GUNDAM SCHOOL ⑧ Le Armi a Controllo Remoto

Prendendo ispirazione dall'omonima rubrica informativa di Gundam.info a cura di Ema Baba, GUNDAM SCHOOL è una sezioncina dove mi diverto a prendere in considerazione gli stilemi di Gundam introdotti nell'UC e in seguito sviluppati nell'Universo Espanso per vederne insieme l'evoluzione negli anni!
Potete trovare i precenti capitoli a questo link!

Quando il gioco si fa duro, entra in campo il pilota che non solo ha la perfetta padronanza del suo mezzo, ma ha anche la capacità di controllare le armi remote più micidiali, quelle che ti permettono di attaccare il nemico ad ogni distanza e da ogni angolo!

L'efficacia dei Mobile Suit è dimostrata per la prima volta nella battaglia di Loum, dove i rivoluzionari mezzi di combattimento sbaragliano le classiche navi da guerra grazie alla loro libertà di movimenti e la facilità con cui possono sferrare attacchi più o meno ravvicinati lasciando le ammiraglie nemiche alla loro vulnerabilità nello spazio.
Ma cosa fare se il nemico è un pilota di pari abilità? Naturalmente si impiegano armi remote in grado di poter attaccare il Mobile Suit da ogni punto ed angolazione-- con la forza del pensiero!

In Gundam, quando l'impiego dei Newtype sul campo di battaglia necessita di nuove applicazioni, è come al solito il Principato di Zeon a uscirsene con l'idea di un'arma remota controllata dalle speciali onde cerebrali del pilota.
Il primo modello ad utilizzare questa tecnologia è il Braw Bro pilotato da Challia Bull: lo psycommu installato sul Mobile Armor è in grado di tradurre le "onde psichiche" del pilota in comandi per il computer di bordo, che permette il controllo remoto di quattro fucili alle mega-particelle grazie a dei cavi; questo sistema può essere utilizzato anche da piloti non Newtype, ma mentre la psycommu permette a un solo individuo di controllare quattro armi, l'impossibilità di attivare l'interfaccia di un pilota "normale" lo costringe a poter controllare un solo fucile.
La "maneggevolezza" delle armi remote si paleserà qualche episodio dopo con la comparsa dell'Elmeth di Lalah, in cui esordisce l'impiego dei Bit. I Bit sono dotati di un sistema di alimentazione interno, e quindi possono svolazzare liberi nell'aere a sforacchiare Mobile Suit nemici come se non ci fosse un domani.
La rivoluzione successiva avverrà in Z Gundam, che vede l'introduzione del Qubeley di Haman. Il Qubeley rappresenta il pinnacolo dello sviluppo delle tecnologie belliche al servizio dei Newtype: si è riusciti a rimpicciolire lo Psycommu, quindi lo si può installare in un Mobile Suit piuttosto che in una Mobile Armor; vengono per la prima volta impiegati i Funnel, dei Bit rimpiccioliti, che possono essere stipati nel Mobile Suit a seconda delle necessità. Mentre i Funnel hanno dimensioni più ridotte dei Bit e quindi possono essere installati in numero maggiore su un singolo Mobile Suit, non sono però dotati di alimentazione indipendente, quindi hanno un limite di utilizzo e per essere ricaricati devono tornare nei loro alloggiamenti.
Ne Il Contrattacco di Char lo Psycommu viene evoluto nello Psychoframe: nel Nu Gundam di Amuro il cockpit è rivestito di recettori Psycommu che permettono al pilota di controllare il Mobile Suit come fosse il suo corpo; inoltre, appaiono i "Fin-Funnel", per la prima volta applicati a un mezzo della Federazione, ovvero dei Bits miniaturizzati, dotati quindi della durabilità di un Bit grazie al loro generatore di energia indipendente e della manovrabilità di un Funnel.

Questa idea dell'arma remota in grado di attaccare indipendentemente dai movimenti del Mobile Suit su cui sono installati, appare con una certa regolarità anche nelle serie dell'Universo Espanso.
In G Gundam, una serie che di norma predilige le mazzate pure e semplici, appaiono nella dotazione del Gundam Rose di George i Rose Bit che ricalcano proprio gli armamenti del Nu Gundam.
In Gundam W, un'altra serie piuttosto "rustica" a livello tecnologico, con l'apparizione dello Zero System, attraverso il quale il pilota riceve determinate informazioni direttamente nelle sinapsi per poi elaborarle in comandi al Mobile Suit, viene sviluppato un sistema alternativo di controllo diretto delle Mobile Dolls (di cui si serve Dorothy attraverso la Libra) e addirittura dei Gundam stessi (operato da Quatre attraverso il Sandrock Kai). In questo modo le armi remote diventano i Mobile Suit stessi.
Questo concetto verrà ripreso in Gundam X, dove appaiono i G-Bits, veri e propri Mobile Suits privi di pilota controllati remotamente da un pilota Newtype attraverso il suo Gundam. Questa esasperazione avrà conseguenze drammatiche sia per il pilota che per le aree circostanti, un monito di Imanishi verso l'impiego scellerato della tecnologia.
In Turn A Gundam è il Turn X Gundam pilotato da Gym ad ereditare la Psycommu: nella sfacciata interpretazione del Correct Century, permette al Mobile Suit di separarsi in varie parti ognuna controllabile singolarmente; in questa condizione possono essere utilizzate sia come armi che per generare un campo magnetico in grado di disabilitare il mezzo nemico.

La serie "principe" dello sviluppo sistematico e preciso delle armi a controllo remoto è però sicuramente Gundam SEED, dove vari e svariati sono i Mobile Suit in grado di utilizzare questi coreografici armamenti, a partire dall'imponente Providence Gundam di Raw con il suo DRAGOON System, per toccare l'apoteosi nello Strike Freedom Gundam di Gundam SEED Destiny.
In Gundam OO appare il Bit Control System, in grado di permettere al pilota di controllare le armi remote del suo Mobile Suit; similarmente all'Universo di SEED, i piloti necessitano di particolari onde quantiche per interfacciarsi al meglio col sistema: un essere umano normale non sarebbe in grado di manovrarlo a causa della distrazione dovuta alle azioni sul campo di battaglia nel combattimento diretto. I Fang sono armi remote in grado di generare proiettili e lame ai raggi, e compaiono per la prima volta sul Throne Gundam Zwei di Michael. Successivamente sarà rivelato l'utilizzo dei Bit dai Gundam di Celestial Being, a partire dal Cherudim Gundam di Lockon, che possono avere anche un ruolo difensivo agendo come scudi.
In AGE, invece, nel suo preciso citare la serie originale con citazioni moderne, la prima apparizione delle armi remote è nel Farsia "operato" da Yurin: come in Wing, il Farsia non è altro che un'arma remota controllata dalle onde cerebrali X-rounder di Desil, a bordo del suo Zedas; il Farsia è inoltre dotato di cinque Farsia Bit che costituiscono il suo armamento. Nell'ultimo arco della saga, apparirà il suo upgrade, il Fawn Farsia, stavolta volontariamente pilotato da Fram, ma sempre nel medesimo ruolo della vittima sacrificale. Ma non tutte le armi remote vengono per nuocere, soprattutto se nelle mani di Kio, che attraverso il suo Gundam AGE-FX può utilizzare i suoi quattordici C-Funnel al meglio senza uccidere i piloti nemici.

Dopo questo rapido excursus, come classificare queste micidiali armi remote? Sono certamente una figata da guardare animate, donano un certo fomento all'idea di usarle, ma quale potrebbe essere il loro significato più profondo? Probabilmente un altro sfruttamento inutile e nocivo di facoltà superiori che dovrebbero essere usate per ben altro... Come un pò nel caso della progettazione di tutte le armi, no?
GUNDAM SCHOOL ⑧ Le Armi a Controllo Remoto GUNDAM SCHOOL ⑧ Le Armi a Controllo Remoto Reviewed by Eleonora Nappi on ottobre 23, 2016 Rating: 5

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