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10 Anni di Gundam Exia

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Continuiamo a proporvi contenuti originali dal Gundam Ace di Gennaio, che tra i tanti altri contributi dedicava una luuunga intervista a Kanetaka Ebikawa, mecha designer titolare di Gundam OO, Yuki Nishimura di Bandai Hobby e Tsuyoshi Yamamoto del team Skull Five della Tamashii Nations, sul mecha simbolo della serie in tutte le sue incarnazioni: il Gundam Exia.
Questo prezioso contributo si dimostra fondamentale nello sviscerare aspetti, curiosità e scelte dietro la creazione dei gunpla, così come delle action figures, risultando interessante sia per i modellisti come per i collezionisti! Godetevelo a pieno!

Il gunpla del Gundam Exia in scala FG 1/144 fu rilasciato il Settembre del 2007, il HG 1/144 iniziò la vendita in concomitanza con la trasmissione della serie TV ad Ottobre. La successiva release di Novembre per il HG 1/100 è quella basata sulle illustrazioni di Kanetaka Ebikawa, giusto?
Ebikawa: Quella volta mi fu richiesto un vero e proprio progetto grafico oltre che la supervisione. Avevo già reso disponibili i design originali della serie TV per la realizzazione degli HG, ma visto che stavolta la scala era più grande era necessario fornire più dettagli per adeguare il design alla risoluzione più alta.

La produzione come si approcciò a questa necessità?
Nishimura: Prima di tutto, si lavora sui disegni per ottenere la forma superficiale del modello. In seguito, ogni sezione, come un braccio o una gamba, viene separata e dettagliata a parte.

Quindi c'è un oggetto tridimensionale su cui si lavora in questa prima fase?
Nishimura: Inizialmente lavoriamo sui dati per definirne l'aspetto esteriore. Facciamo quindi dei prototipi basati sui dati, prendendo in considerazione i commenti del resto della squadra, come Ebikawa e gli altri, per poi capire quali parti rendere più dettagliate in proporzione. Nel 2007 non c'erano le tecnologie di adesso, quindi il prototipo era davvero molto rozzo rispetto a quelli su cui lavoriamo adesso.
Yamamoto: Già, all'epoca non si riusciva a riprodurre i disegni col loro dettaglio originale.
Nishimura: Specialmente quei dettagli sulla superficie erano impossibili da rendere, più che altro si utilizzavano per avere un senso del volume e delle proporzioni.

Disegnando il progetto per il modello 1/100, in quali punti si nota di più lo stile di Ebikawa?
Ebikawa: In quel momento volevo dargli un aspetto il più fedele possibile a quello dell'anime, quindi mi ero concentrato soprattutto sui dettagli riguardo l'aspetto della "faccia".
Nishimura: Riguardo lo sviluppo dei modelli rilasciati durante la trasmissione dell'anime c'era proprio l'idea di mettere in mano all'acquirente il modello proprio come appariva sullo schermo, quindi ci concentrammo molto in questo senso. Specialmente per quanto riguarda l'Exia, che era il modello protagonista, c'era la necessità di metterne in risalto il dinamismo, ben prima che entrassero in scena le articolazioni dettagliate del modello 1/60 o del MG. Occupandomi dei gunpla il mio interesse principale si concentra sulla loro qualità, ma penso sia ancora più eccitante quando il modello è il più fedele possibile a ciò che si vede in TV.
Ebikawa: Quando si è trattato del modello in scala 1/100 era la prima volta che realizzavo un disegno appositamente per la creazione di un gunpla, quindi non ero certo su cosa esattamente esprimere il mio parere, ma per il modello 1/60 aggiustai di più il tiro in questo senso. Ero ancora un pò timoroso però, quindi me ne uscivo con cose tipo "Personalmente abbasserei ancora un pò la linea delle spalle ma credo che anche questo assetto sia figo..." 😄
Nishimura: Quando la dimensione divenne più grande del 1/100 ovviamente la necessità di informazioni aumentò. Fui salvato dalle correzioni subdole ma precise di Ebikawa.

E poi due anni dopo fece il suo esordio la serie MG.
Ebikawa: Nel frattempo fu realizzato il SHCM(SUPER HCM Pro)con le mie istruzioni di supervisione. Esattamente durante la trasmissione della seconda serie, avevo vivida negli occhi l'immagine dell'Exia Repair, quindi mi sono basato su quelle proporzioni. "I piedi sono un pò più piccoli", fu una delle impressioni che ebbi dall'anime. Quindi il progetto per il MG è basato su quello del SHCM, realizzato apportando il mio contributo partendo dall'anime.
Nishimura: Lo stesso MG è un modello rilasciato a conclusione della serie TV, quindi non si limita ad essere basato sulle illustrazioni forniteci, ma incorpora anche l'impressione che se ne ha dall'anime. Tuttavia avendo la possibilità di aggiungere i dettagli omessi nell'animazione per convenienza, il punto principale diventò il frame del gunpla. Visto che il MG parte da questo tipo di concetto, seguì un percorso diverso dal lavoro svolto per il gunpla 1/100, che invece si limitava a voler rendere l'impressione dell'anime.

Visto che il punto di partenza è sempre la fedeltà all'animazione, in cosa si differenzia il HG da il MG?
Nishimura: E' da trovare soprattutto nella differenza della procedura concettuale delle due categorie di prodotti. FG e HG sono prodotti che hanno come fulcro la facilità di essere collezionati, quindi si cerca di rilasciarli velocemente in concomitanza con la serie TV. Il MG cerca di ampliare quello che si vede nella serie TV, esprimendo un'approfondimento delle informazioni che se ne possono trarre, non limitandosi quindi al design, ma anche alle gimmick o la struttura interna, "Questo sì che è l'Exia", è l'impressione che si vuole dare non limitandosi all'aspetto esterno, ma anche concentrandosi sui dettagli.

Quindi l'illustrazione su cui si basa la creazione del MG è molto dettagliata, vero? Le informazioni che si traggono dai due progetti sono ben diverse.
Ebikawa: c'è un innerframe nel Mobile Suit che si può intravedere tra gli spazi nell'armatura o dalle articolazioni. Se si pensa che poi tutta la struttura interna verrà comunque coperta, il lavoro più duro è di chi si occupa della manifattura.

Quattro anni dopo la release del MG vede la luce la serie Metal Build nel 2014.
Ebikawa: Questo prodotto uscì dopo la release del lungometraggio e molto tempo dopo la conclusione della serie TV, quindi ricordo che volevo realizzare un design definitivo, e ne conservo ancora gli schizzi. Su un appunto avevo scritto "Qui voglio incorporare le gimmick del MG". Si trattava di inserire tutte le informazioni tratte dalla serie TV e trasportarle in tre dimensioni. Un nuovo processo creativo si è sviluppato negli anni, dove viene tenuta in grande considerazione l'opinione degli utenti. Nel Metal Build si sono incontrate tutte queste necessità.

La ricerca del dettaglio nel Metal Build è superiore a quella nei gunpla?
Yamamoto: Nonostante sia consapevole che si tratta di un oggetto molto costoso, il mio approccio al suo sviluppo è ai pregi di un toy di alta qualità piuttosto che al suo realismo. Nonostante abbiamo una lunga tradizione sul diecasting dei Chogokin, basandoci sull'esperienza nata dai Metal Build, c'è questo impegno a esprimere nel diecasting la densità e la materialità, che nasce dalla voglia di voler rendere un robot tridimensionale. Credo che tutti abbiano giocato con un Chogokin da bambini, e quello che rimane vivido nella memoria è il letterale peso dell'oggetto, la sua materialità. Naturalmente anche i dettagli realistici sono tenuti in grande considerazione, ma data la natura del diecasting è inevitabile che per alcuni venga usata della plastica.
Ebikawa: Illustrando il progetto per il Metal Build non ho apportato particolari modifiche alle proporzioni. Questo perchè Yamamoto ha realizzato un prototipo molto preciso sin dall'inizio, quindi la mia supervisione si è limitata all'inserimento delle gimmick e la rifinitura di alcuni dettagli, si possono notare anche negli schizzi per il PG, le cui proporzioni e studio cromatico fanno riferimento al Metal Build.
Yamamoto: Mi piace decifrare le intenzioni di Ebikawa dal tratto della sua matita. I suoi disegni sono fantastici, quindi metto molta cura nel tentare di riprodurli il più fedelmente possibile.
Ebikawa: A prima vista mi sembrava che i piedi dell'Exia fossero molto paffuti, mi piaceva.
Yamamoto: E' perchè dall'immagine sembravano paffuti 😄 Il triangolo rovesciato del piede di questo Exia può essere considerato un pò il tema ricorrente del suo design.

Tra queste c'è una parte che ha subito un particolare arrangiamento?
Yamamoto: Il metallo nella parte esposta del piede. Mi chiese di mostrare metallo in una parte dove non sarebbe visto.
Ebikawa: Credevo di sapere cosa stessi disegnando...
Yamamoto: Tengo in considerazione quali dettagli rendono di più in metallo o meno. Non si può certo mettere il metallo in ogni parte di un design, sai?

Lei lavora su prodotti creati da vari designer, c'è un aspetto specifico che spicca nel caso di Ebikawa? Yamamoto: Per me è la forma. Credo sia l'aspetto più squisito, come la sua composizione e modulazione risultino piacevoli. Credo che la bellezza delle sue silhouette sia assoluta.
Nishimura: Anche aldilà del Metal Build dell'Exia, le connessioni della maschera e le parti scorrevoli sono sempre accuratamente disegnate da Ebikawa. Amo anche la linea dei piedi.
Yamamoto: Vero? Abbiamo un fetish per i piedi 😄

C'è differenza tra il Metal Build e il PG nella quantità di informazioni dovute dalla differenza di scala?
Ebikawa: Come no. Dal momento in cui penso che la forma abbia raggiunto l'apice nella resa del Metal Build, l'approccio al PG è stato che avrei dovuto dare più risalto alla parte delle gimmick. l'open hatch è presente sia nell'Exia che nel Qant della linea Metal Build, ma data la dimensione ho potuto aggiungere nel PG più dettagli che ne cambiano molto l'aspetto. Se lo avessi tra le mani mi piacerebbe mostrartelo, ho aggiunto tantissimi dettagli anche all'interno delle parti. Aprendo gli sportelli c'è l'impressione che non vi sia niente dietro, sono dettagli che si possono apprezzare solo montandolo.

Da dove viene l'idea del Lighting Model?
Ebikawa: L'idea suggerita dalla Bandai era stata quella di far illuminare i cord
(I nastri che fanno da "muscoli" nelle articolazioni dell'Exia, ndDae) , e allora io ho aggiunto, "Perchè non mostrare gli stessi cord come se gli sportelli fossero aperti?". Al contrario del Quantum Burst del Qant, qui c'è l'idea di un mezzo che appare come se fosse in manutenzione.
Yamamoto: Visto che i cord solitamente sono nascosti nel modello, l'idea di mostrarli è piaciuta subito.
Nishimura: Ci fu data l'istruzione dell'aspetto della manutenzione, che richiese ulteriori design.

La colorazione è stata supervisionata da Ebikawa?
Ebikawa: Approposito della colorazione, puoi osservare varie pattern, quindi ci sono varie combinazioni da cui poter scegliere. Io mi occupo dei marking, ma sostanzialmente mi è affidata anche la colorazione. Non ci sono cambiamenti da ciò che si è visto finora.
Yamamoto: C'è uno specifico Color Coordinator dedicato alla resa dei colori per la linea Metal Build.
Nishimura: Nel caso dei gunpla, i colori vengono decisi mescolandoli alle resine per la stampa dei pezzi.
Ebikawa: Il bianco del PG non è un singolo colore, ma è composto da due colorazioni a gradazioni differenti che aiutano a suggerire la differenza di livelli e volumi.

Fedele anch'esso all'animazione. Il bianco del Gundam non è un vero e proprio "bianco".
Yamamoto: Anche la sensazione data dal blu opaco è differente di quella data dal blu convenzionale. E' un blu difficile da ottenere a partire dal "Blu Ebikawa" 😄
Nishimura: Il blu è davvero difficile da rendere. La plastica per la stampa dei pezzi è colorata aggiungento del pigmento alla resina, ma nel caso di un PG c'è pigmento in dosi più elevate. E' una procedura adottata per permettere alla luce di passare attraverso la plastica dei cord, ma si combina anche all'effetto di assorbire la luce che colpisce quella specifica parte. Visto che tratta l'illuminazione in maniera particolare, se ne ha una percezione molto ovattata.
Ebikawa: Te ne accorgi anche attraverso la tronchesina. Quando la tagli emette un suono più netto.
Nishimura: E' leggermente lucida, la sensazione è davvero strana. Visto che si tratta di pigmenti speciali utilizzati specificatamente per la linea PG non si vede spesso su altri modelli.

Aggiungendole alla sensazione metallica dei Metal Build, le possiamo definire caratteristiche delle due linee.
Yamamoto: Il Metal Build è dipinto così come si colora un toy, non c'è un discorso di modulazione del pigmento per modificare le caratteristiche del materiale come si fa nei gunpla. Ad esempio, nelle foto non si vede bene, ma nel GN Drive e all'interno del ginocchio è stata utilizzata la placcatura IRIS (riflessi luminosi) che scintilla quando si cambia il punto di vista.
Ebikawa: In questo modello creato per festeggiare il decennale della serie sono tanti i dettagli degni di nota, ma le fotografie purtroppo non ci vengono incontro nel rendere l'idea 😄 Se ci riuscite, date un'occhiata al modello dai vivo.

Sia il Metal Build che il PG sono capolavori, ma io credo si possa andare ancora oltre. Quali sono i prossimi obiettivi dei vostri brand?
Nishimura: Il questo PG abbiamo voluto esplorare le possibilità della gimmick della luminiscenza, che di certo ci dà ancora materiale su cui pensare. Nel 2020 festeggeremo il quarantennale dei gunpla, quindi vogliamo creare nuovi prodotti con la tecnologia accumulata in questi anni. Personalmente mi piace pensare che l'essenza di Gundam sia mettere in mano al fan il sogno visto nell'animazione, e voglio concentrarmi nel renderlo ancora più divertente. Vorrei continuare a servirmi del talento di Ebikawa per rendere tutto questo realtà.
Yamamoto: Appena finisco di lavorare su qualcosa ho subito voglia di fare immediatamente altro. Se riesci a creare nuove tecnologie e sviluppare nuove idee in fase di produzione, questo scatenerà la voglia di trovare nuove applicazioni per quelle tecnologie e quelle idee. Visto che l'aggiunta di gimmick cambia notevolmente a seconda del soggetto che si vuol prendere in considerazione, è possibile che in futuro le stesse non appaiano necessariamente nella linea Metal Build. E' importante portare avanti un discorso, ma al tempo stesso questo non va sviluppato solo in un determinato ambito. Per favore, aspettate con ansia ciò che abbiamo in serbo per voi!

Ed infine passiamo ad Ebikawa, lei che segue la supervisione dei progetti, la prossima volta su che Exia le piacerebbe lavorare?
Ebikawa: Non avevo coscienza dei limiti per la creazione di gunpla o Metal Build, quindi non mi sono mai risparmiato, mettendo tutto me stesso nella loro creazione. Nel PG ho messo tutto quello che avevo, a partire da ciò che avevo accumulato lavorando sul Metal Build, è come scalare una montagna. Nei prossimi anni voglio regalare ai fan ancora più divertimento, e la prossima volta mi piacerebbe giocare col concetto di "suono". Mentre guardavo il PG illuminarsi mi sono ritrovato a pensare "Che bello se a questo punto ci fosse del sonoro" e mi è venuta una nuova fissazione 😄 Una volta scalata una montagna, ti trovi davanti un'altra montagna!

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