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"INSIDE OF GUNDAM X" - Intervista a Jun'ya Ishigaki

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Con questo quarto ed ultimo contributo concludiamo il focus su Gundam X per il 30 anniversario della serie TV per quanto riguarda la condivisione di materiale inedito che "dà legittimamente voce" al suo staff creativo.
Oggi è il turno di Jun'ya Ishigaki, mecha-designer originalissimo che ricordiamo anche per la partecipazione a G Gundam, Gundam W e al recente Gundam AGE, che in questa intervista condivide i retroscena della produzione dal punto di vista del design dei mecha.
L'intervista proviene sempre dalle scansioni di OZKai dei libretti contenuti nei laserdisc della serie TV, di preciso dal terzo volume rilasciato nel Febbraio 1997. L'intervista è stata raccolta nel Dicembre 1996.


Dopo aver lavorato a "Gundam X", in cui compaiono numerosi mecha...

Per quanto riguarda Gundam X, il mecha-design è firmato congiuntamente da Kunio Okawara e da lei, Ishigaki; vorrei innanzitutto chiederle come vi siete suddivisi i ruoli all’interno di questo progetto.
Ishigaki:
In linea di massima, Okawara ha disegnato i Gundam protagonisti, mentre io mi sono occupato di tutti gli altri MS e mecha. Naturalmente ci sono state delle eccezioni: a un certo punto ho fatto i capricci dicendo “vorrei disegnare almeno un Gundam!”, e così mi è stato permesso di occuparmi della seconda versione dell'Ashtaron. Inoltre, per quanto riguarda gli altri MS, non è che li abbia disegnati tutti io; per il Jenice, che si può definire il MS di punta dell’Esercito Rivoluzionario, abbiamo adottato una procedura in cui il signor Okawara lo ha abbozzato dando un'idea dell'aspetto generale, e io l'ho perfezionato. Pertanto, per quanto riguarda gli elementi comuni ai modelli dell’Esercito Rivoluzionario, come la maschera a fessura, si può dire che siano un’idea di Okawara; inoltre, per quanto riguarda il Daughseat, la nave dei Vulture di Doza e l’unità subacquea S-1 per il Leopard, ci siamo rivolti a Katoki Hajime.

Alla fine, quanti mecha ha disegnato?
Ishigaki:
Solo per quanto riguarda i Mobile Suit, sono arrivati a più di 30. Naturalmente, questo include anche le versioni leggermente modificate. ...Si tratta di un numero paragonabile a quello di V Gundam, ma mentre V è durata un anno, X conta 39 episodi, quindi mi sono ritrovato a dover disegnare un nuovo Mobile Suit praticamente ogni settimana... Onestamente, ho pensato che sarei morto 😄

In pratica, ha disegnato i Mobile Suit sia della Federazione che dell’Esercito Rivoluzionario, no?
Ishigaki:
È vero... Ma, detto questo, mi sembra di averne disegnati davvero anche di più. Forse è perché il prologo del primo episodio era la scena della conclusione della Settima Guerra Spaziale che ho questa sensazione; fin dall’inizio ho dovuto disegnare un numero considerevole di modelli, quindi.... In genere, all'inizio di una serie ci sono pochi mecha, no? Ma in questo caso siamo partiti subito con la battaglia decisiva. È stata davvero dura. Inoltre, lo studio, me compreso, è passato alla produzione di questo progetto senza alcuna pausa dopo il precedente Gundam W, quindi è stato un vero e proprio incubo 😄 Tuttavia, sapevamo che scuse simili non sarebbero state accettate da chi avrebbe guardato l'opera. Per questo motivo, ho cercato di impegnarmi al massimo.

È vero, all’inizio della serie si viene catapultati subito nel vivo dell’azione.
Ishigaki:
Anche solo a elencarli sommariamente, dalla parte dell’Esercito Rivoluzionario compaiono Jenice, Septem, Octape e il Febral, che sembra una sorta di Zeong 😄 mentre dalla parte della Federazione c’erano i Bit MS di ogni Gundam, oltre a modelli come il Daughtress e il Daughtap, che ricorda una Ball.
Per questo, quando ho visto per la prima volta lo storyboard del primo episodio, mi è venuto un capogiro 😄

Come dice, il “Febral simile allo Zeong”, mi sembra che quel MS apparso nel prologo fosse fortemente ispirato agli MS di Zeon di Gundam.
Ishigaki:
Uhm, il fatto che non si possa dire con certezza che sia così è la parte difficile. Inoltre ci terrei a dire che dal mio punto di vista ho espresso l’essenza degli MS con un approccio diverso, come una sorta di sfida. A quel punto ho pensato, "se piace, va bene così" 😄. Inoltre, il mecha che ho disegnato per primo non era quel gruppo di MS, ma la Freeden. E, partendo da quella, ho disegnato anche gli altri mecha terrestri, ma ho faticato parecchio, perché correvo il rischio di trasformarla in una Landship di Xabungle 😄 Tra l'altro, dato che avevo reso la Freeden asimmetrica, era difficile tracciarne le linee e quindi non potevo nemmeno ricalcarla. Se è stato così per me che l'ho disegnata, immagino che per gli animatori sia stata ancora più dura... Chiedo scusa a tutti.

L'Esperansa, che riesce a trasmettere bene quell'idea di assemblaggio

Allora, signor Ishigaki, qual è stato il primo MS di cui si è occupato interamente, dal concept in poi?
Ishigaki:
Il Daughtress. Tuttavia, in realtà anche in questo caso, proprio come per il Jenice, esisteva già un disegno di base realizzato dal signor Okawara. Ma Okawara mi ha detto, “Fai come preferisci”, così ho pensato, “Allora mi prenderò la libertà di disegnarlo a modo mio” e ho realizzato una versione personale. Tuttavia, nel disegnarlo, pur trattandosi di un mecha prodotto in serie, non volevo che la testa desse l’impressione di essere un GM come quelli apparsi in Gundam. Per questo ho optato per quel design che fa sembrare che abbia tre occhi… che ne pensate? Personalmente, mi piace abbastanza.

E per quanto riguarda gli altri lavori preferiti?
Ishigaki:
Subito dopo aver finito di disegnarli, molti mi soddisfano, ma dato che dovevo passare subito al successivo non ho avuto il tempo di affezionarmici, non ce ne sono molti che mi piacciono ancora oggi. Se proprio devo sceglierne uno, direi l'Esperansa... L'ho modificato più volte prima di arrivare alla versione definitiva, ma mi sembra di essere riuscito a rendere bene l'atmosfera creata dall'assemblaggio di parti diverse. Inoltre, come alcuni di voi avranno notato, il motivo di questo mecha è una rana. Anche se non può assumere una forma antropomorfa, la struttura delle gambe è trasformabile.

I Mobile Suit nati da vari tentativi ed errori

Si sente spesso dire che nella prima metà della serie Bertigo e Patulia fossero un po’ troppo appariscenti.
Ishigaki:
Il Bertigo presenta una silhouette molto diversa dagli altri MS, quindi anch’io mi sono chiesto come mai abbiano dato l’ok. Ma, dopotutto, si tratta di un modello dedicato ai Newtype, quindi, essendo qualcosa di nettamente diverso dai modelli tradizionali, credo che sia stato proprio questo a renderlo accettabile. Probabilmente è proprio per questo che è rimasto così impresso nella memoria dei fan. A proposito, anche questo è un design che ha subito parecchi cambiamenti. All'inizio era completamente diverso dalla versione finale, ed era qualcosa che a prima vista ricordava un po' un Gundam. Questo perché era prevedibile che avrebbe avuto un ruolo piuttosto importante nella storia, e dato che si trattava di un modello esclusivo per i Newtype, volevo che venisse commercializzato... Così, ho pensato se non fosse possibile in qualche modo ricomporlo con un design in stile Gundam, ma alla fine non ci sono riuscito, quindi ho dovuto svuotare completamente la mente e ridisegnarlo da zero. Il risultato è stato il Bertigo che è apparso sullo schermo.

Verso la fine della storia è tornato in scena, vero?
Ishigaki:
Come designer, sono davvero felice che sia stato riutilizzato in quel modo. Inoltre, dato che ora è tornato come buono che non fa uso di doping 😄 si è deciso che non avrebbe utilizzato Bit. D'altronde, se ne usasse diventerebbe troppo forte, e questo è il motivo dietro questa scelta, non perché fosse troppo difficile da disegnare 😄

Cosa ci dice invece sul Patulia?
Ishigaki:
La prima versione del Patulia che avevo disegnato era costituita solo da quella parte centrale che assomiglia a un ponte di comando. Ma... ho pensato che visivamente sarebbe risultato troppo poco imponente, quindi ho aggiunto quell'enorme elemento a libro. ...Dopotutto, si tratta di un mecha destinato alla conquista del mondo 😄 È ovvio che debba essere imponente. E l'idea che spunti fuori spaccando la città... in realtà è una mia idea. Ho pensato, “Visto che ci siamo, vorrei che facesse così”.

Passando alla parte centrale della serie, mi è sembrato che spiccassero i quattro MS, a cominciare dal Rasveht, che si adattavano bene alla nuova ambientazione.
Ishigaki:
Sono tutti MS con caratteristiche ben definite, ma il Rasveht, che si potrebbe definire una “imitazione” del Gundam, mi ha divertito molto a disegnarlo. Per quanto riguarda gli altri tre, invece, mi sono dato da fare. In particolare, per il Correl, incentrato sulla manovrabilità, ho utilizzato un design che gli conferisce quella postura snella e inclinata in avanti... Mmm, è difficile da spiegare... Per quanto riguarda il Gable, il modello corazzato, ricordo che il regista Takamatsu mi disse, “Immaginalo come se stesse sbarrando il passaggio”, quindi disegnai uno schizzo in cui era seduto 😄 Purtroppo, nel design definitivo, quella posa è stata eliminata.

Rimane solo l'ultima metà della serie, vero?
Ishigaki:
Personalmente, mi piace molto il modello sviluppato dall’Esercito Rivoluzionario Spaziale. O meglio, gli autori della regia hanno saputo cogliere la caratteristica della “corazza pesante” che avevo ideato, utilizzandolo in modo tale che uno o due colpi di raggio potessero scalfirlo, ma non farlo esplodere. Grazie a questo, siamo riusciti a dimostrare chiaramente che, pur essendo un modello prodotto in serie, possiede prestazioni nettamente superiori rispetto ai MS precedenti. ...Detto così, potrebbe sembrare una cosa ovvia, ma riuscire a mettere in risalto le caratteristiche di questi mecha mentre si racconta la storia dei personaggi, tutto nel tempo limitato a disposizione, è in realtà piuttosto difficile. Quindi, quando vedo un utilizzo come questo non posso che esserne felice... Quindi ci tengo che quella parte venga notata.

Un'opera non può reggersi solo sulle preferenze del designer

Vorrei chiederle qualche considerazione generale sul suo lavoro di mecha-design per questo progetto.
Ishigaki:
Come ho già detto parlando delle navi da guerra terrestri, è stato difficile evitare che assomigliassero a quelle del passato 😄 A parte questo 😄 in X ho prestato particolare attenzione a non lasciarmi trasportare e a non disegnare solo le linee che mi piacciono. Questo perché il regista Takamatsu aveva una certa visione dei mecha, e se avessi disegnato a mio piacimento, le nostre visioni avrebbero potuto scontrarsi, rischiando di far crollare l'universo narrativo. Ad esempio, se lasciato a me stesso, tendo a comporre le figure solo con curve e a disegnare esclusivamente le linee che mi piacciono, ma questa volta il regista Takamatsu aveva in mente l’idea che “trattandosi di un mondo in rovina, vorrei evitare un design che fosse troppo tipicamente da mecha di ultima generazione”, quindi da parte mia ho cercato di lasciare sempre un senso di antiquato, o meglio, di non raffinato. ...Ma è stato un po’ difficile, però.

Ha fatto un cosciente passo indietro, diciamo...
Ishigaki:
Dopotutto, è grazie al regista che un'opera prende forma. Se io mi mettessi troppo in mezzo, il progetto non andrebbe in porto. Ma, naturalmente, ho cercato di costruire qualcosa di mio all'interno di quei limiti.

Per concludere, ci racconti le sue impressioni ora che il lavoro è terminato.
Ishigaki:
Da un lato penso che sia già una fortuna aver potuto partecipare alla serie di Gundam, ma, cavolo, sono davvero esausto 😄 Ora sto pensando di cimentarmi in qualcosa di diverso. Ma mi sembra di aver detto la stessa cosa anche quando è finito V... 😄 Tuttavia, anche se venisse prodotto un nuovo Gundam e io dovessi partecipare, non ho alcuna intenzione di tirarmi indietro. Ho intenzione di dare il massimo, quindi vi chiedo di continuare a sostenermi.

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