Road to 50 Prologue Movie "A Boy with Gundam" - Intervista al regista Tsukuro Hayakawa
Il corto celebrativo diffuso durante la scorsa Gundam Conference per introdurre gli eventi in corso di pianificazione del 50° anniversario di Gundam, A Boy with Gundam, ha ricevuto un incredibile numero di visualizzazioni e l'apprezzamento del fan a livello globale causando un piccolo "caso".

Nello scorso mese, la redazione gundamica si è avvicinata al regista, il giovane Tsukuro Hatakawa, regalandoci una prima intervista su Gundam Official curata da Ollie Barder ed una seconda sulle pagine dell'ultimo numero di Gundam Fanclub Magazine, uscito a fine Settembre. Di seguito trovate la mia traduzione di quest'ultima!
Per prima cosa, ci racconti come si è sentito quando ha ricevuto questo incarico.
Hayakawa: Non avrei mai immaginato che il mio primo lavoro da regista sarebbe stato un film prologo dedicato al 50° anniversario della serie Gundam.
All’inizio il progetto era un po’ più contenuto, ma poi è diventato sempre più grande... e ho anche provato un po’ di ansia, chiedendomi se ne sarei stato all’altezza. Per fare un paragone, è come se fossi stato un ragazzo qualunque fino a quel momento e all’improvviso mi avessero detto, "Sali subito sul Gundam!" 😄
😄 Conosceva già le serie di Gundam?
Hayakawa: Il primo lavoro che ho visto e che mi ha colpito profondamente è stata la prima stagione di Mobile Suit Gundam 00.
Comprando i modellini di Gundam 00 e giocando alla serie di videogiochi per PSP Mobile Suit Gundam VS, ho scoperto che esistevano vari titoli della serie Gundam. In particolare, sono rimasto davvero sorpreso dai Gundam di Mobile Fighter G Gundam 😄 Il primo titolo della serie Universal Century che ho visto è stato Mobile Suit Gundam UC, che ancora oggi è il mio preferito.
La struttura ricorda quella di un video musicale, in cui i personaggi non hanno battute.
Hayakawa: Fin dall’inizio avevo pensato di raccontare tutto attraverso la musica e la regia. Ho esitato se inserire dei sottotitoli esplicativi, ma questa volta ho deciso di optare per un approccio “senza testo”. Adoro la serie di Tom e Jerry del 1945, che ha anch’essa una struttura basata sui movimenti e sulla musica (effetti sonori) senza dialoghi.
Come colonna sonora è stato utilizzato il brano “Kinjitō” dei PEOPLE1.
Hayakawa: Il fatto che ci fosse “Kinjitō” ha influito molto sulla decisione di non inserire i sottotitoli. Poiché ho infuso un messaggio anche nella composizione delle immagini, ho dato la priorità al fatto che il pubblico potesse godersi innanzitutto il video insieme alla musica.
All’inizio del racconto vengono mostrate immagini del Gundam della GUNDAM FACTORY YOKOHAMA (la cui esposizione è terminata il 31 marzo 2024).
Hayakawa: Ripensando alla storia di Gundam, ritenevo che si dovessero includere sia il “Gundam” che la statua a grandezza naturale, poiché ritengo che le figure tridimensionali, essendo prive di armi, assumano un carattere di pubblico interesse. C’è una scena in cui i Gundam appaiono in sequenza, ma a parte gli elementi iconici come i Fin Funnel, non ho fatto loro impugnare alcuna arma. Sebbene si tratti di un’opera che descrive la guerra, ritengo che il tema che si vuole trasmettere sia proprio la pace.
La trama racconta il percorso di crescita di un ragazzo, intrecciato con la storia delle serie di Gundam.
Hayakawa: Oltre ai Gundam, ho ritenuto importante rappresentare l’ambientazione dell’epoca in cui l’opera è stata trasmessa o proiettata. Per quanto riguarda i dettagli, ad esempio, ho modificato i copriprese nelle stanze a seconda del periodo storico. Tra gli animatori che hanno partecipato al progetto c’erano anche persone che avevano lavorato alle precedenti produzioni di Gundam, quindi ho verificato i dettagli ascoltando i loro consigli del tipo, “All’epoca era così”.
Qual è il concept del design del protagonista di quest’opera?
Hayakawa: Abbiamo creato un personaggio universale, in cui gli spettatori potessero identificarsi o riconoscere i propri amici, ma, trattandosi di un personaggio che appare al centro dello schermo, non potevamo renderlo un semplice comprimario. Trovare il giusto equilibrio è stato piuttosto difficile.
E in questo processo c'è stata collaborazione con i designer?
Hayakawa: Esatto. Per tradurre in animazione i design di Yasuto Morioka, Juri Toida (character designer dell’anime e direttrice dell'animazione del character design) ne ha saputo cogliere con cura il fascino e le sfumature, dandogli forma.
C’è qualche mobile suit che avreste voluto mettere in risalto o qualche scena che avreste voluto mostrare?
Hayakawa: Per quanto riguarda le scene che volevo mostrare, c’è un’inquadratura nella sigla di apertura di Gundam 00 in cui il Gundam Exia scende verso la Terra dall’alto dello schermo. È una scena molto suggestiva, quindi l’ho inserita nell’ultima inquadratura come omaggio. I fan hanno reagito molto positivamente, quindi sono contento di averlo fatto.
È davvero suggestivo il modo in cui, verso la fine del filmato, i piloti dei Gundam compaiano in successione. Potrebbe spiegarci il motivo di questa scelta narrativa?
Hayakawa: Volevo creare una sorta di catarsi per l’opera, una scena in cui i protagonisti rappresentativi di ciascuna serie esprimessero la loro gratitudine dicendo, "Grazie per il vostro sostegno". Successivamente, ho inserito l’RX-78-2 Gundam, in modo da sottolineare che Mobile Suit Gundam, il punto di partenza, è sempre stato la colonna portante di tutto.
Per quanto riguarda la grafica, i personaggi sono stati realizzati con il disegno tradizionale, mentre i mecha sono stati creati con un’animazione CG in stile cel.
Hayakawa: Ho studiato l’animazione CG in stile cel sin dai tempi dell’università, quindi questa opera rappresenta il risultato di tutto quel lavoro. In linea di massima, i robot, essendo soggetti ricchi di dettagli, sono un ambito in cui la CG eccelle, ma sono stato molto lusingato quando un produttore mi ha detto, "È riuscito a trasporre bene nella CG i movimenti e lo stile di animazione tipici del passato".
C’è qualcosa a cui ha prestato particolare attenzione dal punto di vista del movimento?
Hayakawa: Non ho cercato di ottenere movimenti tipici della CG, ma ho volutamente preso spunto dalla tecnica di animazione a 20 fps. Nello specifico, ho analizzato i principi dei fotogrammi intermedi (doga) che collegano i fotogrammi principali e l’importanza del tap-dashi (fissare la posizione degli sfondi artistici, del layout e dei disegni allineandoli ai fori di riferimento), cercando di riprodurli fedelmente. Ci è voluto molto tempo, ma credo che ne sia valsa la pena.
Capisco. In effetti, questa volta i movimenti acrobatici e le riprese spettacolari, che sono il punto di forza della CG, sono stati un po’ più contenuti.
Hayakawa: Esattamente. Considerando che si tratta di un look “cell-shading”, l’effetto “disegnato a mano” è l’aspetto da perseguire con maggiore impegno. Il fascino della CG sta proprio nel fatto che non ci sono limiti al numero di fotogrammi da disegnare; quindi, la sfida principale è capire come aumentare la soddisfazione del pubblico entro questi limiti.
Se in futuro dovesse rappresentare i personaggi con la CG, avrebbe qualche obiettivo in mente?
Hayakawa: L’obiettivo è quello di evitare che la gente dica, "È incredibile, nonostante sia in CG". Perché significherebbe che la CG è stata smascherata 😄
In questa occasione, il numero di visualizzazioni del video ha superato i 4 milioni sia in Giappone che all’estero. Ci sono state reazioni dei fan che le sono rimaste particolarmente impresse?
Hayakawa: Visto che è stata menzionata da molti, si tratta della scena in cui il papà, che stava guardando Mobile Fighter G Gundam insieme al figlio, rimane sbalordito dall’enorme impatto della scena. Pensavo che gli appassionati mi avrebbero rimproverato, ma non è stato così. La reazione che mi ha fatto più piacere è stata quella dei miei colleghi più giovani, dei colleghi di lavoro e dei conoscenti che non avevano mai visto Gundam, i quali mi hanno detto, “Grazie a questo, proverò a guardarlo”. Poiché uno dei temi del film era proprio quello di tramandare la serie Gundam alle generazioni future, come regista non potevo chiedere di meglio.
Allora, ci racconti quali sono stati gli aspetti affascinanti delle serie di Gundam che ha riscoperto proprio in occasione di questa esperienza.
Hayakawa: Credo che l’impressione prevalente sia quella di una fantascienza in cui compaiono robot, ma in realtà ciò che viene rappresentato sono temi universali come l’amore umano e i legami tra le persone. Mobile Suit Gundam ha saputo trasmettere questi temi senza esagerare col virtuosismo tecnico, ed è proprio questo, credo, il motivo per cui la serie continua ancora oggi. Ho insomma l’impressione che le parti in cui sono stati messi in risalto i personaggi siano quelle più memorabili.
Infine, potrebbe dare ai membri del Gundam Fan Club qualche suggerimento su come guardare il filmato?
Hayakawa: Sarei felice se questo filmato facesse pensare a tutti i fan, "Sono contento di aver seguito Gundam". Durante la produzione ho riflettuto su quali scenari si aprissero davanti agli occhi delle persone nell’epoca in cui sono nate le serie di Gundam, quindi penso che osservando attentamente ogni singolo sfondo si possano fare delle scoperte. Sarei felice se condivideste le vostre osservazioni sui social media.

Per prima cosa, ci racconti come si è sentito quando ha ricevuto questo incarico.
Hayakawa: Non avrei mai immaginato che il mio primo lavoro da regista sarebbe stato un film prologo dedicato al 50° anniversario della serie Gundam.
All’inizio il progetto era un po’ più contenuto, ma poi è diventato sempre più grande... e ho anche provato un po’ di ansia, chiedendomi se ne sarei stato all’altezza. Per fare un paragone, è come se fossi stato un ragazzo qualunque fino a quel momento e all’improvviso mi avessero detto, "Sali subito sul Gundam!" 😄
😄 Conosceva già le serie di Gundam?
Hayakawa: Il primo lavoro che ho visto e che mi ha colpito profondamente è stata la prima stagione di Mobile Suit Gundam 00.
Comprando i modellini di Gundam 00 e giocando alla serie di videogiochi per PSP Mobile Suit Gundam VS, ho scoperto che esistevano vari titoli della serie Gundam. In particolare, sono rimasto davvero sorpreso dai Gundam di Mobile Fighter G Gundam 😄 Il primo titolo della serie Universal Century che ho visto è stato Mobile Suit Gundam UC, che ancora oggi è il mio preferito.
La struttura ricorda quella di un video musicale, in cui i personaggi non hanno battute.
Hayakawa: Fin dall’inizio avevo pensato di raccontare tutto attraverso la musica e la regia. Ho esitato se inserire dei sottotitoli esplicativi, ma questa volta ho deciso di optare per un approccio “senza testo”. Adoro la serie di Tom e Jerry del 1945, che ha anch’essa una struttura basata sui movimenti e sulla musica (effetti sonori) senza dialoghi.
Come colonna sonora è stato utilizzato il brano “Kinjitō” dei PEOPLE1.
Hayakawa: Il fatto che ci fosse “Kinjitō” ha influito molto sulla decisione di non inserire i sottotitoli. Poiché ho infuso un messaggio anche nella composizione delle immagini, ho dato la priorità al fatto che il pubblico potesse godersi innanzitutto il video insieme alla musica.
All’inizio del racconto vengono mostrate immagini del Gundam della GUNDAM FACTORY YOKOHAMA (la cui esposizione è terminata il 31 marzo 2024).
Hayakawa: Ripensando alla storia di Gundam, ritenevo che si dovessero includere sia il “Gundam” che la statua a grandezza naturale, poiché ritengo che le figure tridimensionali, essendo prive di armi, assumano un carattere di pubblico interesse. C’è una scena in cui i Gundam appaiono in sequenza, ma a parte gli elementi iconici come i Fin Funnel, non ho fatto loro impugnare alcuna arma. Sebbene si tratti di un’opera che descrive la guerra, ritengo che il tema che si vuole trasmettere sia proprio la pace.
La trama racconta il percorso di crescita di un ragazzo, intrecciato con la storia delle serie di Gundam.
Hayakawa: Oltre ai Gundam, ho ritenuto importante rappresentare l’ambientazione dell’epoca in cui l’opera è stata trasmessa o proiettata. Per quanto riguarda i dettagli, ad esempio, ho modificato i copriprese nelle stanze a seconda del periodo storico. Tra gli animatori che hanno partecipato al progetto c’erano anche persone che avevano lavorato alle precedenti produzioni di Gundam, quindi ho verificato i dettagli ascoltando i loro consigli del tipo, “All’epoca era così”.
Qual è il concept del design del protagonista di quest’opera?
Hayakawa: Abbiamo creato un personaggio universale, in cui gli spettatori potessero identificarsi o riconoscere i propri amici, ma, trattandosi di un personaggio che appare al centro dello schermo, non potevamo renderlo un semplice comprimario. Trovare il giusto equilibrio è stato piuttosto difficile.
E in questo processo c'è stata collaborazione con i designer?
Hayakawa: Esatto. Per tradurre in animazione i design di Yasuto Morioka, Juri Toida (character designer dell’anime e direttrice dell'animazione del character design) ne ha saputo cogliere con cura il fascino e le sfumature, dandogli forma.
C’è qualche mobile suit che avreste voluto mettere in risalto o qualche scena che avreste voluto mostrare?
Hayakawa: Per quanto riguarda le scene che volevo mostrare, c’è un’inquadratura nella sigla di apertura di Gundam 00 in cui il Gundam Exia scende verso la Terra dall’alto dello schermo. È una scena molto suggestiva, quindi l’ho inserita nell’ultima inquadratura come omaggio. I fan hanno reagito molto positivamente, quindi sono contento di averlo fatto.
È davvero suggestivo il modo in cui, verso la fine del filmato, i piloti dei Gundam compaiano in successione. Potrebbe spiegarci il motivo di questa scelta narrativa?
Hayakawa: Volevo creare una sorta di catarsi per l’opera, una scena in cui i protagonisti rappresentativi di ciascuna serie esprimessero la loro gratitudine dicendo, "Grazie per il vostro sostegno". Successivamente, ho inserito l’RX-78-2 Gundam, in modo da sottolineare che Mobile Suit Gundam, il punto di partenza, è sempre stato la colonna portante di tutto.
Per quanto riguarda la grafica, i personaggi sono stati realizzati con il disegno tradizionale, mentre i mecha sono stati creati con un’animazione CG in stile cel.
Hayakawa: Ho studiato l’animazione CG in stile cel sin dai tempi dell’università, quindi questa opera rappresenta il risultato di tutto quel lavoro. In linea di massima, i robot, essendo soggetti ricchi di dettagli, sono un ambito in cui la CG eccelle, ma sono stato molto lusingato quando un produttore mi ha detto, "È riuscito a trasporre bene nella CG i movimenti e lo stile di animazione tipici del passato".
C’è qualcosa a cui ha prestato particolare attenzione dal punto di vista del movimento?
Hayakawa: Non ho cercato di ottenere movimenti tipici della CG, ma ho volutamente preso spunto dalla tecnica di animazione a 20 fps. Nello specifico, ho analizzato i principi dei fotogrammi intermedi (doga) che collegano i fotogrammi principali e l’importanza del tap-dashi (fissare la posizione degli sfondi artistici, del layout e dei disegni allineandoli ai fori di riferimento), cercando di riprodurli fedelmente. Ci è voluto molto tempo, ma credo che ne sia valsa la pena.
Capisco. In effetti, questa volta i movimenti acrobatici e le riprese spettacolari, che sono il punto di forza della CG, sono stati un po’ più contenuti.
Hayakawa: Esattamente. Considerando che si tratta di un look “cell-shading”, l’effetto “disegnato a mano” è l’aspetto da perseguire con maggiore impegno. Il fascino della CG sta proprio nel fatto che non ci sono limiti al numero di fotogrammi da disegnare; quindi, la sfida principale è capire come aumentare la soddisfazione del pubblico entro questi limiti.
Se in futuro dovesse rappresentare i personaggi con la CG, avrebbe qualche obiettivo in mente?
Hayakawa: L’obiettivo è quello di evitare che la gente dica, "È incredibile, nonostante sia in CG". Perché significherebbe che la CG è stata smascherata 😄
In questa occasione, il numero di visualizzazioni del video ha superato i 4 milioni sia in Giappone che all’estero. Ci sono state reazioni dei fan che le sono rimaste particolarmente impresse?
Hayakawa: Visto che è stata menzionata da molti, si tratta della scena in cui il papà, che stava guardando Mobile Fighter G Gundam insieme al figlio, rimane sbalordito dall’enorme impatto della scena. Pensavo che gli appassionati mi avrebbero rimproverato, ma non è stato così. La reazione che mi ha fatto più piacere è stata quella dei miei colleghi più giovani, dei colleghi di lavoro e dei conoscenti che non avevano mai visto Gundam, i quali mi hanno detto, “Grazie a questo, proverò a guardarlo”. Poiché uno dei temi del film era proprio quello di tramandare la serie Gundam alle generazioni future, come regista non potevo chiedere di meglio.
Allora, ci racconti quali sono stati gli aspetti affascinanti delle serie di Gundam che ha riscoperto proprio in occasione di questa esperienza.
Hayakawa: Credo che l’impressione prevalente sia quella di una fantascienza in cui compaiono robot, ma in realtà ciò che viene rappresentato sono temi universali come l’amore umano e i legami tra le persone. Mobile Suit Gundam ha saputo trasmettere questi temi senza esagerare col virtuosismo tecnico, ed è proprio questo, credo, il motivo per cui la serie continua ancora oggi. Ho insomma l’impressione che le parti in cui sono stati messi in risalto i personaggi siano quelle più memorabili.
Infine, potrebbe dare ai membri del Gundam Fan Club qualche suggerimento su come guardare il filmato?
Hayakawa: Sarei felice se questo filmato facesse pensare a tutti i fan, "Sono contento di aver seguito Gundam". Durante la produzione ho riflettuto su quali scenari si aprissero davanti agli occhi delle persone nell’epoca in cui sono nate le serie di Gundam, quindi penso che osservando attentamente ogni singolo sfondo si possano fare delle scoperte. Sarei felice se condivideste le vostre osservazioni sui social media.
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