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"Non Guardare il Dito, ma la Luna!", considerazioni su "Gundam X"

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Quando si parla di serie gundamiche, una di quelle che ottiene reazioni più freddine pur essendo riconosciuta come un buon prodotto è Gundam X.
Nel giorno in cui questo piccolo gioiello gundamico celebra i suoi primi 25 anni mi sembra giusto contribuire con un articolo che metta in risalto quelli che considero i punti di forza di questa serie.

Questa serie ha anche un significato particolare per Gundamverse.it perchè le parole di Takamatsu sono state prese un pò a suo "motto":
Sostituite "Newtype" con "Gundam" e vedrete che a questo mondo c'è chi sfrutta Gundam; quelli che seguono Gundam come fosse una religione; o personale della produzione che deve combattere la nozione di Gundam per creare un Gundam che non sia Gundam. Ma quello che viene rivelato alla fine della mia serie è che tutto ciò non è altro che un'illusione. Niente ha a che fare con Gundam. Dobbiamo solo lavorare tutti nel campo dell'intrattenimento per produrre show di qualità. E questo è il futuro migliore in cui credevamo quando abbiamo visto per la prima volta il primo Gundam originale.
Con questa prerogativa, andiamo un pò ad analizzare gli spunti più interessanti di questa serie, e come questa si differenzia dalle produzioni precedenti e successive e "ci dice la sua" su determinati argomenti.


Il Gundam come "merce"; tra soldati di ventura e rigattieri, una metafora del "gunpla boom"?

Il concept di "Gundam come merce" trova la sua origine in Gundam ZZ, nei giovani abitanti della colonia Shangri-La e le loro abitudini traffichine che li portano all'incontro e lo scontro con l'equipaggio della White Base; un altro importante precedente nell'opera di Tomino in questo senso, è certo rappresentato dall'anime Xabungle, da cui molto viene preso per la creazione del terzo capitolo della saga gundamica.
Nella mitologia gundamica, di certo inserire dei personaggi che commerciano e trafficano le sue parti significa un pò "sminuirne" la simbologia quasi "divina" (o diabolica?) che il Gundam si era garantito come "icona" del suo tempo, e questo assume un significato ancora più profondo se contestualizzato in una serie rilasciata nel 1996, un decennio abbondante dopo il "gunpla boom" e qualche anno dopo l'ingresso della Bandai come azionista principale della Sunrise.
Anche senza le sfuriate infantili di Tomino, di certo questa "oppressione" dei primi anni fu molto evidente all'interno del comparto creativo; avvicendamenti di staff e lamentele sui ritmi di lavoro frenetici sono la norma, quando si rispolverano le interviste di chi lavorava su Gundam negli anni '90.
Quando quindi Takamatsu e Kawasaki si prendono la briga di accollarsi questo nuovo, il terzo in tre anni, progetto gundamico lo fanno con la volontà di raccontarci una storia precisa, che non si limita all'avventura dell'equipaggio della Freeden o di Garrod, ma anche a una metafora della situazione "gundamica" in quegli anni.
Appaiono quindi i "Vultures", che acquisiscono mecha, addobbandoli o utilizzandoli a loro piacimento, senza neanche una chiara idea delle loro funzioni o schieramenti originali nella precedente guerra, per esibire il loro potere e supremazia, o semplicemente per rivenderli, integralmente o in parti, per rispondere alle esigenze del mercato.
Il mecha, e anche i Gundam, quindi, spogliati del loro ruolo di armi, diventano "gingilli", "giochi"-- Parte di un hobby mortale. E al tempo stesso, la relativa facilità del loro reperimento, li eleva a improbabile "bene di prima necessità", intorno al quale la disastrata economia terrestre trova un pò di respiro, almeno nelle categorie più disagiate.
Forse il voler collegare il tutto allo spregiudicato mondo dei gunpla, e come il concetto di "prodotto" sia slittato dalla serie al plamo, è un pò esagerato, ma una critica in questo senso è evidente: i Vultures non hanno bisogno di una "guerra" per giustificare l'utilizzo e la ricerca di mecha, questi sono diventati un puro e semplice "status" nella quotidianità.
D'altro canto, Gundam X è molto "obbediente" con la Bandai: abbiamo un Gundam "protagonista" che dopo un tot di episodi viene sostituito con una versione più performante, e in seguito unito ad un accrocco, abbiamo il Gundam che vola e si trasforma e quello con l'artiglieria pesante; abbiamo i grotteschi Gundam nemici neri, anche loro ulteriormente pimpati a metà serie; abbiamo Mobile Armor, nemesi del Gundam, e via discorrendo. La Sunrise ha certamente fatto bene i suoi compiti. Ma è tra un mecha e l'altro, un design sparato a getto continuo e l'altro, che a far da collante troviamo la posizione critica dello staff creativo.


"Newtype", a prescindere da quello che serve a voi

L'interpretazione che danno Takamatsu & Co. del concetto di "Newtype" taglia la testa al toro: i "Newtype" non esistono, esistono persone dotate di poteri psichici più o meno potenti, ma questi non hanno niente a che fare con un'evoluzione umana di alcun genere.
Preciso, deciso, diretto.
Il preambolo narrativo è sempre quello: ragazzi con poteri particolari vengono scovati da terrestri o abitanti delle colonie, gli viene costruito attorno un filmino secondo la quale sono il livello di sviluppo successivo dell'umanità e quindi mandati a combattere su mecha assurdi, il cui utilizzo li lascia più o meno traumatizzati. Si gioca quindi sull'idea del Newtype come di un "oracolo", di una guida misteriosa dai poteri illimitati, ma anche quella di un semplice "strumento", un'arma per causare più distruzione possibile, una "batteria vivente" per mecha. In breve, di "un'arma finale" in grado di decidere le sorti di un conflitto.
Da questo punto di vista è interessante notare come Garrod, il protagonista e pilota del Gundam titolare, non sia affatto un Newtype. Mi viene in mente, a questo proposito, la similitudine tra il personaggio di Garrod e quello di Judau del ridicolo ZZ, di come Tomino abbia commentato che probabilmente il Newtype più potente in Gundam sia proprio Judau. Garrod e Judau hanno le stesse caratteristiche, sono delinquentelli orfani che vivono alla giornata di furtarelli e mandrakate; incontrano l'amore, il legame di amici fidati, ideali più grandi per cui combattere e in un certo senso riescono a "redimersi", a cambiare la loro condizione di disperati-- Quindi probabilmente per "newtype" non si vuole intendere l'avere "i poteri", ma avere "la potenzialità" di cambiare il proprio approccio alla vita, e in questo modo aiutare sè stessi e gli altri.
In Gundam X abbiamo il caso emblematico di Tiffa, ritratta come una delle Newtype più potenti e per questo ambita dai vari schieramenti in guerra. Tra le sue capacità c'è anche quella di "percepire" gli altri Newtype, diventa quindi la guida della Freeden, la cui missione è scovarne e "liberarne" i più possibile.
Nella vita di tutti i giorni Tiffa è una ragazzetta introversa che ama disegnare e vive le sue capacità come un disagio, più che come un dono. La sua vita all'interno della Freeden scorre serena e tranquilla, e non ha mai bisogno di combattere o provare in qualche modo "il suo valore", ai protagonisti così come allo spettatore. Il confronto più immediato che viene alla mente è quello con Lalah: le due ragazze hanno infatti ruoli simili, ma contrariamente a Lalah a Tiffa è risparmiata la tragedia di essere ridotta a marionetta sul campo di battaglia per un raccapricciante senso di "riconoscenza". Il paradosso è infatti questo: Char salva Lalah dopo aver riconosciuto le sue abilità e la fa trasferire nell'Istituto Flanagan per sviluppare le sue capacità in senso bellico per poi utilizzarla su mobile armor avanzatissime; anche Tiffa è destinata a un destino simile, ma Jamil riconosce le sue abilità, la salva dall'arruolamento forzato e non la costringe mai a combattere: non sta "sprecando" una risorsa o "impedendo" a un individuo di scoprire il suo valore, la sta rispettando in quanto essere umano, le dà quel rispetto che Lucille e DOME non hanno mai avuto, quella "normalità" che gli è stata tragicamente negata.
Paradossalmente quindi, il "newtype" non viene insignito di un ruolo particolarmente attivo nelle attività della Freeden. Tiffa utilizza le sue capacità volontariamente, perchè si ritrova nella missione di Jamil, che non è "conquistare il mondo coi Newtype" o "cambiare il mondo coi Newtype", ma liberarli da quell'etichetta e lasciare che vivano come preferiscono.
Può sembrare molto banale come approccio, ma credo sia l'unica serie che parla di Newtype in questo modo-- Come una di una bufala che diventa maledizione, ma che si può perfettamente ignorare.


Non c'è niente di male ad amare i propri personaggi

Sarò una ragazza semplice, ma quando guardo una serie gundamica e vedo che i suoi personaggi sono "trattati bene", sono felice.
Sì, mi piacciono i personaggi che riescono a redimersi, a trovare il proprio scopo nella vita, i personaggi che non muoiono a caso perchè il regista deve darsi l'aria di uomo cinico a cui piace la "dura realtà".
Una delle cose che traspaiono in questa serie è l'affetto dello staff per i personaggi che ha creato. E' una cosa che c'è anche in Gundam W, ma Sumisawa è meno onesto di Kawasaki, e spesso e volentieri non esita a fare brutti scherzi alle sue creature a beneficio di una certa atmosfera.
In effetti, anche la "frustrazione" è una bella sensazione da scatenare in uno spettatore, e di certo molti creativi giocano su questo rapporto di amore e odio col loro pubblico per tenerlo sulle spine, ma diciamoci la verità, dopo una lunga serie gundamica vedere tutti felici e contenti e più o meno accasati è uno dei nostri desideri più sordidi. E continueremo a far finta di essere gente sofisticata dicendo che il finale di Z Gundam è geniale, ma in realtà il finale più bello di tutti è quello di Gundam X e sarebbe ora che si ammettesse a voce alta.
Una delle cose che ho preferito in Gundam X è certamente la gestione degli antagonisti. Prima su tutte Ennil El, la "femme terrible" della serie, che tanti campanelli d'allarme "già visti" attiva di episodio in episodio-- Invece, colpo di scena, si decide di redimere questo personaggio e si decide di farlo utilizzando l'amicizia, quella disinteressata e a tratti ammiccante della "svampita" Toniya, che offrirà a questo personaggio volitivo e sfortunato la sua possibilità di riscatto.
Questo vale anche per Carris Nautilus, un altro Newtype sfruttato per le sue doti e ridotto a marionetta, che riesce ad essere messo di fronte l'inutilità del suo astio verso Garrod e trovare la sua dimensione-- E si potrebbero inserire nel gruppo anche i fratelli Frost, che tutto sommato, pur uscendone malconci, non perdono la vita nello scontro finale e ci piace immaginarli essere scesi a patti col fatto di non essere "abbastanza Newtype"...


...E questi sono solo alcuni degli spunti che ho preferito ed apprezzato in questa serie, ma certamente non finiscono e si esauriscono qui.
Il mio invito è a farne al più presto un rewatch, immergervi nelle sue atmosfere semplici ma edificanti, e lasciarvi trasportare verso l'avventura dalla Freeden ed il suo equipaggio-- Eh sì, amare questa serie per quello che è.


Per Approfondire

⇒ Gundam X (Serie Database)
⇒ [DATA COLLECTION] Gundam X
⇒ [PRINTED MATTERS] Gundam X
⇒ [ECCELLENZE AMATORIALI] Il Gundam X di Takayuki Yanase

5 commenti:

  1. Una serie davvero valida, la cui unica colpa è di essere stata trasmessa durante il periodo in cui Neon Genesis Evangelion imperversava (se la Sunrise avesse atteso la conclusione di NGE per mandarla in onda, non sarebbe stato necessario tagliare gli ultimi 10 episodi, facendola concludere a 49 puntate, come precedentemente programmato). Attendo da tempo che i Subzero (o un altro gruppo fansub) la ripropongano in versione BD, dato che, in tale formato, risorge in pieno.

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    1. Beh, diciamo che oltre ad Eva imperversavano ancora i fan di G e W... Pessima strategia sputare fuori una serie gundamica all'anno, fortunatamente il sacrificio di X non fu vano, e la Banrise aggiusto' il tiro con le serie successive...

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    2. Secondo te, un remake della serie o una trilogia cinematografica sarebbero in grado di rendere definitivamente giustizia ad After War Gundam X oppure no ?

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    3. Mmmh, io penso che la serie TV sia molto valida così com'è... Forse un film riassuntivo toglierebbe i filler e i "mostri della settimana" rendendo il plot principale più scorrevole, ma in fondo pure quelli fanno parte di Gundam, non credi ^__^ ?

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  2. In un film di tipo riassuntivo andrebbero migliorati il lancio delle colonie sulla Terra (solo una dozzina, con otto distrutte e quattro che si schiantano su "punti nevralgici" mettendo fine alla federazione, che risorge in segreto nell'UNE), il ruolo dei fratelli Frost (che, dall'inizio, sono agenti sotto copertura dell'UNE, a cui fanno periodicamente rapporto e ricevono ordini) usare il design di Wanase per il Leopard e alcuni altri mecha, oltre a un lavoro sui dialoghi per chiarire le cose rimaste nascoste (i 15 anni che intercorrono per l'inizio della serie).

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