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Critica allo Spettatore Monomediale

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L'idea per questo articolo mi è venuta lavorando sui digest di Iron-blooded Orphans: Urdr Hunt. Consultando i video con i sottotitoli o le reazioni online, infatti, continuo ad incappare in commenti del tipo "Come vorrei che fosse un anime!" o "Speriamo ne facciano un anime!".
E personalmente penso sia ora di finirla.

La faccenda che l'anime "valga di più" di un altro media, è in realtà da far risalire al 2001, a quella famosa dichiarazione di Shigeru Horiguchi nella rubrica Il Comitato degli Esperti di MS (MSエキスパート委員会) della rivista Dengeki Hobby Magazine, in cui veniva tirato in ballo il fatto che solo il materiale animato prodotto dalla Sunrise avesse "valenza ufficiale". Il saggista Watanabe rincarò poi la dose, aggiungendo la celebre classificazione del materiale in "bianco" (= ufficiale), "grigio" e "nero" (= non ufficiale, "What If").
Nell'articolo si parlava proprio dei mobile suit originali presenti nei videogiochi di Gundam, da sempre racchiusi in un mondo tutto loro, ma anche molto cari ai fan.

Credo che questo innocente tentativo dello staff di Sunrise e Bandai di fare ordine nella produzione gundamica abbia fatto molti danni, specialmente all'interno del fandom occidentale, che ha la fregola delle cronologie, del "canon" e del metodo univoco di analisi dei media (almeno quando gli pare).

In questo contesto, è ovvio che il pubblico di appassionati tenda a denigrare altre tipologie di prodotti, visto che dalle parole dello staff sembra che solo gli anime siano "degni" di essere guardati e consumati (anche se lo stesso Horiguchi ammette come ad esempio un anime come 08thMS Team sia "grigio" perchè la presenza di alcuni modelli cozza contro lo sviluppo dei MS in riferimento alla serie storica, e come invece un manga come The Blue Destiny sia considerabile "il più bianco tra i grigi" perchè i suoi contenuti rientrano in esso), ma il punto è che Gundam è un prodotto che si presta alla multimedialità sin dalle origini.

Prendiamo ad esempio le MSV, sviluppatesi arbitrariamente su rivista per offrire ai fan "racconti paralleli" alla Guerra di Un Anno e alla Bandai l'occasione di far nuovi gunpla, e davanti alle quali persino Horiguchi & Co. non possono fare a meno di piegare la testa riconoscendole come perfettamente ufficiali anche se la Sunrise non ha praticamente nulla a che spartirci.
Le MSV originariamente non erano state affatto pensate o anche solo considerate come un progetto animato. A dirla tutta, non erano neanche pensate per essere "ufficiali".
Mi viene in mente anche la sempiterna lagna di gente che vorrebbe "l'anime di Crossbone" non dopo averne letto il manga, ma dopo averci giocato in Super Robot Wars. La stessa solfa si sta ora ripetendo con Moon Gundam, grazie allo stesso trattamento ricevuto in Gundam UC Engage.
Non è forse questa la prova più evidente della trasversalità mediatica di Gundam, e come i suoi contenuti risultino divertenti e perfettamente fruibili anche se somministrati al di fuori di un progetto animato--? E' come se un anime "fosse necessario" solo per giustificare quell'interesse o quel piacere che si provano durante il gioco o la lettura, come se quella certa "completezza" la possa garantire solo un anime.

In tempi recenti certamente molte cose sono cambiate, e con la Banco (= "Bandai Namco") che ha letteralmente inglobato la Sunrise, agevolando e semplificando di molto i contatti tra i vari dipartimenti, penso che non serva più il vincolo dell'animazione a "legittimare" un prodotto... Ad esempio, non c'è motivo per cui non possiamo considerare gli eventi di Gundam 00 Re:Vision come perfettamente ufficiali anche se solo sotto forma di spettacolo dal vivo, e lo stesso vale per Iron-blooded Orphans: Urdr Hunt. Non serve che sia un anime, o che gli spezzoni animati vengano uniti in un filmato e proposto come lungometraggio cinematografico affinchè valga la pena seguirlo.

Un altro progetto emblematico in questo senso è il già citato gioco per smartphone Gundam UC Engange, che addirittura sembra muoversi con la precisa volontà di "canonizzare" alcuni eventi o modelli apparsi in media considerati minori, offrendo un affresco amplificato degli eventi del Universal Century e contribuendo a definirne la lore, proprio seguendo la vocazione di quel Harmony of Gundam inaugurato nel 2006.

Anche se i manga di Gundam, inoltre, continuano a fluttuare in questa "zona grigia" poichè spesso legati all'invito degli editori di offrire un punto di vista unico dell'autore su Gundam (come nel caso di THE ORIGIN o Gundam Thunderbolt), questo non significa che non possiamo considerare delle side-stories come Iron-blooded Orphans:Gekko o The Witch from Mercury: Vanadis Heart, progettate e pianificate proprio con l'intenzione di ampliare il punto di vista sui rispettivi universi, come ufficiali, nello stesso identico spirito delle MSV.

Messo in chiaro il discorso sulla legittimità delle informazioni contenute in un prodotto, andiamo a psicocialtrare un pò sulle vere ragioni che allontanano lo spettatore dalla fruizione di altri media che non siano gli anime, ovvero la pigrizia.

Sì, è naturalmente una questione di pigrizia: seguire infatti immagini colorate animate in un costante flusso visivo è certamente meno impegnativo di leggere un manga, che costringe il cervello ad "animare" le immagini per conto suo, così come accedere ad una visual novel, in cui l'ibridazione mediatica è percepita a torto come ancora meno "immersiva".

Ecco, spesso ho sentito descrivere Urdr Hunt come un progetto "svogliato" in cui la Banrise ha voluto "spendere meno soldi" e "fare meno fatica" che producendo un anime.
Personalmente leggendo queste affermazioni mi dispiace un pò per lo staff coinvolto nel progetto ed il mio pensiero va' agli animatori, ai mecha e chara-designer, ai doppiatori e certamente anche allo staff che si è occupato della programmazione e progettazione del gameplay.
Non vedete che lo staff coinvolto in questo gioco è lo stesso che si sarebbe occupato del suo anime? Ed al contrario, coinvolge anche più persone e professionisti di quanti ne coinvolgerebbe un anime, data la sua natura multimediale--?
Trovo veramente patetico che, come spettatori, troviate meno coinvolgente leggere il dialogo in un gioco piuttosto che nei sottotitoli di un anime.

Insomma, mi chiedo con quale coraggio si accusi la Sunrise di svogliatezza, quando i primi ad essere indolente e pressapochisti siate voi.
È oggi la scusa è che "non è un anime", domani che non ci saranno i sottotitoli in Italiano, dopodomani che non sarà doppiato in Italiano...

Abbracciamo l'evidenza. Con la volontà della Banco di trasformare Gundam da IP ("Intellectual Property") a SP ("Social Property"), la trasversalità mediatica non diventerà solo la norma, ma implicherà che, da bravi consumatori, dovremmo diventare sempre più elastici e versatili se vorremo continuare ad usufruirne.

E' un brutto gioco a cui ci sta costringendo la Banco-- Ma qualcosa con cui è necessario fare i conti, qui nel futuro.

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