anime per la televisione.
Parlando specificatamente della televisione, quali esempi potrebbe farci?
Imagawa: Ad esempio, alla fine dell'opening, appare questa cosa chiamata Devil Gundam. Chi vede l'opening per la prima volta potrebbe pensare, “E questo che diavolo è?”. È un Gundam con un altro Gundam attaccato alla testa, un Gundam grande quanto la Terra. Leggendo gli storyboard dell'opening, ho improvvisamente abuto l'impressione di aver già visto qualcosa di simile da qualche parte. Nella mia memoria, era quel mostro gigante che appariva alla fine dell'opening di Gatchaman. Ricordavo di averlo visto da bambino. Ricordavo di guardarlo ogni settimana, pensando con entusiasmo, “Questo deve essere il boss finale, Sosai X, che appare alla fine per combattere!”. Quel mostro appariva solo nell'opening, però, non è mai apparso nella serie 😆 Ma ho pensato che questa sigla potesse avere lo stesso effetto emozionante che avevo provato allora. Cattura quell'entusiasmo infantile di godersi gli anime. Se il Devil Gundam apparirà o meno è un segreto 😆, ma voglio che i bambini pensino, “È fantastico, voglio vederlo”.
Credo che abbiamo creato una sigla di questo tipo. Voglio che l'opera stessa sia qualcosa che trasmetta quell'emozione settimanale, qualcosa che risvegli certe emozioni.
In un certo senso è un ritorno alle origini.
Imagawa: Dalla prima serie di Gundam, i robot anime sono cambiati notevolmente. Ho il sospetto che alcune opere abbiano mancato il loro pubblico di riferimento. In particolare, con l'avvento di media come gli OVA, che consentivano ai creatori di esprimere la propria visione artistica in libertà, credo che alcune opere siano state realizzate con un atteggiamento eccessivamente pretenzioso. Questo vale anche per me, ovviamente. In quella fase, ci siamo lasciati indietro una parte del pubblico. Credo che Gundam sia uno di quei lavori in cui questa pretenziosità sulla visione artistica è più evidente, e io stesso ne percepisco il pericolo. Per quanto mi riguarda, voglio limitare questo atteggiamento agli OVA. Per G Gundam voglio fare l'esatto opposto: voglio completare l'opera con l'obiettivo di renderla il più possibile accessibile ai bambini. Questa volta, voglio creare un'animazione che trasmetta il fascino degli episodi autonomi, qualcosa di accessibile, e riportare indietro quegli spettatori persi strada facendo. Ma i robot anime non parlano solo di robot che si muovono. Anche se fondamentalmente sono rivolti ai bambini, non voglio che siano solo la pubblicità di un giocattolo. Quando li guardavo da bambino, insieme ai tokusatsu, provavo una vasta gamma di emozioni. La trama era solida, ed è per questo che trovavo così avvincenti le scene in cui gli eroi apparivano e combattevano. Mi piace utilizzare l'espressione "puntate alla Shochiku Shinkigeki", quelle serie TV di una volta che all'inizio ti fanno ridere per poi farti piangere sul finale, hai presente? Gli elementi robotici corrispondono alla parte umoristica, mentre gli elementi drammatici sono la parte strappalacrime. Sento che dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra questi elementi. In breve, non voglio approcciarmici con un'attegiamento di nicchia, da otaku: voglio catturare il fascino degli anime che provavo quando non ero ancora un fan.
Ecco perché non amo particolarmente il termine “animation”. Preferisco di gran lunga “TV Manga”.
Quindi, visto che si tratta di una serie televisiva, intende cambiare il suo approccio rispetto agli OVA?
Imagawa: Per questo progetto, ho intenzione di fare cose che non ho mai fatto prima, cose che non volevo fare, cose che non mi piacevano. In un certo senso, si tratta di vedere fino a che punto riesco a sopprimere la mia sensibilità artistica. Poi, entro questi limiti, voglio vedere quali cose interessanti si possono creare. Sarebbe divertente se, come regista, potessi fare un altro passo avanti e creare una nuova visione del mondo.
A dire il vero, non volevo nemmeno introdurre Neo China. Perché? Perché adoro i lavori cinesi. Le ho già citate ampiamente negli OVA, quindi non volevo ripetermi. Se il mio gusto personale influisce troppo, il risultato è solo fan service o qualcosa di scontato. È stato lo stesso con opere passate come Mister Ajikko e Pro-Golfer Saru: proprio perché la cucina e il golf non erano i miei hobby, penso di essere riuscito a renderli interessanti.
Quali aspetti di questo lavoro non coincidono con quelli che chiama "gusti personali"?
Imagawa: Una sfida in questo senso è stata capire come rappresentare un personaggio femminile che avesse un'aria da idol. In realtà sono pessimo nel gestire i personaggi femminili. Ma con questo lavoro ho sviluppato per la prima volta un affetto genuino per la protagonista femminile, Rain. Ecco perché le ho dedicato il finale, cosa che non avevo mai fatto prima. Ho cercato di ricordarmi continuamente di non dimenticare la sfida di renderla accattivante 😆
Questo promette sicuramente risvolti interessanti. In chiusura, per favore, condivida un messaggio con i nostri lettori.
Imagawa: Non ci stiamo rivolgendo specificatamente agli appassionati di anime, ma al grande pubblico. Detto questo, stiamo facendo tutto il possibile per garantire che sia divertente. Spero che le persone possano goderselo con la stessa sensazione di relax che provano guardando gli altri anime televisivi. Non stiamo cercando di creare qualcosa solo perché si tratta di “Gundam”, quindi vi invitiamo a guardarlo senza lasciarvi influenzare da preconcetti. Vorrei che le persone lo considerassero semplicemente come fosse la prima volta che sentissero “Gundam” nel titolo.





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