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"Mechanical Design Crosstalk" - Intervista ad Akira Yasuda ed Ippei Gyoubu

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Continuiamo a condividere robe dal Gundam Ace dello scorso mese col cuore in mano!
Come promesso, eccovi l'intervista ai due mecha-designer di punta di G no Reconguista, Akira Yasuda e Ippei Gyoubu.
La sfortunata serie TV si appresta a rivivere una seconda giovinezza, e in questa "doppia intervista" molto sfiziosa, Yasuda e Gyoubu ci rivelano qualche divertente retroscena della loro esperienza come mecha-designer.
Come sempre, grazie a Teap per l'assistenza con la traduzione!


Il design del prototipo del G-Self esisteva sin dall’inizio

Vi siete più incontrati dopo la produzione di “G-Reco”?
Ippei: Sì. Ogni anno Yasuda organizza un incontro per assistere insieme alla fioritura dei ciliegi, è una consuetudine primaverile. Grazie come sempre.
Yasuda: Ma no, no 😄 E’ sempre divertente stare tutti un pò insieme.
Ippei: C’erano anche Shigeto Koyama e Kenichi Yoshida. Il Produttore Ogata non è riuscito a partecipare quest’anno. Da quando è diventato un personaggio famoso è così occupato 😄
Yasuda: Sembra che volesse venire, ma è stato trattenuto all’estero per un impegno.

Quindi avete questa consuetudine. La serie televisiva di “G-Reco” è stata trasmessa per festeggiare il trentacinquennale di Gundam, quindi parliamo di un lavoro avvenuto circa 7, 8 anni fa.
Yasuda: Questo vale per me. Visto che Gyoubu era stato coinvolto nel progetto sin dall’inizio, credo che per lui sia passato più tempo.
Gyoubu: Parliamo di circa 10 anni fa. Ho un bel ricordo degli incontri col resto dello staff. Questo (A) è ciò su cui lavorò Yasuda all’epoca.


In questa immagine ci sono i MS disegnati da Gyoubu, mentre gli altri sono di Yasuda.
Yasuda: Appena arrivai mi resi conto che Gyoubu aveva già disegnato una moltitudine di mecha, quindi con questa immagine ho voluto fare un pò d’ordine tra i vari schieramenti.
Gyoubu: Quando ho saputo del coinvolgimento di Yasuda eravamo già nel pieno dei lavori, e ho avuto paura di essere licenziato-- Lavoravo su qualunque cosa mi fosse richiesta.
Yasuda: Ma che dici, nessuno voleva licenziarti. Era più plausibile che io fossi liquidato 😄
Gyoubu: Riconosco però che grazie a quello stato d’animo mi sono immerso ancora più nel lavoro, sperando che qualcuno dei miei disegni potesse esserti comunque utile.

Prima di allora ancora non era stato deciso chi avrebbe disegnato il G-Self?
Gyoubu: Quando è arrivato Yasuda era stato deciso che se ne sarebbe occupato lui. Ma anche io avevo ricevuto una proposta, ed ho abbozzato qualcosa.
Yasuda: E’ un pò il procedimento per ogni genere di idea legata al design.
Gyoubu: Una delle cosette che realizzai fu (B), ma dopo questo primo schizzo non fui più contattato per sei mesi, pensavo fossi stato licenziato 😅
Yasuda: Mi pare fosse all’inizio, eh? Sapevo che Gyoubu faceva parte del progetto di G-Reco quando si era ancora nelle fasi iniziali, quindi credo risalga a quel periodo. Anche a me sarebbe piaciuto essere coinvolto sin dall’inizio, ma ero parecchio occupato.
Ne è passato di tempo da allora. Fu Yoshida a introdurmi al progetto.

Tomino scrisse il racconto incompleto “Inizia la Storia di Capital G” che sarebbe poi diventato il prototipo di “G-Reco” (sul numero del Febbraio 2010 di “Gundam Ace”), chiarendo come non si trattasse di “Gundam”. Ha avuto problemi ad approcciarsi al design partendo da questo presupposto?
Gyoubu: Tuttavia si parlava di particelle Minovsky e Mobile Suit, quindi preparai un design simile a Gundam come quello dell’Arcane (C)
Yasuda: io sono arrivato a giochi iniziati, quindi sono stato piuttosto irresponsabile. Anche se non fosse stato “Gundam” io l’ho interpretato così, perchè credo che “Gundam” sia una buona cosa. Quindi ho fatto un pò come mi pareva.
Gyoubu: Nel momento in cui Yasuda propose il suo schizzo pensai che finalmente avevamo una direzione precisa in cui muoverci. Era come se finora questa immagine svolazzasse nelle menti di tutti, ma avesse preso forma solo nel momento in cui l’aveva messa su carta.
Yasuda: (D) è lo schizzo che proposi allora, ma a dire il vero era un’idea a cui avevo pensato tempo fa.
Gyoubu: Dici davvero?
Yasuda: Avendo sentito voci di corridoio che Ogata stesse lavorando a qualcosa, ho ben pensato di iniziare a buttare giù qualche idea.
Gyoubu: Ma dici davvero?! Parliamo di anni prima!
Yasuda: Su questa idea disegnai l’Alexandra di Code Geass: Akito The Exiled.


Capisco. Sta parlando della forma della testa. E’ quindi da questa prima immagine che si è sviluppato il design del G-Self.
Yasuda:
Avevo solo questa idea di voler mettere l’antenna del Gundam nel verso opposto, ma l’ho usata prima in Code Geass: Akito The Exiled 😄

Tomino ascende come il Dio del Tuono!

D’altro canto Gyoubu ha realizzato un gran numero di design.
Gyoubu: Insomma, avevo paura dell’arrivo di Yasuda. Non ho la sua stessa abilità nel mecha-design, e pensavo che sarei stato licenziato.
Yasuda: Neanche io ce l’ho, in verità. Quando fui contattato in proposito chiesi “Ma chi? Io?” 😄
Gyoubu: Scusami. Mi sono molto divertito in seguito, durante i meeting, e sono stato felice di averli potuti usare grazie al tuo aiuto.

Quali sono state le richieste da parte di Tomino?
Yasuda: Non ci sono state vere e proprie richieste. Ha detto "Tanto voi giovani fate come vi pare", anche se forse potevamo essere definiti tali solo dal punto di vista di Tomino 😄 Sentivo che potevo fare praticamente ciò che volevo, e se così non fosse stato, sarei stato licenziato in tronco. Fortunatamente ciò non è accaduto.
Gyoubu: Questo perchè Yasuda ha una personalità forte. Personalmente pur avendo disegnato tutti quei modelli, la sensazione era sempre quella di camminare sul filo del rasoio.
Yasuda: Nel momento in cui ho dovuto prendere delle decisioni ho chiesto a Tomino se volesse lavorare su “Gundam” o se su “qualcosa che non fosse Gundam”. Allora ha iniziato a parlarmi della storia. Ascoltandolo, ho avuto l’impressione di avere la possibilità di lavorare su qualcosa di davvero grosso. Naturalmente avendo creato Gundam, il potere di influenzare l’opera di Tomino è immenso, ma questo “Gundam” non era solo di Tomino. Parlando di Gundam è facile perdere il controllo, e nonostante i presupposti fossero quelli, mi chiesi se l’intenzione di negarlo non dipendesse solo dalla voglia di creare qualcosa di nuovo. Quindi, anche se non doveva essere “Gundam”, restava la necessità di avere un mecha dotato di una caratterizzazione precisa. Anche io ero contrario a questa negazione, ma alla fine ho realizzato che il G-Self ha l’aspetto di un Gundam, ma non è Gundam. Tuttavia, a seconda di come lo si contestualizzi, è sicuramente un Gundam.

E’ un delicato equilibrio.
Yasuda:
Se mi parli di Gundam come di un simbolo, ti dico che l’antenna, e la combinazione di colori bianco, rosso e blu sono dei must, ma di base c’è molta libertà. Il Turn A Gundam ad esempio invece dell’antenna ha i baffi. A parte questo, le caratteristiche del Gundam ci sono tutte, no? Avevo deciso di fare anch’io qualcosa di significativo in questo senso, ma mi sono reso conto che ci stavo mettendo troppo tempo. Questo mi faceva infuriare, ero assalito da attacchi d’ira 2, 3 volte al giorno.

Com’era Tomino durante gli incontri?
Yasuda: E’ come un nonnino benevolo finchè non si parla della sceneggiatura. Quando entra in gioco la sceneggiatura, diventa un Dio in terra.
Gyoubu: C’è stato anche il famoso “Fattaccio del Dio del Tuono”.
Yasuda: E’ così 😄
Gyoubu: Stava litigando con Yasuda, ed a un certo punto si è alzato in piedi, e in quel mentre all’esterno è caduto un fulmine, che illuminandolo da dietro gli ha dato un aspetto terrificante!
Yasuda: Sono rimasto a bocca aperta, è stato come assistere all’ascesa di un Dio. E pensare che un secondo prima aveva detto una roba tipo “Abbiate pazienza con questo povero anziano”-- In quel momento pensavo fosse uno sciocco.
Gyoubu: Però Yasuda, dopo quella sfuriata sei tornato normale come se nulla fosse accaduto. A stento riuscivo a trattenere le risate.
Yasuda: No, ero sinceramente scioccato. Ma ho pensato che avremmo dovuto tornare comunque a lavoro.
Gyoubu: E’ vero, ma sembrava una scena da un film comico 😄
Yasuda: Ok, adesso sembrerà che stia cercando una scusa, ma qualche giorno prima un produttore della Sunrise mi aveva avvicinato dicendomi di fare qualcosa da cui poter trarre un bel giocattolo. Quindi ho tirato fuori una cosetta, pur sempre incompiuta, in questo senso. E dopo averla vista Tomino ha sbroccato urlandomi contro su come intendessi inserire una roba del genere nella trama. Alchè il produttore mi ha fatto capire che prima avrei dovuto parlarne con lui.
Avrei preferito che i tizi della Bandai si fossero espressi con più precisione sul prodotto che volevano. E a quel punto il “Fattaccio del Dio del Tuono” è stato inevitabile.
Gyoubu: 😄
Yasuda: Se ne avessi parlato prima avrei potuto evitarlo. Quando si tratta di Tomino, i tipi della Bandai sono totalmente asserviti al suo volere, questo privilegio ovviamente a me è precluso. Tuttavia ho notato che nonostante le restrizioni, le idee vengono comunque fuori.

Lo sviluppo dei giocattoli era legato ai backpack, giusto?
Yasuda: Esatto. Quando è saltata fuori la questione dei backpack Tomino è esploso.

Quando abbiamo intervistato Tomino in proposito, sembra sia stato davvero turbato dell’aver voluto tirare fuori qualcosa come i backpack a quel punto della storia, si è detto sia felice che infuriato.
Yasuda:
Il fatto è che Tomino prima aveva detto che avrebbe lasciato un margine d’azione nella sceneggiatura per aggiustarla col passare del tempo. Ma è fatto così. Gli piaceva l’idea, ma si è infuriato. Alla fine ho avuto il suo nulla osta per la cosa.
Gyoubu: E’ interessante saperlo 😄

Si è arreso un pò alla volta?
Yasuda:
No. Ho presentato 7 design di backpack. Lui li ha guardati e mi ha chiesto cosa fosse quella roba, all’inizio era tranquillo.

E a poco a poco la sua rabbia è montata. Riesco quasi a immaginare la scena!
Yasuda:
Forse è stata colpa degli schizzi, erano troppo rozzi e difficili da visualizzare.
Gyoubu: Ora che ci penso, ho presentato anch’io degli schizzi, ma non ho ricevuto responsi finchè non li ho colorati e sistemati.
Yasuda: Credo che prima di decidere qualcosa, Tomino debba per forza litigarci con me.

Hai pensato a nuovi backpack durante la lavorazione sui lungometraggi?
Yasuda:
Ho pensato a qualcosa, ma poi l’idea è stata ignorata perchè si è deciso di seguire la storia di base della serie TV-- Una roba in cui tutti i backpack si unissero dando vita ad una sorta di dragone.
Gyoubu: Sarebbe (E), giusto? Tomino non ha neanche reagito, ma a me sembrava una bella idea.
Yasuda: Visto che il G-Self è un modello particolare, una volta caduto sulla Terra ho pensato fosse praticamente impossibile fargli la dovuta manutenzione. Quindi ho suggerito la combinazione ad un backpack come alternativa al problema, ma non sembrava una grande idea. Alla fine abbiamo introdotto il personaggio di Happa, che si dedica alla manutenzione del G-Self. Per Tomino questo genere di ruolo deve essere ricoperto da un essere umano.
Gyoubu: E’un pò deludente.
Yasuda: Pensavo di poter combinare i 7 backpack.
Gyoubu: Eh?! E’ la prima volta che sento questa cosa.
Yasuda: Volevo vedere la Bandai farne un gunpla come accadeva per i tuoi modelli!


I design stilosi di Gyoubu

Dopo aver deciso il design del G-Self, Yasuda ha continuato a partecipare all’ideazione degli altri mecha?
Yasuda:
Una volta deciso il design non ho più avuto occasione di idearne altri, anche perchè lo studio era in assetto da battaglia per la produzione dell’anime. Prima la situazione era molto più idilliaca.
Gyoubu: Nel mio caso invece, ho potuto continuare a lavorare su un buon numero di mezzi.

“G-Reco” ha segnato il debutto di Gyoubu come mecha-designer. Diceva all’inizio che si è approcciato al lavoro con un grande senso di sfida.
Gyoubu:
Ero pronto a guadagnarmi il diritto per essere stato scelto. Ho avuto l’occasione per studiare l’argomento per parecchi anni, quindi sono grato di aver avuto la possibilità di prepararmi a dovere. All’inizio non ero capace di disegnarli, quindi ora sono felice di potermi guadagnare da mangiare disegnando mecha.
Yasuda: Quando la mano prende confidenza diventa come un’arma.
Gyoubu: Ero felice mentre lavoravo a G-Reco, quindi anche oggi lavorare sui mecha mi rasserena. G-Reco aveva un allenatore, dei compagni più grandi, mi sembrava di far parte di un club scolastico. Sono anche grato a tutti quelli che mi hanno sempre dato suggerimenti senza ignorarmi.

All’interno di “Gundam” i design di Gyoubu attraggono molto l’attenzione. Cosa ne pensa Yasuda?
Yasuda:
Li definirei stilosi. Visto che sono stilosi, non mi sorprenderebbe se Gyoubu ad un certo punto prendesse il posto di Katoki.

Gyoubu: Dici davvero?
Yasuda: (B) è il primo Gundam che hai disegnato, ma appena l’ho visto ho pensato fosse stiloso.
Gyoubu: Non posso dire di essere d’accordo con te 😅 Adesso capisco perchè è stato rifiutato, perchè la sua caratterizzazione non ha peso. Originariamente ero impiegato come character designer alla SNK, e Yasuda che lavorava per la Capcom per noi era un idolo. Ho studiato come caratterizzare i miei design da Yasuda, ma messo accanto al G-Self di Yasuda realizzo quanto il mio lavoro sia inferiore.
Yasuda: La bellezza è nell’occhio di chi guarda. A me piace. Come silhouette è certamente debole, ma se guardi nel dettaglio ha molti spunti di interesse. Credo che ciò che rende stilosi i design di Gyoubu risieda in questi dettagli, ad esempio la parte superiore della testa diventa il punto focale, rende vitale il design. L’idea che avevo riguardo la creazione dei personaggi per i videogiochi risiedeva nella vecchia mentalità secondo la quale bastava creare un design accattivante per fare tutti contenti, ma nei videogiochi moderni il dettaglio di Gyoubu è una forza. E’ una capacità che io ad esempio non ho. Guarda ad esempio l’asimmetricità di quest’antenna. E’ qualcosa a cui io non riuscirei mai a pensare, quindi mi entusiasma.
Gyoubu: Quindi a te sembra un buon lavoro?
Yasuda:
Puoi interpretarlo come vuoi, ma questa antenna piegata dà l’impressione di un’evoluzione, ed è perfettamente bilanciata all’interno della silhouette, non trovi?
Gyoubu: Devi aver prestato attenzione a queste cose perchè ti sei occupato di consolidare l’aspetto dei vari eserciti. Io non sono capace di fare una cosa del genere, e quando ad esempio, il Catsith è stato assegnato all’esercito di Capital mi chiesi se non avrei dovuto rendermene conto da solo. Col Mac Knife che ricopriva il ruolo del mezzo più potente di Capital abbiamo completato l’esercito dei GM mostruosi.

Ho sentito che il design del Grimoire è stato completato con l’aiuto di Yasuda.
Gyoubu:
Il Grimoire è stato il primo mezzo revisionato da Yasuda, è stata una vera lezione.
Yasuda: Non ho partecipato solo io, anche Tomino ad esempio ne ha ridisegnato la testa, rinforzarne il design è stato una sorta di collaborazione comune.
Gyoubu: Ero davvero preoccupato che non se ne cavasse un ragno dal buco. Tomino voleva renderlo più mostruoso, tipo Saibaman. Quindi gli ha ingrandito la testa.
Yasuda: Credo che tutti si aspettassero che sarebbe diventato il nuovo Zaku. Mi sembrava somigliasse ad un membro delle forze speciali, e aveva questo vibe da Zaku, quindi l’ho assegnato subito all’esercito di Ameria.
Gyoubu: E’ come dici, disegnandolo ho pensato all’equipaggiamento militare delle forze speciali. E il giubbetto da artificiere gli dà questo aspetto da zio ciccione. Ero molto preoccupato mentre mostravo il design definitivo.
Yasuda: Non è semplicemente buono, il Grimoire è proprio figo.

Siete stati consapevoli di star lavorando su design di Gundam?
Yasuda:
La mia idea è che si trattasse di un gadget per adulti. Di un gioco che tra vent’anni sarà ancora bello. Gundam si sta sviluppando nei contenuti, quindi se ne svilupperanno anche altri aspetti, no? Come il Hi-Nu Gundam nasce dal Nu Gundam. E nei gunpla viene offerto un ulteriore rinnovo. Come nel Loto di Gundam UC c’è l’idea del vecchio Guntank. E’ necessario per i nuovi sviluppi della storia, e se capisci cosa intende Tomino con la volontà “creare qualcosa di nuovo”, è necessario che G-Reco ricopra questo ruolo di capostipite e produca una nuova genealogia.
Gyoubu: E’ stata la mia prima esperienza come mecha-designer, quindi per me si trattava più che altro di una sfida. Alla fine si è rivelato un lavoro che ha lasciato il segno. Uno non è consapevole di cosa stia disegnando, ma come dice Yasuda, quando ho completato il design del Grimoire ho avuto l’impressione di aver creato qualcosa di completamente nuovo. Un pò come l’aria che si respirava durante l’uscita di Z Gundam.
Yasuda: Esattamente. Che bei tempi, quelli.
Gyoubu: Tutti dicevano quanto facesse schifo, ed eravamo felici di arrabbiarci.
Yasuda: Ero arrabbiatissimo. E al tempo stesso pensavo, “Che figo l’Hi-Zack!” 😄 Eravamo felici di lamentarci di come avessero rovinato il design originale dello Zaku.
Gyoubu: E adesso quel design è diventato un pò lo standard, vero? Anche G-Reco ha la possibilità di creare nuovi standard, e sono felice che il mio primo lavoro come mecha-designer sia potuto essere per una serie del genere.

Gli occhi del G-Self e come creare espressioni umane nelle macchine

Nella versione cinematografica gli occhi del G-Self sono stati più dettagliati, cosa ne pensa Yasuda?
Yasuda:
Penso sia fantastico. Anche io sono del parere che gli occhi siano assolutamente necessari. I robot sono macchine, ma hanno anche una forma umana, pur non essendo umani, no? Quando un robot viene distrutto, mi vengono le lacrime agli occhi. La cosa bella dei robot è quest’ambiguità secondo la quale non sai se ti ha salvato perchè prova qualcosa per te o semplicemente perchè ha risposto ad un programma. E credo che aggiungere gli occhi in questo senso sia ottimo.
Gyoubu: Mi viene sempre da piangere quando sento la sigla di Great Mazinger . Credo sia una sensazione simile.
Yasuda: Great Mazinger è eccezionale, vero? O gli ultimi episodi di Giant Robo. O l’attesa di Amuro dopo l’esplosione. E’ naturale che parlando di questo argomento ci vengano in mente scene simili.

Gli occhi della versione cinematografica sono stati disegnati da Yasuda?
Yasuda:
Esatto. Un giorno ho ricevuto una chiamata in proposito. Ho pensato che sarebbe stata differente da una videocamera meccanica, quindi ho immaginato una futuristica videocamera digitale a forma di occhio.

Nel video sembra una creatura vivente.
Yasuda:
Credi? Io ancora non ho avuto occasione di vedere il film in anteprima!
Gyoubu: Vale lo stesso per me.

Il G-Self nel film sembra avere delle espressioni facciali, appare totalmente differente da quello della serie TV. Lasciate che vi mostri...
Yasuda:
...Capisco. Con il solo dettaglio degli occhi la resa è totalmente cambiata, c’è molta più densità sul viso. Sembra quasi una sorta di effetto speciale dell’animazione. Qualcosa di davvero innovativo.
Gyoubu: I miei occhi sono attratti dal viso del G-Self. Anche le scene di combattimento sono state notevolmente migliorate.

Non solo le scene di combattimento, i movimenti di camera sono più fluidi, le immagini dell’intera storia risplendono sul grande schermo.
Gyoubu:
Non vedo l’ora di vederlo al cinema.
E infine, diteci come è essere nuovamente coinvolti in “G-Reco”.
Yasuda:
quando si tratta di affrontare un lavoro in cui sono stato coinvolto in prima persona, mi serve davvero molto coraggio per rapportarmici. Soprattutto durante la serie TV, notavo subito tutti i difetti del caso durante la trasmissione, e non potevo fare a meno di sentirmi responsabile. Lo stesso è valso per Code Geass. Aspetto con ansia l’uscita del film, ma ripensando alla serie TV non posso far a meno di sentire il bisogno di scusarmi 😅
Gyoubu: Per quanto mi riguarda sono estremamente affezionato alla serie TV. Quello che immaginavo disegnando ha poi preso forma nei gunpla. Ancor prima che fosse chiamato G-Reco, sapevo già che sarebbe stato un punto cruciale della mia vita. Sarà da persona poco matura, ma non ne perdevo un episodio guardandolo con tutta la famiglia. Ho avuto anche la fortuna di poter vedere molti dei miei design animati, per me è stata una vera festa.
Certo quando vedo le pile di gunpla invenduti nei negozi mi sento responsabile, ma è stato un lavoro che ho amato e che resterà indelebile nel mio cuore per gli anni a venire. Non vedo l’ora di vedere i lungometraggi.

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