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Quando l'Universal Century diventa Alternativo

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Si è soliti far partire la nascita degli "Universi Alternativi" con l'acquisizione della Sunrise da parte della Bandai nel 1994 e quindi la trasmissione di G Gundam a festeggiare i primi quindici anni del franchising.
In realtà l'impressione che l'Universal Century "come lo conosciamo" stesse un pò stretto a vari creativi nipponici è un sintomo di lunga data, che ha dato vita a "deviazioni" più o meno eclatanti nel corso degli anni.

Cannoneggiando il Canon

In prima fila tra questi irrispettosi facinorosi troviamo proprio lui, il "papà di Gundam", l'inossidabile Yoshiyuki Tomino.
Sul fatto che il romanzo Mobile Suit Gundam pubblicato praticamente a cavallo della conclusione della serie televisiva e il rilascio della trilogia cinematografica sia una riscrittura molto personale ed "autoriale" del "First Gundam", con tanto di finale a sorpresa che vede la morte di Amuro, ci sono davvero pochi dubbi.
A prescindere dal merito di alcune scelte, insomma, molti dettagli indicano la lucida volontà di "riappropriarsi" di ciò che tecnicamente la Sunrise ha scritto nella pietra. Tuttavia, l'iniziativa di Tomino non venne presa poi così male, visto che la Sunrise ha da sempre somministrato ai suoi spettatori la formula chiarificatrice del "Tutto ciò che è animato è Canon", facendo cadere nel "capriccio autoriale" molta della produzione cartacea parallela che andremo a rovistare tra poco.

La copertina del primo volume di Gaia Gear edito dalla Kadokawa. In copertina Affranchi Char ed Everly Kai, la sua compagna, inquietantemente simile a Lalah.

Nell'Aprile del 1987 Tomino esordisce con un lavoro originale sulla rivista Newtype, il romanzo Gaia Gear.
In questo nuovo secolo dell'Universal Century, ci troviamo infatti nel U.C. 203, gli anni passano ma le solite suggestioni restano, così ritroviamo Char in una sua versione "clonata e rinnovata" a capo di un redivivo Zeon in perpetua battaglia contro una Federazione sempre più brutta e cattiva. Quello che però si presenta come un ampliamento di un universo un pò tribolato, in realtà è un'ulteriore riscrittura alternativa: durante la Guerra di Un Anno narrata nel romanzo, infatti, il celebre "colony drop" dell'Operazione British non danneggia l'Australia, ma colpisce in pieno la città di Parigi, ora occupata da un lago; inoltre, pur reiterando la fisica Minovsky si abbandonano i "mobile suit" e i "Gundam" a favore delle inedite "man machine", descritte sia come anticaglie di un passato remoto che come l'apoteosi della tecnologia dell'U.C. a seconda del modello coinvolto.
Nel 1992 il lavoro sarà tradotto in uno sceneggiato radio (ri)scritto da Akinori Endo e prodotto proprio dalla vituperata Bandai.

Un altro caso emblematico in questo senso è da ritrovare nella genesi de Il Contrattacco di Char, che come sapete esordì sulla rivista Animage nel Maggio del 1987 col titolo di High Streamer. Alla notizia dell'interesse della Sunrise ad animarlo il buon Tomino sfornò immediatamente la versione Beltorchika Children, che fu però ignorata dalla Sunrise che riaggiustò la trama originale in ciò che noi conosciamo oggi.
Ci piace immaginare il buon Tomino un pò indispettito, quindi, quando nel 1989 pubblica il romanzo Hathaway's Flash sulla collana Sneaker Bunko della Kadokawa. Ambientato nel U.C. 0105, si pone come sequel diretto non dell'anime canonico della Sunrise, ma del suo romanzo originariamente rifiutato, Beltorchika Children: il pretesto che infatti trasforma Hathaway nel terrorista Mufti è da ritrovare nell'uccisione di Quess per sua mano, piuttosto che nell'intervento di Chan Agi, che nei romanzi di Tomino non esiste.
Visto il recente annuncio di un'animazione di Hathaway da parte della Sunrise, ci chiediamo quali nuovi compromessi cicceranno fuori nel nome del canon.

Ma la riscrittura dell'Universal Century non è solo cosa di Tomino.
Nel 1988 la Bandai lancia una rivista di fumetti dedicata al genere robotico, dove naturalmente fioriscono spontanei omaggi vari dedicati proprio a Gundam, parliamo di Cyber Comix.

Sulla copertina del volume di Outer Gundam capeggia il RX-79EX-1 creato da Matsuura, protagonista di questo Universal Century alternativo.
E prima che partiate con il classico "Buuuh, Bandai ed i suoi pupazziii, certo che a loro non frega niente del canon!" pensate che la testata diede spazio anche al buon Kazuhisa Kondo, che potè iniziarvi la pubblicazione del suo Mobile Suit Gundam 0079, così come a Rei Nakahara, che vi partecipò con Gundam F90 che nel 1990 avrebbe poi fatto da ponte tra gli eventi de Il Contrattacco di Char e Gundam F91.
Insomma, si trattava di una rivista che dava la possibilità a personaggi dell'enstablishment dell'animazione come a perfetti sconosciuti di dire la propria su serie popolari, l'importante è che avessero una bella storia da raccontare.
Tra questi perfetti sconosciuti, dobbiamo citare per forza di cose Masafumi Matsuura, che nel 1988 esordiva con quella che si può considerare come la prima, vera narrazione alternativa della Guerra di Un Anno con Outer Gundam.
La storia di Matsuura lascia perdere l'emozionante viaggio della Base Bianca e si avvicina molto alle tematiche di Gundam 0083, raccontando la rivalità tra gli scienziati dietro lo sviluppo dei mobile suits e come questo abbia plasmato la tecnologia dell'Universal Century ed il corso degli eventi, trascinando con se la vita di piloti, soldati e civili.
Imperterrito, Matsuura continuerà con lo sviluppo di questo suo personale Universal Century, stavolta sulla rivista MS Saga, proseguendo con Gundam Moon Crisis (che ricorda tanto-tanto Gundam Unicorn e per alcune lamentele in questo senso Matsuura sembra essersi guadagnato una sorta di damnatio memoriae da Bandai e Kadokawa), che vede Mineva Lao Zabi coinvolta suo malgrado in un complotto planetario, e Gundam Reon, che segue le avventure della trasportatrice Ruby.

L'esempio portato da Matsuura per la giustificazione dei suoi lavori tira in ballo il mondo dei comics americani, dove vari autori possono appropriarsi di una serie o di un personaggio per creare la loro propria visione di quell'universo. Siamo ancora negli anni '80, e il canone della Sunrise stava già stretto a un bel pò di gente.

Sperimentando lo Sperimentabile

La rivista Comic Bom Bom, destinata ad un pubblico di bambini, nasce nel 1981 sulla scia del successo di Gundam, allora alla sua proiezione cinematografica. L'intenzione sarebbe stata far esordire sui primi numeri proprio un adattamento dei film, ma non si riuscì a trovare un accordo in questo senso, quindi non se ne fece niente. Ci mise però il solito zampino la Bandai, che raccogliendo sotto la sua bandiera alcune tra le autorità del mondo modellistico, accampò sulle pagine della rivista quel piccolo miracolo che fu Plamo Kyoshiro.
Oltre ad essere il precursore dell'universo Gundam Build infatti, Plamo Kyoshiro è considerata la prima serie ambientata in un Universo Alternativo di Gundam, anche se alla fine si tratta dei "giorni nostri", più che di una timeline alternativa vera e propria.

La copertina dell'ultima ristampa di G no Kagenin illustrata da Takayuki Yanase.

In effetti, prima dell'esordio di G Gundam, ci si limitava a riscritture degli eventi della Guerra di un Anno, come abbiamo visto, incursioni in un Universal Century alternativo che però era sempre Universal Century, alla fin fine.
Tuttavia, la voglia di sperimentare c'è ed è innegabile, e proprio come Gundam stesso è una commistione tra il genere robotico e il realismo drammatico di una space opera, così alcuni autori cercano di mescolare Gundam ad altri generi, naturalmente col semplice scopo del diletto personale più che della protesta verso un canone già abbastanza travagliato.

Se molti di voi non riescono a capacitarsi da dove salti fuori l'idea dietro G Gundam e l'unica risposta che trovano è guardare, a ragione, verso Street Fighters che proprio nello stesso periodo si guadagnava un adattamento animato, l'invito è di sfogliare il numero del Giugno 1988 del solito Cyber Comix, dove esordisce Motoo Koyama con G no Kagenin. La side-story, ambientata tra la Guerra di Un Anno e il Contrattacco di Char segue le avventure di Ryouga a bordo del suo Gundam nero, sulle tracce dei temibili "mobile ninja" su ordine federale. Il vibe della storia è un mix tra una serie Build, con customizzazioni sfrenate, e il concept delle arti marziali con l'atmosfera "hot-blooded" che saranno principi nel successivo G Gundam.

Se l'idea di ninja e Gundam vi sembra strana ma ancora accettabile, eccovi Blaster Mari, ovvero Gundam che incontra il mondo delle maghette.

La copertina di un numero di Cyber Comix dedicata a Blaster Mari.
Pubblicato sempre su Cyber Comix a partire dal 1989 e disegnato da Kei Ikeda, anche questa parodia è ambientata durante la Guerra di Un Anno e segue le avventure di Mariko Starmine, figlia di un ufficiale zeonico, in grado di trasformarsi nell'ace pilot Mari grazie a un magico battipanni regalatole da Char durante un incontro fortuito.
Sia G no Kagenin che Blaster Mari nonostante siano naturalmente produzioni di nicchia, hanno un posto nel cuore degli appassionati, come dimostrano non solo le autoproduzioni in proposito, ma anche le recenti ristampe dei volumi in edizione rinnovata (pensate che G no Kagenin gode addirittura di illustrazioni di Takayuki Yanase ed uno speciale su un modello scratchbuilt da NAOKI) pubblicate dalla Kadokawa.

Concludendo, l'impressione che si trae da queste considerazioni è quella di una "forza", che sarebbe poi sfociata nella nascita degli Universi Alternativi veri e propri, che ha cercato di svincolarsi da determinati canoni e paletti sin dalle origini del mito, un inno alla creatività e all'originalità, più o meno indispettita, più o meno autoriale ma sempre animata da buone intenzioni, che ha sempre considerato "Gundam" come un punto di partenza più che come un punto di arrivo.

1 commento:

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