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New Generation Gundam Manga - Un Approfondimento su "Gundam BURAI" e "HG ni Koisuru Futari"

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Vi dico la verità, volevo aggiungere questi due lavori nel Database del sito tra le "Serie Minori" per quanto mi piacciono, ma visto che la loro produzione è ancora all'inizio, per ora mi limito a proporvene un articolo divulgativo per aiutarvi a inquadrarli, insieme al loro contesto, all'interno della rivista Gundam Ace.
Oltre a parlarvi di questi due lavori quindi, spenderò qualche parola per quelli che ne costituiscono gli interessanti precedenti, e come nonostante questi, Gundam BURAI e HG ni Koisuru Futari riescano comunque a brillare di luce propria.

La "zona grigia" dell'editoria gundamica

Quando si parla di "canon gundamico", vista la mole spropositata di materiale, spesso neanche tanto accessibile per i giapponesi stessi, la Banrise classifica il materiale in tre livelli di "ufficialità": "bianco" è il materiale canonico animato, "grigio", tutto ciò che non è animato, e "nero", le vere e proprie menzogne (ad esempio, il videogioco Gihren's Greed, per la sua natura di "What If").
L'enorme quantità di manga, inclusiva di side-stories più o meno legittime, è quindi generalmente categorizzata nel livello "grigio". Con questo stratagemma, la Bandai prima e la Kadokawa dopo, si è garantita un certo margine di spregiudicatezza editoriale, soprattutto tra gli anni '80 e '90, con l'uscita delle prime riviste che trattavano e pubblicavano materiale gundamico originale.
Molti di questi manga, inizialmente pubblicati su testate come Comic Bom Bom, B-CLUB o Cyber Comix prendevano infatti l'Universal Century o alcuni eventi narrati negli anime come "pretesti" per dare vita a nuove porzioni di storie originali, remake più o meno spudorati, ma anche per spostarne le suggestioni nella "vita reale", come nel caso di Plamo Kyoshiro o Gundam ALIVE, con la scusa dei gunpla o degli universi paralleli e i viaggi nel tempo.
Questa tradizione sarà abbracciata da Gundam Ace che a partire dal 2001 inizierà a celebrare tutte le sfumature di Gundam, facendosi erede e timoniere di quell'approccio disinvolto del passato, con forse un cipiglio un pò meno iconoclasta, però.

Per Approfondire:

Gundam tra le Righe
Quando l'Universal Century diventa Alternativo


"Giapponismo" e "Slice of Life", i precedenti

Gundam BURAI (機動戦史ガンダム武頼) e HG ni Koisuru Futari (HGに恋するふたり) esordiscono sul numero 209 di Gundam Ace nel Novembre 2019 con la dicitura "Gundam Ace New Generation": il riferimento è all'età degli autori e al loro approccio al mondo di Gundam, interpretati come una "nuova generazione" sia a livello demografico che di contenuti.
Mentre gli altri titoli presentati successivamente sotto questa bandiera, a mio avviso, lasceranno molto a desiderare per originalità e tematiche affrontate (tanto per riepilogare, parliamo di Gunmodoki di Shunpei Kawasaki, Arasa OL Haman-sama di Masakazu Iwasaki, Ral Meshi di Kazuya Tani e il romanzo Tenseisaki de Kycilia Yattemasu di Tsukiji Toshihiko), è interessante notare come i temi trattati in questi due nuovi manga, pur non essendo completamente originali nella lunga "storia grigia" dei manga gundamici, costituiscano comunque una ventata di aria fresca.

Indagando su eventuali precedenti e "antenati" cartacei, per quanto riguarda Gundam BURAI, viene subito da pensare a G no Kagenin (Gの影忍, 1988).
In G no Kagenin siamo nell'Universal Century, dove, dietro le quinte delle battaglie canoniche, aleggiano gli interventi dei "Mobile Ninja"; in questo manga creato da Koyama Mutou per le pagine di Cyber Comix, seguiamo le avventure di Ryoga, detto "G", a bordo del suo Gundam nero, ed i suoi scontri fatti di jutsu e tecniche segrete da carpire o proteggere. Un altro esempio calzante in questo senso può essere rappresentato dal breve OH!! Edo Gundam Karakuri Emaki (OH!!江戸がんだむからくり絵巻, 2009) di Yukio Imamoto, pubblicato su Gundam Ace, in cui gli eventi dell'Universal Century vengono ambientati nell'epoca Edo, con tutta l'iconografia del caso... Parlo insomma di "giapponismo" (un pò a sproposito, lo ammetto!) nel momento in cui viene abbandonata l'ambientazione strettamente fantascientifica "universalista" di Gundam per immergerci in suggestioni prettamente giapponesizzanti, con samurai, ninja e appeal da jidaigeki-- Che pur senza tirare in ballo le katane di Gundam SEED ASTRAY sappiamo essere un'attrattiva troppo potente per i giapponesi.

Parlando di HG ni Koisuru Futari il discorso si fa un tantino più complicato. Di primo acchitto, la serie sembra essere uno "slice of life" al femminile, e il primo lavoro che salta alla mente è sicuramente Gunota no Onna (ガンオタの女, 2006), realizzato da Uroaki Sabishi e pubblicato su Gundam Ace. Utsuki è infatti una office lady con una passione sfegatata per Gundam e Char Aznable, con cui spesso si identifica. Questa serie ha però più i caratteri della "parodia", farcita di citazioni fin troppo palesi, e poco del carattere "quotidiano" tipico di HG --A ben guardare insomma, non sembrano esistere manga che offrono uno spaccato realistico del fandom gundamico che non sfocino nella gag, quindi si tratta di un lavoro più unico che raro. L'idea probabilmente deriva dal fatto che questo genere di produzioni non si adattavano al target originale della rivista, ma negli ultimi anni, serie come Gundam SEED, Gundam 00 e Iron-blooded Orphans hanno probabilmente legittimato agli occhi degli editori la consistenza e importanza della porzione femminile del fandom gundamico, e il progressivo "invecchiamento" dei fan ha iniziato a far prendere in considerazione anche altre serie come "iconiche". --E certo, tra un pò erigeranno un Freedom Gundam a Shanghai, pure quello conta.


"Gundam BURAI", un "G Gundam" in chiave "Musha"

Sin dall'esordio della sua pubblicazione, questo manga ha subito ricordato le dinamiche dell'anime G Gundam, con i protagonisti alla ricerca della verità dopo la morte dei famigliari, nel contesto di un torneo di arti marziali, il Sankin Koutai, che in molti vedono come un tentativo di riscatto, poichè il vincitore può chiedere qualunque cosa allo shogun. Anche il sistema di pilotaggio dei tekki ("macchina d'acciaio") ricorda molto il Trace System dei Mobile Fighter, col pilota connesso sensorialmente al suo modello.
Un'altra serie che è impossibile non citare tra le fonti di ispirazione, è sicuramente la saga di SD Gundam Sengokuden, che con i suoi "Musha Gundam" ci trasporta direttamente nell'epoca Sengoku, trasformando i nostri modelli preferiti in veri e propri guerrieri armati di tutto punto.
L'originalità sta certamente nell'ambientazione, un periodo Edo parallelo in cui le sorti in battaglia sono decise dall'impiego delle "macchine d'acciaio", tra i quali spicca il leggendario "Gundam"-- A questo si aggiunge il mecha-design decisamente particolare di Yugo Moroboshi, che si allontana di molto dal canone gundamico classico per regalarci modelli dal design tondeggiante e aggressivo, con qualche elemento nonsense e animalesco decisamente sfizioso.

Protagonisti:

Kotetsu Kisaragi
E' il protagonista del nostro racconto, un samurai del clan Amahodo ormai dissolto per tradimento.
E' un ragazzo di poche parole, ma audace e sfrontato; viene coinvolto in varie situazioni a causa della sua incapacità di passare sopra le ingiustizie che lo porteranno a stringere importanti amicizie, tra cui quella con Suzuno, la figlia di un fabbro del villaggio Oouchi, che gli parlerà per la prima volta del "Gundam" e in seguito farà da meccanico per il suo tekki durante il torneo.
Legato al padre di Chiyo, suo signore, Kotetsu prende parte al torneo in vece del clan Amahodo a bordo del "Burai" (in seguito ribattezzato "Gundam Burai") , il tekki affidatogli dall'uomo.

Chiyo Amahodo
Unica sopravvissuta all'eccidio del clan Amahodo grazie alla protezione del vassallo Kenzo Marumori e dei fratelli ninja Shiroboshi e Kuroboshi, l'obiettivo di Chiyo è ristabilire il buon nome della sua famiglia e scoprire la verità dietro il suo sterminio; ufficialmente infatti, il padre e il fratello di Chiyo fecero seppuku dopo che il loro piano di ribellarsi allo shogunato venne scoperto dalle autorità, ma in realtà Chiyo ben ricorda l'intervento di un gruppo di assassini incappucciati e di un tekki misterioso che rasero al suolo il loro castello.
La ragazza cerca di equilibrare l'irruenza del suo carattere con il suo ruolo di "principessa" e i valori insegnatole dal padre, in virtù del passato prestigio del suo clan.

Danjuro Raibu
Impresario e attore principale della compagnia di kabuki "Raibuki", gira per l'isola presentando il suo spettacolo che fa uso di tekki narrando le gesta di "Fudomaru", un leggendario samurai della grande guerra che seguiva la "Via del Gundam" che Kotetsu scopre coincidere con gli ideali insegnatogli dal padre di Chiyo.
Affabile e intraprendente, dopo essere stato aiutato da Kotetsu accetta volentieri la richiesta di Chiyo di aiutarli a trasportare il Burai fino ad Edo per il torneo senza dare nell'occhio.
Danjuro, pur essendo un attore, si rivela anche un combattente più che dignitoso; il suo tekki si chiama "Fudomaru", come il leggendario eroe, che viene suggerito avere un legame col ragazzo (che sembra nascondere un sacco di cosette!).

Sozen Tokugou
E' l'attuale shogun. Il clan Tokugou si impose nella grande guerra grazie all'utilizzo dei tekki, e da allora è fondamentale che i clan che supportino lo shogunato ne siano in possesso; il torneo di Edo a cui sono obbligati a partecipare ha la funzione di permettere ai samurai di mostrare la loro abilità nelle arti marziali.
Secondo l'etica dei Tokugou, per essere capi di un clan bisogna infatti dimostrare la propria supremazia militare, fondamento dello shogunato.
Pur essendo un uomo rigido e violento, sembra intrigato dalla veemenza di Chiyo ed affascinato dal carattere di Kotetsu, quindi permette al clan Amahodo di partecipare al Sankin Koutai per ristabilire il proprio buon nome.



Ikaruga del Vuoto
E' uno dei "Quattro Re Celesti", guerrieri di prima classe al servizio dei Tokugou.
Sembra ossessionato dal Burai perchè lo identifica come un "Gundam", che detesta perchè causa della rovina della sua famiglia.
I Re Celesti indossano una maschera mentre pilotano i loro tekki, ma Ikaruga la porta sempre sul volto, identificandolo col nostro "Char" del caso.
Insieme a Tsuzura del Velo è uno dei Re Celesti che si sono uniti alla formazione in tempi più recenti, quindi non si sa molto su di lui, a parte, ovviamente, che si tratta di un guerriero eccezionale.
--Io sono piuttosto convinta che si tratti del fratello maggiore di Chiyo dato per morto.

--Aldilà del torneo con i suoi numerosi design original di tekki (che recentemente sono stati contribuiti anche dai lettori attraverso un contest svoltosi lo scorso anno online), anche la storia è molto intrigante grazie a un paio di sottotrame niente male, seppur nella loro semplicità, legate al passato dei personaggi.
La narrazione di Kazuma Isobe, che abbiamo imparato ad apprezzare nella riduzione manga di Gundam Iron-blooded Orphans, è dinamica e vivace, un vero e proprio spettacolo per gli occhi.
Parlando degli IBO, mi viene un pò difficile trattenermi da un altro paio di citazioni più o meno volontarie dell'autore-- Una è senza dubbio il personaggio di Chiyo, che pur essendo più sanguigno, ricorda molto quello di Kudelia, non solo nello styling ma anche nella determinazione di perseguire il suo obiettivo, nonostante la sua ingenuità. Un'altra citazione appare nelle note dell'autore a fine volume, sotto forma di intervento del pittore Manji (l'autore dei dipinti e manifesti che si vedono durante tutto il manga), che spiegando l'origine dei tekki, dice che sono stati semplicemente scavati da sottoterra e che probabilmente appartenevano ad un periodo della storia passata in cui avevano combattuto contro dei mostri-- Sì, il riferimento più immediato è certamente quello a Turn A Gundam con i suoi Mountain Cycle, ma la scena porta alla memoria anche lo scavo del Gundam Flauros e del Hashmal su Marte. Un altro spunto interessante è quello dei mobile suit come armi risolutive di un'antica battaglia, poi erti a simbolo di specifici clan, come nel caso del Gjallarhorn, che ricorda molto le dinamiche del clan Tokugou. Come ammette lo stesso Isobe, "non si può creare una storia di Gundam dal nulla", citazioni e riferimenti sono sempre necessari, l'importante è l'uso che se ne riesce a fare, e devo dire, quello di Isobe è senz'altro eccellente.

Cosette da mettere in evidenza:

L'appeal storico è decisamente uno dei punti vincenti di questo manga, soprattutto per come suggestioni mecha e gundamiche vengano adattate all'epoca dei samurai. In questa scena, la troupe di Danjuro aiuta il clan Amahodo a far "passare inosservato" il Burai durante il viaggio per Edo-- Mettendolo proprio in bella mostra∼!
--Tra l'altro quanto è evidente che la corazza del Fudomaru è un "travestimento" e sotto si cela proprio un altro Gundam? Già mi immagino il "corno" che si apre stille Unicorn--!

Il metodo di pilotaggio dei tekki ricorda molto il Trace System di G Gundam. Il pilota "attiva" il suo mecha grazie ad una "chiave" (nel caso di Kotetsu si tratta di una spada corta), e quindi si procede al "rituale" che permette al tekki di imitare i movimenti del suo pilota. Notare come anche le armi impugnate dal tekki vengano suggerite nel cockpit con un fascio di energia che ne riprende la forma nella realtà.

Come in Turn A Gundam o Iron-blooded Orphans, si fa intuire al lettore che i tekki siano l'eredità di una civiltà passata tecnologicamente molto avanzata, quindi molte spiegazioni sull'origine o il funzionamento di questi modelli rimane oscuro ai suoi utenti come a noi lettori. Anche nell'universo di Burai, i tekki vengono "scoperti" grazie a degli scavi, e la loro origine è legata a leggende e miti.


"HG no Koisuru Futari", alzi la mano chi è "fan di Gundam"!

L'incredibile novità e particolarità di questa serie è che si tratta di un semplice "slice of life" che poggia il suo fondamento sul realismo e la quotidianità dei personaggi. Questo genere di manga sono una vera rarità in Gundam Ace, che cerca di mantenere un approccio più "shonen" nelle sue produzioni, e difficilmente si indirizza a un pubblico più maturo con questo genere.
A torto infatti, si potrebbe categorizzare HG ni Koisuru Futari come un "manga per donne", ma in realtà in questa serie con c'è mai una cesura tra "il modo di sentire Gundam" tra pubblico femminile e pubblico maschile, anzi. Donne e uomini vivono la loro passione nello stesso identico modo, con serie preferite, personaggi preferiti e gunpla.
Il tono pacato ed intimista utilizzato dall'autrice, Makoto Kudo, fa riferimento a sensazioni e situazioni dal sapore biografico con cui è facile empatizzare, e l'ambientazione, priva delle solite caratteristiche parodiche, dà l'opportunità al lettore di confrontarsi a volto scoperto con i temi sollevati dal lavoro.
Da questo punto di vista, da GLORIFICARE l'idea di unire il vissuto dei personaggi ad una serie che non fosse il solito Gundam storico; la scelta di Gundam SEED risulta carica di significato, sia per la sua qualità di "spartiacque generazionale", sia per la popolarità che tuttora suggerisce questa serie, una delle poche ad aver attiratto l'attenzione anche di chi all'epoca non era fan di Gundam grazie all'attualità dei suoi temi e il suo approccio moderno all'animazione.

Protagoniste:

Sayaka Kanzaki
La nostra protagonista, Sayaka è un'impiegata trentenne che ama Gundam, ma non ha mai potuto godersi il suo fandom come si deve.
La sua serie preferita è Gundam SEED e il suo personaggio preferito, con cui da studentessa sentiva una forte empatia, Shinn Asuka. Il suo mecha preferito è lo Strike Gundam. Vista la "brutta fama" di Shinn e il suo particolare interesse specifico per i mecha, non è mai riuscita a condividere la sua passione neanche quando SEED era sulla bocca di tutti, quindi ancora soffre per la frustrazione provata da ragazza.
La sua vita (o almeno, il suo tempo libero!) prenderà una svolta inaspettata quando incontrerà Sora, che grazie al mondo dei gunpla le permetterà di rivivere le passioni e i ricordi da lungo repressi e creare nuove esperienze in questo senso.

Sora Takamiya
Studentessa delle superiori, Sora è una fan di Gundam e una modellista appassionata. Durante un incontro occasionale conosce Sayaka e cerca subito di farci amicizia, coinvolgendola nei suoi hobby dopo aver capito che è anche lei una fan di Gundam.
Vivace e solare vive le sue passioni con entusiasmo, e il suo carattere estroverso e diretto è un toccasana per chi le si avvicina.
La sua serie preferita è Gundam SEED DESTINY e il suo mecha preferito è l'Impulse Gundam, tanto che sui social il suo nickname è associato al numero di serie di questo modello.
Suo fratello maggiore ha un negozio di gunpla che Sora e Sayaka utilizzano come "base" per costruire i loro gunpla quando si ritrovano insieme.

Momoka
Nota come "MOMO", è un'abile e popolare modellista, costretta però a nascondere il suo hobby per uniformarsi alle sue amiche e per evitare la disapprovazione della madre.
Momoka è la classica "tsundere", che nasconde la sua sensibilità dietro un atteggiamento duro e caustico, e la sua incapacità di rivelare i suoi veri sentimenti la porta spesso ad essere fraintesa.
Sora è una grande fan del lavoro di MOMO, di cui segue religiosamente gli aggiornamenti sui social, e dopo averla incontrata ad un'esibizione con Sayaka, le tre stringono amicizia.
Momoko quindi si offrirà (con apparente recalcitranza) di insegnare qualche tecnica alle sue due nuove amiche di gunpla.

Questo dell'"incontro generazionale" è quindi il tema principale di HG. Sayaka, un'impiegata trentenne, e Sora, una studentessa sedicenne, riescono a trovarsi sulla stessa lunghezza d'onda, a condividere esperienze di vita e hobby grazie all'intergenerazionalità di Gundam. Laddove infatti vecchi e nuovi fan trovano sempre più punti di scontro, che sia sui contenuti delle serie che sull'approccio al modellismo, HG dimostra che è invece piuttosto facile andare d'accordo, quando l'obiettivo diventa usufruire di un prodotto per il suo valore "intrattenitivo" piuttosto che come paragone con ciò che è venuto prima, a prescindere considerato "migliore"-- HG tiene il punto sul fatto che tutti, a tutte le età, di ogni genere, abbiamo avuto le nostre esperienze gundamiche, tutti abbiamo nostalgia della nostra infanzia, quindi i gusti sono tutti legittimamente validi, nel momento in cui diventano esperienza di vita-- Ma anche che non è mai "troppo tardi" per avvicinarsi ad una serie o ad un hobby se non ne abbiamo avuto la possibilità "quando avremmo dovuto".
Il fatto che per arrivare a questo messaggio, l'autrice si avvalga dei gunpla non è sbagliato: alla base della storia c'è sempre e comunque un legame con una serie, ma vi trova spazio un personaggio come Sakura, che ha seguito con interesse Iron-blooded Orphans in TV ma non ha mai sentito il bisogno di costruire un gunpla, così come Momoka, che invece si focalizza sulla costruzione e la customizzazione dei modelli anche se slegati alle serie, sottolineando la facilità con cui ci si può avvicinare al nuovo hobby. E' evidente che il tentativo di HG è quello di ampliare e legittimare quante più categorie possibili rientrano nel concetto di "fan di Gundam", utilizzando il modellismo come pretesto.

Cosette da mettere in evidenza:

Uno dei punti di forza di questo manga è la natura intimista e pacata tipica del genere slice of life. Sayaka si confronta quotidianamente con la routine lavorativa, e anche quando incontra colleghi con i suoi stessi interessi la necessità di "non esporsi troppo" per evitare di essere "giudicata male" la costringe alla frustrazione.
Solitamente nei manga dal sapore "autobiografico" di questo genere, gli autori non possono fare a meno di buttarla sulla gag e la parodia, gettando nel calderone improbabili travestimenti e citazioni a raffica, qui invece si predilige la rappresentazione della quotidianità e di puntare sulle emozioni dei personaggi con più introspezione.

Il racconto è puntellato dai ricordi di Sayaka, che sollecitati dalla vita di tutti i giorni riportano la protagonista alla sua passione per Gundam: dai primi modelli che le fu proibito comprare da bambina perchè "non sono cose per te", all'emozione del vedere l'attivazione dello Strike nell'anime, passando per l'empatia provata col personaggio di Shinn, un adolescente frustrato e arrabbiato proprio come lei.

Croce e delizia delle nostre protagoniste, ovviamente anche i gunpla godono di tutta l'attenzione necessaria suggerita dal titolo, ma è bello notare come i gunpla in quanto tali alla fine non siano il vero fulcro del racconto, ma il semplice pretesto che mette in moto gli avvenimenti poi narrati--
L'autrice nelle sue tavole prende come riferimento modelli "reali" postati dai loro autori sul web. Su Twitter è facile risalirvi perchè la stessa autrice sul suo account condivide le sue fonti di ispirazione-- Comunque immagino che la ripresa dei modelli sia concordata, eh!

In conclusione, spero proprio di vedere altre nuove serie che seguano questi nuovi approcci alla mitologia gundamica. Side-stories e remake sono sempre divertenti da leggere, ma ogni tanto serve davvero un pò di "sangue nuovo" in questo nostro fandom-- E perchè non iniziare ad immetterlo proprio "alla fonte", per vedere cos'ha da raccontarci..?

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