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"Romics 2022 - Edizione Primaverile" Report!

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Eccoci qua con la bella stagione a riprendere l'attività fieristica, per quanto possibile.
Oggi potrete finalmente leggere il mio resoconto sul primo appuntamento annuale della principale convention romana, il Romics nella sua edizione primaverile, svoltasi dal 7 al 10 Aprile.
Ho avuto la possibilità di partecipare alla sola giornata da Sabato.

Quella primaverile è stata un'edizione un pò ibrida, perchè rispetto all'edizione autunnale c'erano meno restrizioni, un numero chiuso mooolto più ampio, quindi non sono mancati i miei odiatissimi momenti di calca e invasione di spazio vitale che mi hanno fatto vivere la fiera con molta meno tranquillità e serenità, rivangando gli incubi legati all'inivivibilità tipica delle convention nei fine settimana.
Mi sono infatti resa conto quanto poco ormai tolleri i luoghi chiusi e affollati con la relativa impossibilità di controllare e visitare gli stand in maniera adeguata, ma questo magari è più un problema personale, che delle fiere in quanto tali.
L'organizzazione ripeteva l'esperimento della precedente stagione, con la prenotazione del biglietto per via esclusivamente telematica e l'utilizzo obbligatorio della mascherina FFP2 nei luoghi al chiuso. Il controllo del green pass, oltre che all'accesso in fiera era obbligatorio anche per accedere alle aree degli incontri e delle conferenze. Mi sono state segnalate delle falle sul controllo dei green pass, ma farò finta di niente e vi lancio questo sasso nascondendo la mano.
All'interno delle aree degli incontri, i sedili non avevano più l'obbligatorietà del posto libero a fianco, ma erano già disposti in maniera distanziata, permettendo a gruppi o amici di avvicinare comunque le sedie tra loro.

Un primo indizio di disagio per inquadrare subito il mood generale del report: ormai non c'è fiera che non sia infestata dai Funko. Ogni stand ne fa obbligo di esposizione, e spesso e volentieri vengono disposti a mò di "arredo", per creare suggestive pareti divisorie o veri e propri cluster di cattivo gusto.
Nella gloriosa industria del "quantità sopra la qualità" questi pupazzetti, a loro modo, rappresentano una metafora perfetta della necessità di trasformare i collezionisti in accumulatori seriali. --Sapete poi che ne esistono anche di giganti, alti 20 cm? Che spreco di plastica e di materie prime. Utilizzatela per i gunpla, piuttosto!

--Comunque ho notato con gioia l'assenza dei tizi di Bulldog. Finalmente!

Questo prologo sugli odiati Funko, fa un pò da cartina tornasole sulla qualità del materiale in fiera.
Devo ammettere, che rispetto all'edizione autunnale dello scorso anno, in cui ero farcita di adrenalina per il ritorno dell'attività fieristica, stavolta ero molto più esigente, e non sono rimasta estremamente soddisfatta dell'offerta degli stand.
In primo luogo, molti stand avevano pochissime novità rispetto ad Ottobre scorso, in secondo luogo, con il diminuire delle restrizioni mi aspettavo il ritorno di alcuni stand storici, che invece non è avvenuto.
Come vi accennavo su Facebook, ho chiesto le cause di questa defezione ad alcuni negozianti; oltre alla questione dei costi del Romics, tra i più alti delle varie fiere, mi è stata fatta presente una questione a cui non avevo mai pensato, ovvero quella della "fatica" (proprio nel senso di "fatica fisica e mentale") che costa partecipare a certe manifestazioni sempre più lunghe e dispendiose. Parliamo infatti di fiere che durano dai quattro ai cinque giorni, che includono quindi le spese per i pasti, per gli alberghi-- Proprio come per noi visitatori. Oltrettutto parliamo di giornate dense di attività, in cui non c'è molto spazio per bighellonare o gironzolare in fiera, svaghendosi un pò. Gli standisti stanno in fiera per lavorare.

Anche se posso sinceramente comprendere queste ragioni, non posso evitare di storcere comunque la bocca davanti a certi prezzi, visibili nei prodotti in vendita:
In questo caso si parla di puro e semplice lucro, poco giustificabile con i costi di partecipazione ad un evento fieristico. Anche se vogliamo spiegarlo con "alzo i prezzi di questo prodotto che vendo difficilmente per tenere quelli dei prodotti più ricercati accessibili" si tratta comunque di un gesto che, moralmente, non è differente da una rapina a mano armata.

Per quanto sia vero che i prezzi in fiera o comunque dei rivenditori nostrani siano parecchio alti, ho notato come in fiera, ma anche in negozio, siano disponibili a fare qualche sconticino se si compra più di un pezzo. Visto che il Giappone ha deciso unilateralmente di considerarci clienti di serie B, direi che sia comunque il caso di fare pippa, e rivolgerci ai nostri negozianti per le nostre necessità collezionistiche.
Personalmente, avendo un'età mentale di cinque anni ed essendo naturalmente predisposta al rosicamento ('sta cosa di Hobby Search e AmiAmi che oscurano le pagine dei prodotti Bandai non l'ho proprio digerita, regà) dubito che comprerò più massicciamente dal Giappone come mio solito-- Naturalmente le maggiorazioni dei costi iniziano a farsi sentire, quindi non mi farò certamente remore a tagliare fondi alla Bandai, in un modo o in un altro 👋
Da questo punto di vista, non avendo più "concorrenza sleale" spero che anche i rivenditori locali facciano pippa e ci offrano prezzi più dignitosi. Se questo non accadrà-- Beh, potranno tenersi i loro gunplozzi a impolverarsi sugli scaffali fino a vita natural durante.

Detto questo, andiamo un pò a vedere cosa offriva la fiera di gundamico.

Iniziando con il padiglione delle case editrici e delle fumetterie, nonostante la persistente anemia partecipativa, sono riuscita a trovare qualcosa di carino disponibile.
Stavolta la Alastor aveva in bella mostra i volumozzi di Crossbone Gundam, mentre latitavano ancora i titoli gundamici sia tra gli stand che distribuivano i prodotti Star Comics che quelli J-POP.

Con mia estrema sorpresa poi, anche lo stand Dynit si era convertito al merchandising 😲
Oltre ai gadget legati alle serie distribuite infatti, era possibile trovare anche dei gunpla in vendita-- E persino dei gunpla "non pertinenti"--! A detta di chi ha bazzicato l'area, i prezzi erano anche abbastanza accessibili. Ora, certamente una rondine non fa primavera, ma se pure Dynit riuscisse a ritagliarsi un angolino nella distribuzione dei gunpla forte delle serie animate distribuite in Italia potrebbe uscire fuori un esperimento decisamente interessante, per noi acquirenti!

Dal punto di vista gunpla, la situazione era abbastanza deprimente.
Come sempre AnimeImport.it si dimostra il negozio con le uscite più aggiornate.
Disponibili il RG del Hi-Nu, ma anche i MG del Eclipse e del Virtue, per fare un paio di nomi. Alcuni di questi non sono ancora disponibili sul sito per l'acquisto, a proposito 😔

Un'interessante scoperta è stato invece il piccolo stand di Sakura Town, dove ho trovato alcune Banpresto gundamiche ormai d'annata:
Erano sui trenta euro ciascuna, ma seguendo il profilo Instagram del negozio è possibile ottenere uno sconto di 5 euro. Questi ragazzi non hanno negozi e non vendono online, la loro attività è prettamente fieristica.
Prossime tappe, Napoli, Torino e Parigi, se volete provare ad acchiapparli 👍

Per il resto del materiale esposto e disponibile vi rimando sul mio canalozzo Youtube, e nello specifico al video dedicato alla fiera

Detto ciò, se gli stand scarseggiavano, idem per la presenza della community.
C'erano i ragazzi del GIC, ormai unica garanzia di farsi quattro chiacchiere in grazia de Gundam e vedere qualche cosplay.

Anche per questa edizione, in corso la Gunpla School:
Un momento di relax nel caos circostante 😇

Stavolta in fiera ho avuto la possibilità di partecipare a due interessanti eventi, naturalmente non legati a Gundam perchè, figurateve! Non sia mai che in qualche fiera italiana si evochi lo sfigato nome di Gundam--!
Il primo è stato una celebrazione delle serie DC e del gruppo Gotham Shadows con 10 Anni con DC tra fumetti e cinema:
All'incontro, oltre agli straordinari cosplayers del gruppo, era presente Giuseppe Grossi di MoviePlayer.it, con cui abbiamo ripercorso le principali produzioni cinematografiche targate DC, con molto spazio per il fantastico The Batman, e l'artista Emanuela Lupacchino, che ha rivelato interessanti retroscena sullo sviluppo del design dei personaggi in relazione ai film e ai videogiochi, e si è poi lasciata andare a delle considerazioni sui personaggi femminili del brand, su assist del moderatore Max Giovagnoli.

Il secondo, forse con qualche suggestione gundamica in più, è stato l'incontro con l'artista Fabrizio Spadini che presentava nella cornice del Romics la sua mostra Lame Rotanti, in corso a Roma presso la Galleria Medina fino al 21 Aprile.
La mostra include nuovi dipinti, in cui vengono interpretati i concept delle "Distopie Pop, Robomachie ed Esplosioni", ciascuno legato a un preciso stile ed omaggio artistico dell'autore al linguaggio pittorico tradizionale.
Tutto l'evento è stato serenamente circonfuso di girellismo grazie alla presenza dei Raggi Fotonici in veste di commentatori musicali e ciceroni, e la partecipazione dei doppiatori Mazzotta e Locuratolo, entrambi nel cast storico di Goldrake nei rispettivi panni di Mizar e Alcor (SIGH!). Oltre all'artista, che ha offerto delle spiegazioni davvero illuminanti su alcuni dei suoi lavori, presente anche il critico d'arte Alessio Calestani che ha contestualizzato il percorso stilistico dell'autore e ha commentato i contributi video dei curatori delle mostre precedenti.
Lo svolgimento dell'incontro è stato davvero evocativo, con interessanti intermezzi tra poesia, letteratura e contaminazioni pop davvero suggestive-- Anche se i presenti erano forse un pò troppo "incensanti" nei loro commenti, tanto che a volte avevo l'impressione che persino Spadini fosse in imbarazzo 😅
Ovviamente non mancavano un paio di tele dedicate a Gundam:
All'interno del Romics era possibile visitare un'interessante mini-mostra di NFT animati dedicati alle figure più iconiche dell'animazione robotica. Non ho ancora un'opinione precisa sui NTF, ma mi sembrano un pò-- Boh. Durante l'incontro tra l'altro si è accennato a questa nuova modalità di commercio d'arte, ma senza fornire ulteriori ragguagli o anche solo il perchè della sua validità.

Altro dubbio, la disposizione delle sedie degli ospiti. Data la dimensione del palco, non era meglio disporre le sedie al lato dello schermo, invece che in mezzo? Se c'erano problemi di distanziamento-- Beh, potevano invitare meno persone 😅 Alcuni ospiti non hanno praticamente mai aperto bocca...

Long story short, chiudo con una foto del mio pasto, che riassume in maniera metafisica l'esperienza di questa edizione:
"Bel tentativo, ma da mangiare me lo sò dovuto portà da casa."

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